Istituzioni, enti di controllo, magistratura e mondo industriale a confronto su bonifiche e Terra dei Fuochi
Napoli - Bonifiche e riqualificazione dei siti contaminati, a partire dall’emergenza Terra dei Fuochi, sono state al centro del convegno “Sinergie per la sorveglianza, la rigenerazione e lo sviluppo sostenibile del territorio”, promosso dall’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” a Villa Doria d’Angri. L’incontro ha messo a confronto istituzioni, enti di controllo, autorità giudiziaria, mondo industriale e ricerca scientifica, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra i soggetti coinvolti e di trasformare la sorveglianza del territorio in prevenzione e la bonifica in rigenerazione sostenibile. Al centro dei lavori anche il tema della Terra dei Fuochi, affrontato non soltanto sotto il profilo della gestione e del contrasto agli illeciti ambientali, ma soprattutto nella prospettiva della riqualificazione e del riutilizzo dei territori una volta completati gli interventi di risanamento. I lavori, moderati da Silvia Paparella, General Manager di RemTech Expo e presidente di Sogesid, sono stati aperti dai saluti del Magnifico Rettore dell’Università Parthenope, Antonio Garofalo. Sono seguiti gli interventi del Presidente della Commissione Ambiente della Regione Campania, Salvatore Flocco; dei vertici di ARPA Campania e ATO NA1; del Subcommissario del SIN Bagnoli-Coroglio; del Pubblico Ministero della Procura di Napoli dott. Musto; del Comandante del Gruppo Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica Colonnello Starace e del Direttore Politiche e Regolazione del settore Ambiente di Utilitalia, Domenico Ruggiero.
Un esempio concreto di trasformazione del territorio è arrivato dal Rettore Antonio Garofalo, che ha illustrato il caso dell’ex Arsenale: un luogo un tempo abbandonato che, al termine dei lavori di riqualificazione green, rivivrà grazie a un accordo con l’Agenzia del Demanio e diventerà un campus per gli studenti del Dipartimento di Scienze Motorie. “Abbiamo siti dismessi da decine di anni – ha sottolineato il prof. Francesco Colangelo, organizzatore dell’incontro – che soffrono per mancata industrializzazione, inquinamento, assenza di lavoro e di sviluppo del territorio. Le bonifiche devono andare di pari passo con progetti di reindustrializzazione e riqualificazione, con un approccio sinergico e multidisciplinare. L’idea è mettere insieme l’Università, che fornisce innovazione, ricerca e trasferimento tecnologico, le Istituzioni, che agevolano i processi con il supporto normativo e autorizzativo, e il mondo dell’industria, chiamato a investire per creare innovazione e sviluppo sostenibile con tecnologie green. Il centro di ricerca CRITEST Innovation Lab, uno dei centri di ricerca industriale più grande d’europa, è un esempio di riqualificazione virtuosa del territorio”. Sulla stessa linea, il Direttore Generale del Consorzio ASI, Ing. Salvatore Puca ha portato l’esperienza concreta del progetto di recupero del sito industriale Ex-Montefibre di Acerra, sottolineando la necessità di considerare insieme gli aspetti ambientali, produttivi e occupazionali. «Un brownfield non è semplicemente uno stabilimento abbandonato, ma una storia industriale, occupazionale e ambientale. Il recupero deve partire dalla bonifica e arrivare alla creazione delle condizioni per nuove attività, infrastrutture e occupazione, evitando che si ripetano le cause che hanno portato alla chiusura del sito». Al centro del confronto, inevitabilmente, la situazione delle aree più inquinate della Campania. “Il Governo ha stanziato ulteriori 200 milioni, un altro passo avanti importantissimo”, ha sottolineato nel suo intervento il Commissario straordinario per la Terra dei Fuochi, gen. Giuseppe Vadalà. “Il lavoro prosegue a pieno ritmo: sono state rimosse 12mila tonnellate di rifiuti ed entro fine anno partiranno i cantieri di tre interventi di bonifica tra Giugliano e Aversa. La bonifica deve essere accompagnata dalla rigenerazione del territorio. Un’area risanata può tornare a essere una risorsa per finalità sociali, paesaggistiche, per le energie rinnovabili e per nuove attività produttive.”. “Prevenzione e contrasto – ha proseguito – ma anche gestione dei rifiuti: stiamo lavorando su queste direttrici con la Regione, i Comuni e i quattro Enti d’Ambito per migliorare la gestione ordinaria dei rifiuti da parte dei Comuni, dopo la prima raccolta. “Dopo un anno e mezzo – ha concluso il Commissario – stiamo chiudendo l’aggiornamento del piano d’azione che la prossima primavera sarà presentato al Consiglio d’Europa, come ci chiedeva la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. È un cambio di passo che stiamo facendo tutti: il Governo con il Commissario, i Prefetti, le Forze di Polizia e soprattutto gli enti territoriali”. In chiusura sono stati presentati alcuni case study sulla riqualificazione dei brownfield, con le esperienze concrete di Eni Rewind, Edison Regea, Herambiente e Greenthesis.

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