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domenica 27 ottobre 2013

Sindaco democrat, irritazione del Pd

La coordinatrice Stefania Astarita punge Paolo Trapani, fresco di adesione al partito

Fonte: Salvatore Dare da Metropolis

Meta - Era a dir poco scontato. La base dei democrat non l’ha presa affatto bene. «Ora si deve adeguare alle direttive» è il messaggio, non troppo velato, che arriva da Stefania Astarita, leader del Pd in penisola sorrentina e che, a Meta, più volte ha ingaggiato duelli con Paolo Trapani, il sindaco fresco di adesione al Partito democratico. Dalla questione del poliambulatorio dell’Asl di via del Lauro alla gestione dei servizi sociali con l’addio del Comune al Piano sociale di zona. Di certo, la decisione di Trapani non ha suscitato esultanze. Più o meno come avvenuto qualche giorno fa a Massa Lubrense con un altro primo cittadino accusato dai democratici, Leone Gargiulo, divenuto a sorpresa uno dei big del centrosinistra in costiera e dichiaratamente di fazione renziana, fedele al sindaco-rottamatore di Firenze in corsa per guidare la segreteria del partito. Trapani non ha esitato a far trapelare soddisfazione per il matrimonio con il Pd. Scelta motivata con un comunicato stampa diffuso a caldo e che ha trovato il plauso di alcuni fedelissimi della sua maggioranza consiliare. In prima linea, ovviamente, l’assessore al bilancio, Giuseppe Tito, storico esponente del centrosinistra di Meta. «Si tratta della naturale evoluzione del mio percorso politico che già in passato mi ha visto vicino all’area del centro sinistra, oggi sostanzialmente rappresentata dal Partito democratico.
 
E’ una scelta, comune anche ad altri esponenti della maggioranza, che ci impegna su un percorso aperto alla società civile e vicino alle esigenze della comunità che amministriamo», ha spiegato il primo cittadino. Stefania Astarita, dal suo canto, non fa troppi giri di parole: «Ho appreso con un certo stupore dell’iscrizione al circolo del Partito democratico di Piano di Sorrrento di Paolo Trapani, sindaco di Meta. Dal momento che il partito locale ha assunto una posizione fortemente critica sulle scelte che riguardano il poliambulatorio, Montemare e i servizi sociali a Meta, immagino che l’adesione al Partito democratico del sindaco e di alcuni suoi assessori implichi la volontà di un ripensamento. Non rispondere sul piano delle scelte di governo al Partito democratico locale significherebbe solo tentare di usarlo in maniera strumentale. Spero proprio che questo non sia il caso di Meta, e mi aspetto quanto prima un chiarimento forte su queste ed altre scelte programmatiche dell’amministrazione». Insomma, il caso c’è. E’ innegabile. Cosa succederà? Finora, controrisposte di Trapani non se ne sono registrate.

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