
Diversi studi medico-scientifici hanno evidenziato che i contraccettivi orali cosiddetti di quarta generazione, contenenti "l'ormone progestinico drospirenone, implicano, per le donne che ne fanno uso, un rischio superiore di tromboembolia venosa rispetto ai contraccettivi di seconda generazione” Altri effetti collaterali indesiderati, connessi all'assunzione delle pillole a base di drospirenone, consisterebbero in un danno colecistico e nell'insorgenza di calcoli renali. Sulla base dei risultati degli studi citati, il deputato
Antonio Palagiano (Idv) si è rivolto con una interrogazione al ministro della Salute, sollecitandolo a promuovere "in collaborazione con l'Agenzia italiana del farmaco, uno studio medico-scientifico nazionale volto a valutare l'incidenza degli effetti collaterali delle pillole anticoncezionali di quarta generazione sulla popolazione italiana”. E ciò per “tutelare il diritto alla salute delle donne italiane e garantire loro la sicurezza dei prodotti farmaceutici utilizzati”.
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