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giovedì 20 agosto 2026

Pnrr, in Campania è andamento lento Soltanto il 16,8% dei progetti conclusi

Il dossier di monitoraggio (aggiornato a luglio) del Servizio studi di Camera e Senato

di Anna Santini - Il Corriere del Mezzogiorno

Napoli - Il 30 giugno 2026 è scaduto il termine per l'ultimazione dei traguardi e obiettivi relativi alla programmazione della decima e ultima rata del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: ad essa corrispondono risorse pari a 28,4 miliardi, che concorrono al totale complessivo di 194,4 miliardi del programma per l'Italia. Il termine per la rendicontazione, va ricordato, è fissato al 31 agosto. Data entro la quale le amministrazioni centrali e territoriali avranno tempo per trasmettere la documentazione finale, cui seguirà l'invio formale delle richieste di pagamento alla Commissione europea entro il 30 settembre. Tutti i flussi finanziari, comunque, dovranno essere completati entro il 31 dicembre 2026, data ultima per la chiusura del Piano. Dietro ai numeri complessivi del Pnrr - con i suoi 575 traguardi da raggiungere - si nasconde un mosaico di venti storie diverse, tante quante sono le regioni italiane.

La mappa 

Alla velocità di attuazione e di conclusione dei progetti in Trentino Alto Adige, Lombardia, Friuli ed Emilia Romagna, fa da contraltare la lentezza di molte aree del Sud ma anche della Liguria, che - pur al Nord - risulta in assoluto quella dove la parola fine è ancora sconosciuta per quasi il 90% dei finanziamenti.

 

La fotografia emerge dalla nuova mappa delineata nel dossier di monitoraggio del Piano nazionale di ripresa e resilienza del Servizio studi di Camera e Senato, redatto basandosi sulla banca dati ReGiS - il sistema informatico unico italiano sviluppato dalla Ragioneria Generale dello Stato (Mef) - aggiornata a luglio scorso. 

I numeri 

Dei complessivi 194 miliardi del Pnrr, la quota territorializzata, cioè assegnata a progetti riconducibili a una specifica regione o provincia, ammonta a 173,3 miliardi di euro, distribuiti su 672.549 progetti censiti (il numero sale a 677.398 se si contano separatamente i progetti che insistono su più regioni). A questi si aggiungono 17,3 miliardi di euro destinati a interventi di «ambito nazionale», non riconducibili a un territorio specifico. A livello nazionale, il 23,7% delle risorse risulta associato a progetti «conclusi», dato che sale al 26,2% se si escludono proprio i progetti non regionali. La media nasconde però enormi differenze, che non coincidono sempre perfettamente con la tradizionale divisione Nord-Sud. Il caso che colpisce di più è infatti proprio quello della Liguria, che registra la performance più bassa in assoluto, pari al 10,2% dei progetti conclusi (su 5,8 miliardi). 

La precisazione

Il dato va però letto con attenzione: la percentuale utilizzata dal dossier non indica il numero di progetti materialmente conclusi sul totale dei progetti di una Regione, ma la quota dei finanziamenti associati ai progetti, distinguendo appunto tra quelli conclusi e quelli ancora in corso. In altre parole, un progetto da 100 milioni di euro pesa sulla graduatoria molto più di un intervento da 100 mila euro. Si tratta di una differenza tutt'altro che secondaria, soprattutto in regioni come la Liguria, dove sono presenti grandi opere infrastrutturali che possono concentrare una quota rilevante delle risorse e avere tempi di realizzazione più lunghi. 

La graduatoria 

Da qui la classifica dove le regioni del Sud occupano comunque gran parte delle ultime posizioni. Spiccano infatti anche le percentuali della Calabria con il 15,6% dei progetti conclusi (su 6,2 miliardi), del Molise (15,9% su 1,7 miliardi), della Campania (16,8% su 15 miliardi), della Sicilia (16,7% su 12,4 miliardi) e poi del Lazio (17,3% su 13,3 miliardi). Sul versante opposto ci sono invece il Trentino-Alto Adige (46,4% dei progetti conclusi su 2,9 miliardi), la Lombardia (40,4% su 21,9 miliardi, la Regione con il finanziamento più alto), il Friuli-Venezia Giulia (37,2% su 2,9 miliardi), e l'Emilia-Romagna (36% su 11,4 miliardi). Seguono poi Piemonte (29,4%), Toscana (29%) e Marche (28,3%). Nel Meridione Guardando nello specifico alle otto regioni del Mezzogiorno, il quadro è tutt'altro che uniforme. Se Calabria, Molise, Campania, Sicilia e Puglia si collocano tutte sotto il 17% di progetti conclusi, la Sardegna (21,9% su 4,9 miliardi), la Basilicata (21%) e l'Abruzzo (27,6%) mostrano percentuali più vicine alla media nazionale.

Irpinia su tutti 

Resta indietro, come detto, la Campania, rispetto alla maggior parte delle regioni italiane. Tra le province, sempre secondo il dossier del Servizio studi di Camera e Senato, il primo posto lo conquista Avellino, l'ultimo Benevento. Complessivamente il finanziamento per la Campania è pari a 14,99 miliardi e comprende sia l'importo dei progetti localizzati nella singola regione sia la quota parte dei progetti che insistono su più regioni. Poco più di 53 i progetti, da precisare che vengono contati una sola volta per regione anche se insistono su più province nella stessa regione. Quanto allo stato di avanzamento - va ribadito - l'Irpinia è avanti a tutti con il 33,9% dei progetti conclusi. Segue la provincia di Salerno con una percentuale del 24,8%, quella di Caserta con il 24,4%, la provincia di Napoli con il 18,5% e all'ultimo posto quella di Benevento con il 18,1%.

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