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martedì 26 marzo 2024

Vico Equense, crollo della villa romana: al via il recupero

di Fabrizio Geremicca – Il Corriere del Mezzogiorno 

Vico Equense - Ordinanza del Comune che obbliga i proprietari a mettere in sicurezza il manufatto: transennata l'intera area Vico Equense - Dopo che il 28 febbraio il Corriere del Mezzogiorno diede conto dell’ultimo di una numerosa serie di crolli e smottamenti che hanno quasi del tutto cancellato i resti della villa di epoca romana sulla spiaggia del Pezzolo, a Vico Equense, l’amministrazione e i tecnici del Comune hanno adottato finalmente una ordinanza che obbliga i proprietari dell’area ad effettuare gli interventi di messa in sicurezza, per evitare altri smottamenti ed altre micro frane. È indirizzata a Flora Beneduce, ex consigliera regionale, ed ai suoi figli Fabrizio e Lorenzo De Rosa. I lavori sono iniziati, come testimonia il nastro rosso sulla spiaggia che delimita l’area di cantiere. Pulizia e messa in sicurezza dovrebbero terminare entro un mese. In un secondo momento dovrebbe essere elaborato un progetto di recupero della villa romana, sotto la regia della Soprintendenza. Ammesso, naturalmente, che qualcosa ancora si possa recuperare. La villa sulla spiaggia del Pezzolo fu edificata in epoca tardo repubblicana, ristrutturata una prima volta agli albori dell’impero, poi sepolta dall’eruzione vesuviana del 79 dopo Cristo e ricostruita nel secondo secolo dopo Cristo. Alle vestigia di quella dimora romana – all’epoca perfettamente riconoscibili - dedicò alcuni schizzi e disegni il celebre archeologo Maiuri. Negli ultimi 15 anni si sono susseguiti smottamenti e cedimenti del terreno soprastante l’antica dimora romana, che sempre più è diventata indistinguibile ed ha perso ogni fisionomia. Nella stessa zona sono presenti anche altre vestigia di epoca romana.

 

Circa venti anni fa, sempre all’interno della proprietà De Rosa - Beneduce, furono infatti individuate testimonianze di una dimora di epoca classica. Fu aperto un cantiere di scavo e furono effettuati sondaggi da parte dalla Soprintendenza in una porzione del terreno dove sorge il resort Il Sireneo d’Arqua. Al centro quest’ultimo negli ultimi dieci anni di un processo nel quale era imputata Beneduce per lottizzazione abusiva e che si è concluso recentemente con la prescrizione. L’area, che era sotto sequestro da diversi anni, sarà restituita ai proprietari, a meno che non vada a buon fine il ricorso in Corte di Appello di Nunzio Fragliasso, il coordinatore della Procura di Torre Annunziata, secondo il quale sussisterebbero i presupposti per la confisca, nonostante la prescrizione, perché la prova del reato si sarebbe formata in dibattimento prima della decorrenza dei termini della medesima prescrizione. Il nodo sarà sciolto tra qualche mese. Nel frattempo resta in vita solo uno stralcio del processo a carico di un tecnico – Raffaele Starace - e di Fabrizio De Rosa, imputati di falso. Entrambi rivendicano la correttezza del proprio operato.

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