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domenica 28 settembre 2008

Il Senato respinge

Il Senato della Repubblica ha respinto la richiesta dei giudici di Roma di autorizzare gli arresti domiciliari per il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo, accusato di aver falsamente dichiarato di risiedere in Belgio per candidarsi e farsi eleggere nel collegio degli italiani all’estero, mentre in realtà non s’è mai mosso dall’Italia. Gravi i reati contestati: false dichiarazioni, falso ideologico, abuso d'ufficio. Gravissime le conseguenze della sua condotta: Di Girolamo, se fossero provate le accuse, sarebbe un senatore abusivo che ha truffato i suoi elettori e non dovrebbe sedere a Palazzo Madama un minuto di più. L'iscrizione del parlamentare nel registro degli indagati della procura di Roma rientra nel quadro degli accertamenti avviati nel filone di indagine relativo al possesso dei requisiti dei canditati alle elezioni. In particolare, Di Girolamo, pur risultando iscritto all'Aire, Anagrafe degli italiani residenti all'estero, non risultava abitante in Belgio quando si è candidato, ma ha presentato domanda di residenza l'8 maggio scorso, quindi successivamente alle elezioni. La consueta maggioranza trasversale (Pd-Pdl-Lega-Udc) ha respinto, con la solita eccezione dell’Italia dei Valori, così Di Girolamo resta non solo a piede libero, ma pure in Senato.

1 commento:

  1. La malafede dell'Antipolitica è evidente: grande risalto alla richiesta d'arresto respinta, ma nessun rilievo alla notizia che la stessa Giunta di Follini ha dopo un mese proposto - con la relazione ((http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/315816.pdf))- la decadenza dello stesso senatore, che tornato privato cittadino potrà regolare i suoi conti con la giustizia esattamente come ciascuno di noi..

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