Vico Equense - C’è qualcosa di profondamente distorto nel modo in cui si sta consumando la crisi politica a Vico Equense. Non è la prima volta che un sindaco azzera la propria squadra di governo – la storia amministrativa italiana è piena di rimpasti e scossoni strategici – ma è l’assoluto, tombale silenzio calato sulle sorti del Palazzo dopo il decreto del 29 luglio 2026 a destare sconcerto. Quattro assessori rimandati a casa da un giorno all'altro, deleghe strategiche congelate e, da oltre dieci giorni, il nulla. La città attende risposte, ma riceve solo il riverbero del gossip da spiaggia. Il sindaco Giuseppe Aiello ha liquidato la pratica parlando genericamente di "cambiamenti intervenuti all'interno della maggioranza" e della necessità di "rafforzare la coesione". Formule preconfezionate della vecchia politica che dicono tutto per non dire niente. Mandare a casa figure chiave – tra cui storici assessori e innesti più recenti – senza spiegare chiaramente cosa si sia rotto nel patto di governo non è un esercizio di autorità; è una dichiarazione di debolezza. La trasparenza verso i cittadini non è un optional facoltativo da elargire a piacimento, bensì il pilastro su cui regge il mandato elettorale. Chi governa non gestisce un'azienda privata in cui i manager vengono licenziati con un'email interna a firma dell'amministratore delegato. Chi governa amministra il bene pubblico, i soldi della collettività, i servizi di una comunità complessa e dalle enormi potenzialità come Vico Equense. Liquidare un intero esecutivo nel pieno della stagione estiva – periodo cruciale per la gestione del territorio, dei flussi turistici e della sicurezza – richiede motivazioni trasparenti e, soprattutto, una via d'uscita immediata.
Pagine
▼

Nessun commento:
Posta un commento
La qualità e l’efficacia del blog dipendono quasi interamente dai vostri contributi. Si raccomanda, perciò, attinenza al tema, essenzialità e rispetto delle elementari regole di confronto. I messaggi diffamatori, scritti con linguaggio offensivo della dignità della persona, razzisti o lesivi della privacy, pertanto, non saranno pubblicati.