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martedì 23 giugno 2009

Gragnano, vince Annarita Patriarca

Trentotto anni, avvocato penalista, uni­ca donna eletta sindaco nei sedici grandi comuni campa­ni dove si è votato. Figlia d’arte (suo padre Francesco, scomparso meno di due an­ni fa, è stato primo cittadino di Gragnano e a lungo parla­mentare della Dc), Annarita Patriarca, che già alle scorse comunali risultò la più vota­ta tra i consiglieri, ha ora su­perato a pieni voti l’esame di maturità politica. Unica donna eletta sinda­co. Prevale la soddisfazione o l’amarezza? «Quando vinci prevale sempre la soddisfazione. E poi, non faccio mai valutazio­ni di genere, quando parlo di competizione elettorale. Ho la soddisfazione di aver rag­giunto un risultato importan­te per me e per la mia città. Certo, è significativo che sia una donna a portare al cen­trodestra campano un risul­tato significativo». Si dice in questi giorni che il Pdl fa eleggere preva­lentemente le veline. Non si sente una mosca bianca? «Troppe 'malelingue' in circolazione. E soprattutto quando si parla di donne ci si ferma all’apparenza senza andare a verificarne le com­petenze e le capacità». Da donna prova disagio per le vicende che riguarda­no Berlusconi? «Penso che si tratti dell’en­nesima strumentalizzazione a danno del presidente Berlu­sconi. Non avendo motiva­zioni politiche per contrastar­lo, gli avversari ricorrono al gossip. Poiché ritengo che la politica debba concentrarsi sui progetti e sui programmi per risolvere i problemi del Paese, credo che le questioni private non debbano interes­sare a nessuno». La ministra Carfagna ha scritto un libro sulle donne di destra. Lei ha dei modelli politici femminili? «Sicuramente Angela Me­rkel » Tra gli uomini chi stima? «Del presidente Berlusco­ni apprezzo la capacità di ri­solvere i problemi. Sicura­mente le mie origini demo­cristiane mi spingono verso Formigoni. Poi, senz’altro, Renato Brunetta. A livello re­gionale i miei riferimenti po­litici sono Nicola Cosentino e Luigi Cesaro». Chi preferisce tra Mara Carfagna e Letizia Moratti? «Da neosindaco direi la Moratti. Da cittadina campa­na direi la Carfagna. Alla fi­ne, dico la Gelmini». Una donna del Pd che sti­ma. «Molto brava Anna Finoc­chiaro. E qui in Campania trovo in gamba Luisa Bos­sa ». Quante donne inserirà in giunta? «Non lo so, ancora non ne abbiamo parlato. Le valuta­zioni le faremo sulle capaci­tà, che si possono trovare sia negli uomini che nelle don­ne ». Una donna che vuole fare politica attiva quanta parte delle proprie aspirazioni fa­miliari e personali deve sa­crificare? «Ho vissuto in una fami­glia dove la politica è stata sempre presente. E la dimen­sione affettiva ha sempre convissuto con la politica. Si tratta di organizzare i tempi. Bisogna saper integrare la vi­ta familiare e quella politi­ca ». A Gragnano si è assistiti ad uno scontro elettorale molto aspro tra il Pdl che sosteneva lei e l’Udc appa­rentata col suo avversario. Recupererà lo strappo? «Il candidato sindaco del­l’opposizione è espressione di alcune liste tra le quali l’Udc. Ora, nel rispetto dei ruoli, va recuperata serenità nel dibattito politico». I veleni non servono a costruire». Bassolino riuscirà a rial­lacciare il dialogo con De Mita? «Penso che l’alleanza fatta dall’Udc con il Pdl per le pro­vinciali in Campana esprima la naturale collocazione per la sua storia e quello che og­gi rappresenta l’Udc in Ita­lia ». Pensa che De Mita possa ritrovarsi a proprio agio nel centrodestra? «Non conta quello che pen­so io. De Mita ha già deciso di stare col centrodestra quando l’Udc ha sottoscritto col Pdl le alleanze per le Pro­vinciali e per gran parte dei Comuni». (Gimmo Cuomo, Corriere del Mezzogiorno)

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