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domenica 11 ottobre 2026

Smottamento a Castellammare, i sindaci della Penisola Sorrentina fanno fronte comune: "Basta gestire solo l'emergenza, serve un piano straordinario"

La viabilità tra la Penisola Sorrentina e l'area stabiese resta in ginocchio dopo l'ultimo smottamento verificatosi a Castellammare di Stabia. Una situazione di forte criticità che ha spinto i sindaci del territorio a uscire allo scoperto con un duro comunicato congiunto. L'appello, rivolto direttamente agli organi sovracomunali, è perentorio: il rischio idrogeologico non può più essere trattato come un evento sporadico, ma va affrontato come una vera e propria emergenza sociale. I primi cittadini della Penisola, in costante contatto con la Prefettura di Napoli – di cui ringraziano la prontezza nel coordinamento –, stanno seguendo minuto dopo minuto l'evolversi della situazione. Nonostante l'ispezione tempestiva del Comune di Castellammare abbia permesso il ripristino del doppio senso di marcia in alcuni tratti, i disagi per i pendolari e i residenti restano pesantissimi. La galleria rimane infatti parzialmente chiusa e via Acton è tuttora interdetta al transito. Secondo i sindaci, il vero ostacolo alla messa in sicurezza non è solo la fragilità del terreno, ma la macchina burocratica che paralizza i progetti. "Bisogna superare cavilli e sovrapposizioni di competenze che per anni hanno bloccato i nostri territori", denunciano fermamente i primi cittadini. La ricetta proposta per uscire dall'impasse prevede l'istituzione di un coordinamento unico e l'adozione di procedure straordinarie, gli unici strumenti in grado di far passare l'azione amministrativa "dagli annunci agli interventi concreti". La richiesta non è più quella di semplici interventi-tampone, bensì di un piano straordinario per la sicurezza del territorio, supportato da opere strutturali e risorse finanziarie adeguate. La Penisola Sorrentina, asse strategico per il turismo e la mobilità regionale, non può permettersi di restare isolata o sotto scacco del maltempo a ogni cambio di stagione. I sindaci concludono con un monito severo alle istituzioni regionali e nazionali: il dissesto idrogeologico mette a repentaglio la quotidianità di migliaia di persone e, senza una svolta strutturale, rischia di tramutarsi in vere e proprie tragedie. Il tempo della sola gestione dell'emergenza è scaduto.

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