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lunedì 22 aprile 2013

Il trust: una risposta legale alle esigenze complesse del nostro tempo

Si è conclusa all'Hilton Sorrento Palace la due giorni volta ad esaminare le principali innovazioni nell’istituzione e gestione del trust - strumento di protezione dei patrimoni riconosciuto nel nostro Paese fin dal 1989 - alla luce delle più recenti sentenze della magistratura

Sorrento - A confronto, nell'affollato seminario organizzato a Sorrento il 19 e 20 aprile dall'Associazione Il trust in Italia, professionisti in arrivo da tutta la penisola, magistrati, esponenti dell’Agenzia delle Entrate ed alcuni giuristi di fama internazionale provenienti da Svizzera, Gran Bretagna, Belgio e Principato del Liechtenstein. Dai lavori è emersa l'attualità del trust in risposta alle complessità crescenti delle esigenze di famiglie e imprese, a patto che gli atti istitutivi siano affidati a professionisti esperti ed aggiornati, come le centinaia di notai, avvocati e commercialisti che fanno capo alla Associazione organizzatrice, presieduta dal docente dell'Università di Genova Maurizio Lupoi. Riflettori puntati, poi, sulle relazioni dei giuristi internazionali Paolo Bernasconi (ex procuratore capo e oggi avvocato a Lugano), Paul Matthews (che insegna al King’s College of London) e del docente all’Università del Liechtenstein Francesco A. Shurr, protagonisti di un confronto a più voci sulle legislazioni dei rispettivi Paesi in materia di trust e sui relativi adeguamenti della normativa europea.

Da sinistra, Paolo Bernasconi e Maurizio Lupoi, tra i principali relatori a Sorrento I professori Francesco A. Shurr e, a destra, Paul Matthews durante gli incontri di Sorrento. Due i temi balzati in primo piano nel fitto succedersi delle relazioni: le recentissime prescrizioni sul trust in materia fiscale -­‐ di cui si è occupato fra gli altri Paolo Gaeta, presidente della Commissione Trust e Tutela del Patrimonio Familiare presso l’Odcec di Napoli - e la ricorrenza delle domande revocatorie, su cui si sono soffermati in particolare i tre magistrati presenti al convegno in qualità di relatori: Maria Cristina Carpinelli del Tribunale di Torre Annunziata, Salvatore Leuzzi del Tribunale di Siracusa e Giovanni Fanticini del Tribunale di Reggio Emilia. Interventi che hanno confermato, in un armonico quadro d’insieme, la necessità che questo strumento giuridico di common law sia utilizzato da professionisti capaci di calarne le straordinarie potenzialità in assoluta ottemperanza con le prescrizioni del nostro assetto legislativo. Altro dato emerso dalla due giorni è la leadership dell’Italia, che si conferma il primo tra i Paesi dell’Europa mediterranea per l’utilizzo del trust. Un mezzo oggi sempre più richiesto, specialmente per assolvere con valenza strategica alle complesse esigenze del “dopo di sé”, ma anche in risposta alle esigenze di tutela dei soggetti diversamente abili, o di quelle dei nuovi modelli familiari. Tutte da sfatare, dunque, le leggende sulle finalità elusive dei trust, specialmente quando si parla di “trust interni”, quelli istituiti nel nostro Paese, con sede in Italia e professionisti nostrani. Un punto sul quale ha inteso soffermarsi fra gli altri l’inviato del Sole 24 Ore Alessandro Galimberti, che ha spiegato come persistano pregiudizi anche “mediatici” sul trust, e quanto possano risultare importanti gli appuntamenti, quali la due giorni sorrentina, per incontri ravvicinati con le centinaia di professionisti che quotidianamente risolvono i problemi degli italiani attraverso un uso corretto e prudente del trust. Fra i temi sul tappeto infine, anche in vista dei prossimi appuntamenti dell’Associazione Il trust in Italia, il fabbisogno formativo dei giovani professionisti e i metodi per allargare quanto più possibile la base partecipativa alle iniziative nel segno della preparazione, con una serie di nuove proposte sulla messa in campo di seminari lungo tutta la penisola e le sinergie ulteriori da attivare con gli ordini professionali.

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