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domenica 24 agosto 2008

La protesta dell´acqua

Castellammare di Stabia - «Non pagate le bollette dell´acqua». È in rivolta Castellammare di Stabia. La città delle acque dichiara guerra alla Gori. Sessantasette mila residenti in questi giorni per la prima volta stanno ricevendo le bollette della Gori e non della vecchia municipalizzata Asam. C´è anche un´altra novità, la bolletta unica comprende anche la spesa per la fogna e per la prima volta il pagamento per il depuratore. Nuove bollette e proteste. Da ieri la cittadina è stata tappezzata di manifesti: «Avviso alla cittadinanza, stanno pervenendo bollette dell´acqua da un soggetto diverso dall´Asam, la scadenza è il 15 settembre. Attenzione, non pagate questa bolletta e rivolgetevi all´Unione nazionale consumatori». Al messaggio seguono le sigle di 11 associazioni, tra cui Città Viva, Aurora, Il Sorriso, Mani Tese, Cps, che si sono unite in comitato contro «la privatizzazione dell´acqua». La Gori spa è una società mista per la gestione in affidamento (fino al 2032) del servizio idrico integrato nell´Ambito territoriale ottimale (Ato 3) Sarnese-Vesuviano, che comprende 76 comuni, di cui 59 nella provincia di Napoli e 17 in quella di Salerno. Il programma di Gori prevede una graduale acquisizione delle precedenti gestioni esistenti nell´Ato 3. I primi comuni ad essere acquisiti sono stati quelli della penisola sorrentina nel 2003, per un totale di 74 comuni gestiti a luglio 2008. L´ultimo è appunto Castellammare. E come a Nola, San Giorgio a Cremano, Nocera e Cicciano (Comuni in cui la gestione dell´acqua è passata alla Gori), anche a Castellamare i comitati civici sono scesi in campo. «Ci sono molti aspetti delle bollette che non ci tornano - spiega don Gennarino Somma, presidente del Cps, Comitato promozione e sviluppo - . Abbiamo affidato il caso al nostro legale, l´avvocato Luigi Vingiani, e stiamo preparando un ricorso cumulativo. Il primo punto è il contratto: noi cittadini abbiamo firmato un contratto con l´Asam e nessuno ci ha chiesto se volevamo la Gori. Un contratto si firma e si rescinde sentendo sempre tutte le parti in causa». Il Comitato si è riunito ieri sera in assemblea. La prima decisione presa è: «Chiedere alla Gori uno stato dei lavori, come una mappa dettagliata di strade e palazzi, per il depuratore - dice don Gennaro Somma - perché è assurdo e illegale chiedere alla gente di pagare un servizio che non esiste». Quella sulle bollette comunque è solo una battaglia: «La guerra da vincere - dicono i comitati da Castellammare a Nola - è contro la privatizzazione dell´acqua, bene che rischia di finire in mano ai privati e alle multinazionali». Una guerra che vuole smorzare sul nascere il direttore generale della Gori, Giovanni Marati: «I comitati sbagliano a fare una battaglia cieca contro di noi. Uniamoci insieme, invece, per ottenere più finanziamenti pubblici e abbassare le tariffe». Marati spiega: «Non siamo privati. La Gori è una società per azioni dove il socio di maggioranza è pubblico ed è rappresentato appunto dall´Ente d´Ambito Sarnese Vesuviano. L´acqua è per legge dello Stato un bene pubblico. Non aumentiamo tariffe, che tra l´altro non decidiamo noi. E non pagare le bollette non serve a nessuno, anzi danneggia quei cittadini onesti che da sempre pagano per i propri consumi» (Cristina Zagaria da la Repubblica Napoli)

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