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venerdì 19 giugno 2026

«Una mattina da incubo Ostaggi in due convogli fermi della Vesuviana»

Napoli - Un'altra giornata da incubo è stata quella vissuta dai passeggeri della Circumvesuviana ieri mattina: «Dovevano essere quindici minuti. Quindici. Sono diventati quaranta. Quaranta minuti stipati in una carrozza della Circumvesuviana piena oltre ogni limite, senza aria condizionata, con il caldo che aumentava». Lo racconta Cinzia Brancato, capo ufficio stampa dell'istituto Pascale di Napoli. «A un certo punto non si pensava più nemmeno al ritardo. Si pensava solo a respirare. Intorno a me volti paonazzi, magliette completamente bagnate, gente che cercava un po' d'aria vicino alle porte. Una signora si è dovuta sedere perché non si reggeva più in piedi. Un'altra persona si è sentita male. E noi tutti lì, fermi, bloccati, in attesa di non si sa bene cosa». Sono volate urla di protesta. «Quando resti chiuso - continua Brancato - in una scatola di metallo rovente e nessuno ti spiega cosa stia succedendo, la tensione esplode. Dopo quaranta minuti arriviamo finalmente alla prima stazione. E lì la scena surreale. Centinaia di persone che si riversano fuori dal treno, qualcuno solo per prendere aria, la maggior parte nella speranza di salire sul convoglio successivo. Ma anche quel convoglio si ferma per cinque, venti, trenta minuti. Come se tutto quello che è successo prima non sia bastato». (Il Corriere del Mezzogiorno)

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