A mesi dal suo insediamento, il neo-governatore Roberto Fico si scontra con il muro della burocrazia e delle liste d’attesa. La promessa di "depoliticizzare le ASL" cede il passo al pragmatismo delle nomine, mentre le opposizioni incalzano: "Finora solo annunci"
Napoli - A quasi un anno dall'insediamento alla guida della Regione Campania, il governatore Roberto Fico si trova ad affrontare la sua sfida più complessa: la riforma del sistema sanitario regionale. Eletto a novembre 2025 con la promessa di garantire una netta discontinuità rispetto al passato, l'ex presidente della Camera ha fatto della depoliticizzazione delle ASL e del potenziamento della medicina territoriale i pilastri del suo programma di governo. A fronte di questi impegni, tuttavia, i critici e le forze di opposizione denunciano un approccio ancora poco incisivo, evidenziando una forte distanza tra i proclami politici e la realtà quotidiana vissuta dai pazienti nei presidi ospedalieri campani. I nodi principali della discussione riguardano la gestione delle nomine dei dirigenti sanitari, un ambito in cui le logiche di spartizione dei partiti territoriali faticano a cedere il passo ai criteri puramente meritocratici annunciati in campagna elettorale. Nonostante l'approvazione di una delibera regionale che introduce verifiche periodiche sui risultati dei direttori generali, l'impatto concreto sui servizi essenziali appare ancora limitato. Le liste d'attesa bloccate, il sovraffollamento dei grandi hub ospedalieri e la carenza strutturale di personale continuano a rappresentare emergenze quotidiane irrisolte, spingendo molti a considerare i primi provvedimenti della Giunta come interventi prevalentemente simbolici o d'immagine.
Dal canto suo, l'amministrazione difende la propria linea strategica rivendicando la necessità di tempi fisiologici per scardinare un sistema radicato da anni. La difesa della Giunta si concentra sull'accelerazione dei piani legati ai fondi del PNRR per la sanità, che prevedono la realizzazione di oltre 170 Case della Comunità per decongestionare le strutture d'urgenza, e sui primi provvedimenti per riattivare i punti di primo soccorso nelle aree periferiche. Nei prossimi mesi l'esecutivo regionale sarà chiamato a dimostrare l'efficacia di queste misure, poiché la fine della fase di assestamento politico richiederà risposte misurabili per evitare che le riforme annunciate rimangano un progetto incompiuto. Vedi meno

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