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martedì 17 marzo 2026

Vico Equense. Dalle poltrone alle barricate: il tardivo risveglio di FdI

A Vico Equense cala il sipario su una convivenza forzata. Il comunicato con cui Fratelli d’Italia annuncia il passaggio all’opposizione è l’atto finale di un matrimonio d’interesse finito nel peggiore dei modi: con uno sfratto esecutivo senza preavviso. Ma la vera notizia non è tanto l’esclusione di Daniela Gianna o dei 1498 elettori delusi; la notizia è che, in questi anni, la città è rimasta a guardare mentre la politica si occupava esclusivamente di se stessa. Il duro sfogo dei consiglieri Russo e Starace e del coordinatore Balestrieri mette a nudo un sistema basato su "accordi di lista" e "spartizione di poltrone", termini che sanno di vecchia politica. Ma c'è un interrogativo che i cittadini si pongono con insistenza: dov'era Fratelli d'Italia negli ultimi quattro anni? Mentre la macchina amministrativa restava immobile e i problemi reali di Vico Equense rimanevano al palo, il partito della Meloni era parte integrante di quel sistema. Appare oggi singolare rivendicare "spirito critico e autonomia" solo nel momento in cui viene meno la rappresentanza in Giunta. Dov'era questa voglia di trasparenza e questo impeto d'opposizione mentre si votavano i provvedimenti (o i non-provvedimenti) di questa amministrazione? Erano su Marte o seduti comodamente in quegli stessi uffici da cui oggi denunciano di essere stati cacciati? Passare all’opposizione oggi è un atto di dignità politica che però profuma di necessità, e non cancella la corresponsabilità in un lungo periodo di governo che, agli occhi di molti, è sembrato solo una sterile attesa del nulla. Il Sindaco Aiello viene accusato di aver agito in modo unilaterale, tagliando fuori chi lo ha aiutato a vincere. Ma oltre allo "schiaffo" politico, emerge una verità più amara: la totale mancanza di visione.

 

Quando una maggioranza si spacca non su progetti o divergenze programmatiche, ma sulla mancanza di una telefonata per una nomina, significa che il contenuto dell’azione amministrativa è stato, finora, inconsistente. Si è parlato ossessivamente di numeri e preferenze, ma quasi mai di opere pubbliche, rilancio turistico o manutenzione del territorio. Vico Equense oggi si ritrova con una maggioranza più debole e un’opposizione più agguerrita, ma con gli stessi problemi di ieri. Il timore è che questa consiliatura passi agli annali come quella dei "rimpasti senza fine". Se il Sindaco Aiello ha deciso di procedere da solo, dovrà dimostrare – e in fretta – che oltre alle nomine esiste un’idea di città. Allo stesso tempo, Fratelli d'Italia dovrà faticare non poco per convincere gli elettori che la loro non sia solo la rabbia di chi è rimasto fuori dai giochi. Altrimenti, questo comunicato non sarà ricordato come l’inizio di una crisi, ma come l’epitaffio di una classe dirigente che ha consumato se stessa senza mai iniziare, davvero, a governare per i cittadini.

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