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mercoledì 23 giugno 2010

La Padania non esiste

Parte da Napoli l’offensiva contro le invettive padane. «Dopo gli ultimi insulti contro i napoletani non sono più graditi i leghisti in questo locale. Firmato: La Direzione». Con questa «comunicazione discriminatoria» alcune pizzerie e locali napoletani hanno accolto turisti «stupiti» e normali avventori «positivamente meravigliati» per il gesto, in fondo, «molto sentito da chi ama questa città». «Siamo stanchi di subire cori contro i napoletani, come accaduto a Pontida, insulti e volgarità dai leghisti che non ci fanno più ridere», spiegano l’ex assessore provinciale e commissario campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il titolare di «Napolimania» Enrico Durazzo, promotori dell’iniziativa. «Ha ragione il presidente della Camera Gianfranco Fini quando dice che la Padania non esiste e che i leghisti minano l’unità nazionale», sottolineano Borrelli e Durazzo i quali evidenziano: «Meno male che almeno lui ci difende. L’unica cosa che possiamo fare noi napoletani è reagire con forza contro i barbari leghisti». Infatti, il presidente della Camera sul sito di Generazione Italia rispondendo a una lettera di un giovane iscritto all'associazione dice chiaramente che la padania non esiste. "Perdere tempo a discutere di una cosa che non esiste (la Padania) ci mette fuori strada rispetto al problema vero: come permettere al motore economico dell'Italia di essere competitivo e vincente nell'economia globalizzata. E quindi meno tasse, meno burocrazia, meno lacci e lacciuoli. Queste sono le esigenze reali del Nord. Non sventolare una bandiera verde. Ieri ho avuto modo di dire quello che tanti pensano, anche al Nord, anche nella tua Brianza. La Padania non esiste, come ci ha ricordato anche la Società geografica italiana. C'é solo la nostra Italia. Che avrà problemi, differenze tra Nord e Sud, ma è la nostra Nazione. E dobbiamo esserne fieri, non solo quando gioca la Nazionale". Lo scrive sul sito di Generazione Italia il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, rispondendo ad una lettera di Stefano Basilico, giovane iscritto lombardo dell'associazione 'finiana' interna al Pdl. "Non si può dire - aggiunge - che è 'Padania' quella parte del Paese che lavora e paga le tasse. Per due motivi: non è solo il Nord a lavorare e pagare le tasse e non tutti i cittadini del Nord che lavorano e pagano le tasse si sentono 'padani'".

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