Sorrento - Nuova variante della "truffa del finto carabiniere" sventata in penisola sorrentina, dove i militari dell'Arma hanno teso una trappola e arrestato in flagranza un giovane malvivente. Il copione criminale ha visto l'introduzione di un nuovo personaggio: il finto perito del tribunale. La vicenda è iniziata con una telefonata sul vecchio apparecchio fisso di un'abitazione di Sorrento. All'altro capo del filo, un sedicente maresciallo dei Carabinieri ha intimato a un uomo di 68 anni, che vive con l'anziana madre di 98 anni, di raccogliere d'urgenza denaro e preziosi. La scusa utilizzata è stata quella di una presunta rapina commessa utilizzando l'auto di famiglia, rendendo necessaria una finta "comparazione dei beni". Spaventate e disorientate, le vittime hanno radunato circa 2.500 euro in contanti e diversi gioielli di famiglia. Poco prima che il complice, spacciatosi per un perito del tribunale, si presentasse alla porta per ritirare il bottino, il genero della novantottenne è rientrato in casa. Intuita immediatamente la truffa, l'uomo ha allertato la centrale operativa dei Carabinieri di Sorrento. I militari si sono appostati nei pressi dell'abitazione, attendendo l'arrivo del malvivente. In manette è finito un 22enne di origini marocchine, bloccato sul fatto e accusato di truffa aggravata. Il giovane, che in tribunale ci andrà ora in veste di imputato, è stato sottoposto alla misura dei arresti domiciliari in attesa del giudizio.

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