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domenica 28 giugno 2026

Roberto Fico al Pride: "I diritti si difendono con gli atti e con la presenza delle istituzioni"

Napoli - Una presenza fisica e politica per ribadire che la lotta per i diritti civili non può limitarsi ai soli slogan, ma richiede una chiara assunzione di responsabilità da parte della politica. L'ex presidente della Camera, Roberto Fico, ha partecipato attivamente alle manifestazioni del Pride, lanciando un messaggio netto sul ruolo della politica e dello Stato nella tutela delle minoranze. Per Fico, la difesa dei diritti non ammette zone d'ombra e si misura esclusivamente sulla capacità delle istituzioni di tradurre i principi ideali in scelte concrete, atti formali e vicinanza reale ai cittadini. Il percorso dell'esponente politico non si è esaurito nella partecipazione alla sfilata finale del corteo, ma ha visto una tappa significativa nei giorni precedenti all'interno del Pride Park. In quello spazio di dibattito, Fico ha voluto incontrare e ascoltare direttamente le associazioni, le volontarie e i volontari che operano quotidianamente sul territorio, raccogliendo le loro istanze e le loro storie. Questa attività di ascolto preliminare è stata rivendicata come il presupposto necessario per una presenza istituzionale consapevole e coerente all'interno del corteo, dove il dialogo si trasforma in una presa d'atto politica. Il nucleo centrale della riflessione di Fico investe direttamente il dovere della politica e delle istituzioni, che hanno l'obbligo di non restare spettatrici ma di farsi carico della transizione dai valori astratti alle tutele giuridiche e sociali. Secondo l'ex presidente della Camera, le istituzioni devono essere costantemente presenti, aperte al confronto e pronte ad assumersi la responsabilità di trasformare i principi in azioni concrete, agendo su questi temi con la massima chiarezza e determinazione. La manifestazione del Pride viene quindi sottratta a una logica puramente celebrativa o confinata a un preciso momento dell'anno.

 

Nelle parole di Fico, il Pride rappresenta un momento fondamentale di sensibilizzazione, crescita collettiva e rivendicazione di diritti, ma questo percorso non deve in alcun modo esaurirsi nell'arco di una singola settimana di iniziative. Al contrario, la sfida principale della politica e della società civile consiste nel far continuare questo cammino ogni giorno all'interno della comunità, integrando la cultura dell'inclusione nella quotidianità.In conclusione, viene scardinata l'idea che le battaglie civili e l'estensione dei diritti siano questioni di nicchia o prerogative di una sola minoranza. La tesi di Fico è che i diritti non riguardino infatti una parte isolata della società, ma investano la collettività nel suo complesso. Soltanto attraverso la capacità di ascoltare e di lavorare insieme, unendo le forze sociali e quelle istituzionali, diventa possibile avviare un processo reale per costruire una comunità più giusta, più libera e più inclusiva per tutti i cittadini. 

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