Il pastry chef del Giardini Poseidon di Ischia conquista la quinta edizione della competizione napoletana con un dolce innovativo, senza saccarosio e profondamente legato al territorio
Napoli - Nelle sale storiche del Grand Hotel Vesuvio, il profumo degli agrumi e la maestria dell'arte bianca hanno decretato il nuovo re della pasticceria creativa: è Salvatore Catapano, 32 anni e un curriculum che vanta tappe dai maestri Pascal Lac e Iginio Massari, a vincere la quinta edizione del prestigioso contest firmato Mulino Caputo. Il dolce che ha sbaragliato la concorrenza si chiama "Partenope in fiore". Non una semplice reinterpretazione del babà, ma un manifesto di pasticceria moderna e consapevole. Catapano ha presentato un impasto diretto agli agrumi, farcito con una vellutata crema alla ricotta di bufala e una composta di arance ischitane. A coronare l'opera, un elegante bocciolo realizzato con salsa agli agrumi gelificata. La vera rivoluzione, però, è nell’equilibrio nutrizionale: “È un dolce privo di saccarosio, dolcificato esclusivamente con miele millefiori”, ha spiegato il vincitore. “Noi artigiani dobbiamo contribuire alla creazione di prodotti che siano non solo buoni, ma anche salutari”. A valutare le proposte, una giuria di "pesi massimi" del settore: Sal De Riso, Gennaro Esposito, Salvatore Capparelli, Sabatino Sirica e l’Ad di Mulino Caputo, Antimo Caputo. Gli esperti hanno lodato l'altissimo livello tecnico e la capacità dei concorrenti di osare tra forme geometriche e accostamenti inediti.
Accanto al vincitore, che si è aggiudicato una fornitura di 1000 chilogrammi di farina Mulino Caputo e un premio di 1000 euro, tutti i concorrenti hanno tenuto alta l’asticella della competizione, con proposte innovative, caratterizzate da ricerca creativa. Giustina Brasiello, resident pastry chef, ha giocato su una doppia cottura dell’impasto, farcito con namelaka e lampone, aromatizzato con bagna al timo limonato. Martina Conte, aiuto pasticcera dell’Aloha Eventi di Bacoli, ha proposto un elegante éclair, con cuore gelificato al limone e una ganache allo yuzu. Enrico Egger, della Pasticceria Tizzano dal 1960, ha reinterpretato il classico babà inserendo, nell’impasto, l’albicocca Pellecchiella del Vesuvio e un crema allo zabaione profumata al Marsala. Angelo Guarino, chef pâtissier de La Corte degli Dei di Agerola, ha presentato Sua Maestà il Babà: un impasto alla cannella dalla forma di mela, con un cuore realizzato con crema di mela e mela annurca a cubetti. Gennaro Martucci, pasticciere del Deschevaliers Restaurant di Napoli, ha unito tradizione e suggestioni internazionali con il suo BabàEsotico: forma di cocco e farcitura al mango, frutto della passione e ananas. Bruno Merlonghi, primo pasticcere dell’Aloha Eventi di Bacoli, ha evocato la memoria del babà “da passeggio”, con Panier Rouge: babà al rum, con crema pasticcera, cioccolato e fragoline di bosco. Infine, Vincenzo Vuoso, dell’Hotel Grazia alla Scannella di Ischia, ha portato in gara una rivisitazione del classico babà Savarin, impreziosita con curcuma e zafferano. L’evento ha confermato ancora una volta come la pasticceria napoletana non sia un museo di ricette statiche, ma un laboratorio in continua fermentazione, capace di guardare al futuro senza mai tradire le proprie radici mediterranee.

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