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mercoledì 30 settembre 2026

Eventi in Penisola? Oggi si mangia e basta: dove sono finiti gli artisti?

 


A Vico Equense e in tutta la Costiera impazza la polemica: sagre ed eventi dedicati solo all'enogastronomia. E il modello vincente di 40 anni fa? Quello di Federico Iaccarino, 81 anni, che portava i grandi cantanti in piazza
VICO EQUENSE / PENISOLA SORRENTINA – È la polemica ricorrente di ogni estate, e anche di quest'estate non è mancata. A Vico Equense, come in gran parte della Penisola Sorrentina, gli eventi sono diventati tutti uguali: stand, frittura, panino gourmet, vino e... fine. Si mangia e basta.
Dov'è finito lo spettacolo? Dove sono finiti gli artisti?
A chiederlo sono residenti, turisti e operatori. Sui social il commento è sempre lo stesso: "Un'altra sagra dove si mangia solo".
Eppure non è sempre stato così. C'è stato un tempo in cui fare un evento in Penisola voleva dire portare un nome, un cantante importante, un artista che riempiva la piazza e creava magia.
Uno storico organizzatore Federico Iaccarino, ci ricorda proprio questo. Lo abbiamo incontrato in Piazza Cota a Piano di Sorrento, per un'intervista esclusiva a cura di Shasa Nil. 81 anni, volto storico del divertimento e degli eventi mondani della Penisola Sorrentina, Federico è l'esempio vivente di come si facevano gli eventi una volta.
Prima si organizzava pensando al pubblico, allo spettacolo. Portavamo cantanti importanti, nomi nazionali, si creava attesa. La gente veniva per l'artista, e poi restava per mangiare, per stare insieme. Oggi è il contrario: si fa solo da mangiare. Negli anni '80 e '90, quando Federico organizzava, le piazze, si riempivano non solo per il profumo di cucina, ma per i concerti, per le serate con ospiti di livello, per quella mondanità elegante che ha reso la Penisola famosa nel mondo.
Oggi il format è cambiato: più semplice, più economico, forse più redditizio sul momento. Ma meno attrattivo. Meno memorabile.
Vico Equense, città della grande ristorazione e di eccellenze enogastronomiche invidiate nel mondo, meriterebbe di più. Sarebbe perfetta per tornare a quel modello misto che Federico aveva inventato: "enogastronomia SÌ, ma con grandi artisti, con musica dal vivo, con spettacolo vero."
Non una sagra e basta, dove si mangia e si va a casa. Ma un evento che resta nel cuore.

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