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mercoledì 28 ottobre 2026

Castellammare di Stabia. Cultura e radici al Circolo Internazionale: Hanta Edizioni e Hugo Javier Freitas raccontano l'epopea dei migranti

Filomena Baratto
 Castellammare di Stabia - Una serata che è andata ben oltre la semplice presentazione editoriale, trasformandosi in uno spazio di profonda riflessione su cultura, identità e memoria storica. Ieri sera, la cornice del Circolo Internazionale di Castellammare di Stabia ha ospitato la presentazione del Catalogo Editoriale della casa editrice Hanta Edizioni. L’evento ha confermato la vocazione di un territorio da sempre aperto al dialogo e all'incontro grazie alla sua felice posizione geografica e alla naturale propensione verso l'altro. Il focus dell’incontro ha visto come protagonista lo scrittore Hugo Javier Freitas, autore di due opere pubblicate con Hanta Edizioni e incentrate sul delicato e potente tema delle migrazioni dall’Europa verso il Río de la Plata, avvenute tra la fine dell'Ottocento e la Seconda guerra mondiale. La genesi delle opere di Freitas affonda le radici in una curiosità intima e personale: la ricerca dei propri avi europei. Quella che era nata come un'indagine familiare si è presto evoluta in uno studio storico rigoroso e articolato. Al centro del lavoro dell'autore, tuttavia, non ci sono solo i grandi eventi storici, ma soprattutto le persone e il loro legame indissolubile con la terra natia. Frammenti di quotidianità – un profumo, una vecchia fotografia, un sapore – diventano i custodi di una memoria che la distanza e il tempo non riescono a scalfire, ma che anzi rafforzano l'identità personale. Nel corso del dibattito, Freitas ha condiviso il suo intimo sentirsi europeo, riconoscendo nelle sfumature del proprio carattere i tratti delle origini. Una riflessione che ha aperto il campo a un parallelismo tra i flussi migratori di ieri e quelli contemporanei: sebbene cambino i contesti storici ed economici, restano immutati il desiderio di un futuro migliore, la nostalgia e la complessa ricerca di un nuovo equilibrio. L'autore ha poi acceso i riflettori sulla sua seconda raccolta di racconti, Memorie ed echi migranti. Tra le varie storie, Freitas ha confessato la sua predilezione per il racconto Avanti, sempre avanti, incentrato sul legame nato in gioventù con un venditore ambulante davanti a un supermercato.


L'uomo era un tano – termine con cui in Argentina vengono storicamente identificati gli italiani e, in particolare, i napoletani. Quello che era iniziato come un semplice scambio quotidiano si è trasformato in un'amicizia sincera, dimostrando come le differenze culturali possano diventare ponti anziché barriere. Il pubblico ha partecipato con grande trasporto emotivo, stimolato anche dai contributi artistici e linguistici che hanno arricchito la serata. I testi hanno preso vita grazie all'intensa interpretazione dell'attore Rodolfo Medina, mentre la professoressa Ilenia Zirham ha curato l'interpretazione in lingua spagnola, rendendo il dialogo accessibile e valorizzandone la dimensione multiculturale e viva. A dare eco al successo dell'iniziativa sono state anche le parole di Filomena Baratto, presidente dell'associazione culturale Itinerando, che sui canali social ha espresso profonda gratitudine per un incontro capace di dimostrare come la letteratura e la cultura restino gli strumenti più efficaci per conservare la memoria storica, costruire ponti tra mondi diversi e guardare al futuro con maggiore consapevolezza.

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