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domenica 21 settembre 2008

L'erotismo «accende» il Pd

«Straziami, sentimi, leccami, commuovimi di piacere... Scassami; ricreami; molestami; deliziami; amami; arami… Bendami, e lento percorrimi. Percorri il mio corpo con la bocca. Mangiami, assaggiami, assaporami, gustami. Legami. Sfiorami i seni, torturami le labbra… ». Mostra d'Oltremare, festa del Pd, nel padiglione Cultura il clima si fa torrido, nonostante il vento da nord - est che s'infila nei corridoi. Cristina Donadio e Carolina Sellitto dibattono su Tango elettrico, romanzo di Tjuna Notarbartolo, vincitore del Premio Fiuggi 2008, a pochi metri da Rosi Bindi, che si prepara ad intervenire sul tema del federalismo in compagnia di Anna Finocchiaro. L'argomento appassionante e il fervore dei partecipanti al dibattito fanno sì che ad un certo punto intervenga il segretario regionale del Pd, Tino Iannuzzi, ed inviti ad abbassare il tono della discussione, per evitare sovrapposizioni con gli incontri che si svolgono in contemporanea nelle sale adiacenti della Mostra d'Oltremare. Il nuovo partito veltroniano si apre all'eros e al desiderio - temi tabù nelle gloriose feste dell'Unità dei tempi che furono ed ancor più nei paludatissimi convegni democristiani - e i militanti mostrano di gradire, prima di rituffarsi nelle questioni altrettanto serie, ma certo meno avvincenti, della sicurezza, del federalismo, della costruzione di una formazione politica capace di contrastare Berlusconi e il centro destra. «La petizione Salviamo l'Italia », ricorda Giuseppe Fioroni - uno dei membri del comitato nazionale del Pd - «va firmata perché non è solo rivolta a salvare il paese da Berlusconi, ma soprattutto punta a tutelare gli interessi del Mezzogiorno dalle minacce della Lega e da un federalismo tutt'altro che equo e solidale». Parole, quelle dell'ex ministro della Pubblica Istruzione, che appaiono ai più come una censura nei confronti del presidente della giunta regionale campana, Antonio Bassolino. Il governatore non ha infatti sottoscritto la campagna del Pd, motivando il suo gesto con il fatto che ricopre un ruolo istituzionale. Sui rischi di un federalismo in salsa leghista - senza alcuna camera di compensazione e di solidarietà tra le regioni si sofferma anche Rosi Bindi. «C'è una forma virtuosa», ha detto l'ex ministro per la famiglia del governo Prodi. «Significa » - ha aggiunto - «responsabilità dei territori nel quadro di un sistema inderogabile di solidarietà nazionale. Il governo invece è ostaggio della Lega che parla sì di federalismo, ma in realtà vuole annientare qualunque principio di solidarietà tra le regioni». Al contrario, ricorda Anna Finocchiaro, «il federalismo, quello vero, non può intaccare il principio essenziale per cui i diritti fondamentali dei cittadini sono gli stessi e sono allo stesso modo garantiti in tutte le regioni italiane, da Bolzano a Palermo. Mi riferisco alla salute e all'istruzione in particolar modo». A difendere l'esecutivo scende in campo il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto. Da Telese Terme, dove è in corso la festa del Pdl beneventano, sostiene:«Il principio che il governo ha affermato all'interno del testo in discussione è quello della responsabilizzazione degli amministratori e del miglioramento della qualità della spesa pubblica». (Fabrizio Geremicca da il Corriere del Mezzogiorno)

«Ecco perché in 15 anni non siamo riusciti a cambiare Napoli e la Regione»

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