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martedì 26 marzo 2024

Gianfelice Imparato "Castellammare può svoltare con Vicinanza"

di Mariella Parmendola - La Repubblica Napoli

Castellammare di Stabia - Non importa se è in tournée a teatro o sul set di una delle fiction che l'hanno reso popolare e amato dal grande pubblico. Gianfelice Imparato non smette mai di guardare alla sua Castellammare di Stabia. E questa volta nella voce dell'attore si sente un rinnovato entusiasmo quando dice « voglio fare un appello agli stabiesi che negli ultimi anni hanno smesso di partecipare. Sosteniamo insieme la candidatura di Luigi Vicinanza a sindaco. La personalità giusta per determinare la rinascita». La sua firma è tra le 100 che hanno dato il via ad una mobilitazione per Vicinanza, che cosa vi ha spinti ad intervenire? «Da troppi anni Castellammare è governata da sindaci espressione della politica politicante. Chi mosso da cattive e chi da buone intenzioni, ma sempre amministratori legati a logiche perverse. Che poi, dopo essere stati eletti, hanno dovuto rispondere a questo o quello, rispettare le promesse elettorali, trovandosi spesso in situazioni difficili. Abbiamo voluto perciò interrompere un meccanismo che si è riproposto identico per troppo tempo. Castellammare deve riprendersi, è necessario avvenga ora con l'appuntamento elettorale di giugno. E Vicinanza è un esperto di politica, certo non a digiuno. Una figura libera, che ha una visione politica alta e può determinare il cambiamento non più rinviabile». Non ci sono ancora troppe divisioni tra i progressisti? «È importante che il Pd abbia raccolto il nostro appello e chiesto a Vicinanza di candidarsi, ma non basta. Va costruita l'unità più ampia con un movimento che deve partire dal basso. Siamo noi cittadini, che ci riconosciamo nei valori progressisti, a dovere vigilare. Non ci dobbiamo fidare. Dobbiamo occupare il campo. Chi è disilluso e, anche giustamente, ha deciso negli ultimi anni di restare a casa, ora deve tornare a partecipare. Vedo ancora troppi personalismi tra i politici. E chi ha incarichi di partito dichiarare contro la sua forza politica, senza dimettersi. Il mio appello ad esserci è rivolto alla stragrande maggioranza di persone perbene di Castellammare».


Personalità come la sua, quella di Claudio Quintano, Matteo Palumbo e tanti altri dopo avere firmato per Vicinanza in che modo vi impegnerete? «Io ho sempre dato la mia disponibilità e quando mi è stato chiesto ho contribuito con le mie idee, quasi sempre a costo zero, che poi sono rimaste tali. A maggior ragione siamo disponibili oggi. Laddove ci venisse chiesto in più forme, con indicazioni utili a ripensare la città in modo che la cultura torni centrale. Mi riferisco a Stabiae, che sta vivendo una riscoperta importante. Ma non solo. Per me è cultura anche quella degli operai dei cantieri navali, che da ragazzo sentivo rivendicare con orgoglio la soluzione tecnica individuata o il risultato ottenuto». Castellammare arriva al voto dopo essere stata sciolta per camorra. Quanto pesano i clan? «Tanto, troppo. E sono sempre gli stessi nomi. Generazioni che si tramandano il potere, dai nonni ai nipoti. Si sa anche dove convogliano i loro voti. Siamo noi che dobbiamo fare pesare il nostro essere maggioranza per sconfiggere i clan. Serve un progetto collettivo attorno a Vicinanza». 

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