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venerdì 24 luglio 2009

Scala scrive alla Regione sull'agitazione lavoratori T.M.E. Spa

"Convochiamo un tavolo tecnico per capire la situazione dei lavoratori della T. M. E. che gestisce l´impianto di Depurazione delle Acque Reflue Urbane "Foce Sarno". Lavoratori - prosegue Scala - che non ricevono lo stipendio perchè la ditta adduce come motivazione i ritardi dei pagamenti da parte della committente Regione Campania". "In tempi di mare inquinato, di allarme balneabilità credo sia doveroso intervenire su questa vicenda. Questa situazione - prosegue Scala nel manifestare la propria solidarietà agli operai in lotta- spesso ha determinato uno stato di agitazione da parte dei lavoratori, che pur garantendo i servizi minimi indispensabili, continua a causare ricadute negative sull´efficacia del processo di depurazione delle acque reflue urbane. Per evitare tali inconvenienti spesso i lavoratori responsabilmente, hanno interrotto lo stato di agitazione, cercando una soluzione civile e pacifica, insieme ai sindacati, con la direzione e la Regione Campania. Questi episodi - racconta Scala - si verificano con frequenza regolare e c'è il sospetto fondato che la T.M.E. volutamente non corrisponde gli stipendi per esasperare gli animi dei lavoratori e spingerli a entrare nello stato di agitazione". A quanto pare, scrive il capogruppo Scala nella sua interrogazione , uno degli ultimi stati di agitazione è stato proclamato dalla T.M.E stessa all´insaputa degli stessi lavoratori e se così fosse ci troveremmo davanti ad un vero e proprio ricatto che subiscono sia i lavoratori che la stessa Regione Campania". Il grave momento di difficoltà che stanno vivendo gli stabilimenti balneari della zona e tutto l´indotto legato al turismo estivo, messi in ginocchio non solo dalla crisi economica ma anche dall´inquinamento dell´intero litorale, dovuto soprattutto alla mancata depurazione, come evidenziano i dati dell´Arpac, richiede interventi mirati e urgenti e senso di responsabilità da parte di tutti, incluso la T.M.E. Ecco perchè - conclude Scala - ho chiesto se non sia il caso di convocare, con urgenza, un tavolo istituzionale con gli organi competenti incluso il Prefetto di Napoli, che veda la presenza di tutti i soggetti interessati affinché si chiarisca e risolva in modo definitivo la questione, sia per garantire con regolarità il diritto alla corresponsione degli stipendi ai lavoratori; sia per scongiurare il pericolo di arrecare ulteriori danni a un territorio già penalizzato da dissesti e problematiche territoriali di ogni genere; sia per evitare che la prassi di lasciare i lavoratori senza stipendi, anche quando le ditte non versano in condizioni economiche critiche come nel caso della T.M.E, si consolidi sempre di più; sia per impedire alle ditte di continuare a pensare che impunemente possano ricattare sia lavoratori che Regione Campania, per meri profitti aziendali"

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