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martedì 27 ottobre 2026

Gambero Rosso premia Vico Equense: il palmarès d'eccellenza tra ristoranti d'autore e trattorie della tradizione

Vico Equense si consacra nell’Olimpo della ristorazione italiana, confermandosi come una delle mete gastronomiche più complete, brillanti e competitive dell’intera Penisola Sorrentina. L’ultima edizione della prestigiosa guida del Gambero Rosso ha scattato la fotografia di un territorio in stato di grazia, premiando con una pioggia di riconoscimenti sia la finezza della cucina contemporanea sia la straordinaria veracità delle sue tavole tradizionali. Dalle terrazze a picco sul mare fino agli agriturismi custoditi nei borghi collinari, Vico Equense esprime un movimento culinario maturo, capace di far convivere la memoria storica degli ingredienti locali con le visioni dell'alta ristorazione. Il riconoscimento delle Due Forchette premia i ristoranti che offrono un'esperienza d'alto livello, dove la cucina, la cantina e il servizio viaggiano all'unisono. A Vico Equense sono ben cinque i locali a confermare questo prestigioso traguardo. All'Antica Osteria Nonna Rosa, il regno dello chef Peppe Guida si conferma un baluardo inamovibile dove i prodotti dell'orto di famiglia e la pasta secca vengono nobilitati con una sensibilità e una tecnica che trasformano la cucina della memoria in pura avanguardia. Spostandosi sulla costa, Il Bikini si rivela un luogo d'anime e di mare in cui la cucina marinara trova una declinazione moderna, pulita e priva di fronzoli, sposando il rispetto assoluto per la stagionalità del pescato con una cornice straordinaria. L’Accanto del Grand Hotel Angiolieri propone invece una tavola raffinata e colta, sospesa tra il cielo e il Golfo di Napoli, che si distingue per il rigore geometrico nei sapori e la capacità innata di reinterpretare i classici campani con un respiro internazionale. Nell'entroterra, il borgo collinare di Ticciano ospita Laqua Countryside, l'intimo progetto della collezione dello chef Antonino Cannavacciuolo che dà vita a una cucina emozionale, capace di riavvolgere il nastro dei ricordi d'infanzia unendo il calore del Sud al rigore sabaudo. Infine, il Maxi dell'Hotel Capo La Gala si conferma una stella polare della ristorazione costiera grazie a una proposta culinaria che è un inno al Mediterraneo, fatta di contrasti decisi, freschezza millimetrica e un design marino che amplifica l'esperienza sensoriale dei piatti.


A completare il quadro dei ristoranti gourmet si aggiunge l'importante traguardo del ristorante Punta Scutolo dell'Hotel Le Axidie a Marina di Equa, a cui il Gambero Rosso ha attribuito Una Forchetta, premiando una crescita costante e una proposta solida fortemente legata all'accoglienza del territorio. La forza enogastronomica di Vico Equense risiede nella sua straordinaria proposta a doppia anima. Nella sezione della guida riservata alle migliori trattorie, dove il focus è la valorizzazione delle materie prime locali, l'autenticità e l'accoglienza, la cittadina fa bottino pieno ottenendo il riconoscimento di Un Gambero per due storici presidi. La Tradizione, fedele al suo nome, si distingue per una proposta solida e autentica, capace di raccontare i sapori del territorio senza filtri, ponendosi come un punto di riferimento imprescindibile per chiunque cerchi la vera essenza della cucina campana. Immerso nelle splendide colline di Massaquano, l'agriturismo Nonno Luigino, guidato dallo chef Mauro Caccioppoli, rappresenta invece l'archetipo della cucina a "metro zero", dove i prodotti coltivati direttamente nell'orto di proprietà e i formaggi dei Monti Lattari diventano protagonisti di piatti genuini e ricchi di memoria. Questi indirizzi vanno a stringere la mano al sublime risultato di Villa Rosa – La casa di Lella, che si posiziona sul tetto d'Italia riconfermando i prestigiosi Tre Gamberi. Con questo palmarès mozzafiato, Vico Equense si scrolla definitivamente di dosso la vecchia etichetta di semplice "porta d'ingresso" verso Sorrento e la Costiera Amalfitana. Il borgo costiero è oggi a tutti gli effetti una capitale gastronomica autonoma, una tappa obbligatoria per i gourmet di tutto il mondo. Un successo corale che dimostra come l'ospitalità e la grande cucina siano, da queste parti, scritte direttamente nel DNA.

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