“Non si può riformare la Protezione civile a colpi di decreto, il provvedimento rischia di essere una scatola vuota che sancisce il passaggio dal periodo dei grandi eventi, in cui l'ente si occupava di materie non sue, all'era della paralisi dell'intervento”. Lo ha dichiarato, intervenendo in aula, il senatore Nello Di Nardo, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Ambiente e responsabile nazionale del Dipartimento di Protezione civile e volontariato IdV. “Si doveva procedere” ha aggiunto Di Nardo “coinvolgendo gli attori principali del sistema quali associazioni, volontariato e Vigili del Fuoco, consentendo poi ai parlamentari di emendare il decreto, cosa impossibile vista l'imminente scadenza. Abbiamo presentato comunque le nostre proposte e auspichiamo che il Governo ne tenga conto per dare un senso a questa mezza riforma. E' necessario assicurare una presenza capillare della Protezione civile sul territorio nazionale, un'adeguata formazione del personale e l'uso ottimale delle risorse, anche tecnologiche'. “La prevenzione va intesa come un investimento, e non una spesa, perche' in grado di assicurare la riduzione dei danni e dei costi. Serve però” ha proseguito il capogruppo “un diverso meccanismo di alimentazione del Fondo nazionale di Protezione civile che superi gli aumenti delle accise, misure temporanee che poi diventano eterne, mediante il ricorso al prelievo erariale unico sui giochi e le scommesse”. “La riforma doveva insomma prevedere un sistema integrato e stabile. A venti anni dalla legge istitutiva del 1992, il Senato” ha concluso Di Nardo “avrebbe meritato davvero un ruolo più' efficace nel riordino del servizio nazionale”.
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mercoledì 11 luglio 2012
Protezione civile: Di Nardo, non si riforma per decreto
“Non si può riformare la Protezione civile a colpi di decreto, il provvedimento rischia di essere una scatola vuota che sancisce il passaggio dal periodo dei grandi eventi, in cui l'ente si occupava di materie non sue, all'era della paralisi dell'intervento”. Lo ha dichiarato, intervenendo in aula, il senatore Nello Di Nardo, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Ambiente e responsabile nazionale del Dipartimento di Protezione civile e volontariato IdV. “Si doveva procedere” ha aggiunto Di Nardo “coinvolgendo gli attori principali del sistema quali associazioni, volontariato e Vigili del Fuoco, consentendo poi ai parlamentari di emendare il decreto, cosa impossibile vista l'imminente scadenza. Abbiamo presentato comunque le nostre proposte e auspichiamo che il Governo ne tenga conto per dare un senso a questa mezza riforma. E' necessario assicurare una presenza capillare della Protezione civile sul territorio nazionale, un'adeguata formazione del personale e l'uso ottimale delle risorse, anche tecnologiche'. “La prevenzione va intesa come un investimento, e non una spesa, perche' in grado di assicurare la riduzione dei danni e dei costi. Serve però” ha proseguito il capogruppo “un diverso meccanismo di alimentazione del Fondo nazionale di Protezione civile che superi gli aumenti delle accise, misure temporanee che poi diventano eterne, mediante il ricorso al prelievo erariale unico sui giochi e le scommesse”. “La riforma doveva insomma prevedere un sistema integrato e stabile. A venti anni dalla legge istitutiva del 1992, il Senato” ha concluso Di Nardo “avrebbe meritato davvero un ruolo più' efficace nel riordino del servizio nazionale”.
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