domenica 30 luglio 2017

"Social World Film Festival", si conclude l'edizione più magica di sempre

di Claudia Esposito 

Vico Equense - Altro che crisi del settimo anno. La settima edizione della "Mostra internazionale del cinema sociale" di Vico Equense è stata probabilmente la più magica di sempre. A confermarlo anche il direttore generale Giuseppe Alessio Nuzzo: "Le serate che abbiamo avuto con noi Claudia Cardinale sono state assolutamente speciali ma la magia ha attraversato tutta la settimana della kermesse. Un calendario di eventi per tutte le età che si è snodato tutti i giorni dalle 10 del mattino all' una di notte ed ogni sera grandi proiezioni gratuite per il pubblico in attesa che la Città possa avere presto una sua sala. Un progetto, un altro sogno, di cui siano promotori anche noi come Social World Film Festival, essendo soci della società Nuovo Cinema Aequa. Inoltre per noi è stato un vero piacere accogliere comitive provenienti anche da altre regioni, segno che il festival, partito quasi per gioco, è diventata una manifestazione di fama nazionale, come testimoniato dal risalto mediatico e dai numerosi passaggi televisivi anche sulle emittenti nazionali". Molta, moltissima soddisfazione anche nelle parole del primo cittadino Andrea Buonocore: "Fine luglio è il periodo in cui le pubbliche amministrazioni approvano il bilancio, il cosiddetto riequilibrio. Adesso è arrivato il momento di tracciare il bilancio anche di questa edizione della kermesse.
 
Posso dire di essere contentissimo soprattutto per la meravigliosa immagine della città che è stata data a livello nazionale grazie alla grandissima copertura mediatica. È questo la Vico di cui vogliamo che si parli. Abbiamo aggiunto tra le location anche il Castello Giusso, perchè vogliamo dare sempre il meglio a questa manifestazione che fa della Città la sua vetrina. Siamo riusciti quest'anno ad assemblare un programma di tutto rispetto anche quando le notizie economiche non erano confortanti e cercheremo di fare sempre meglio. In autunno - conclude il primo cittadino - inizieremo già a lavorare tutti insieme per l'edizione del 2018". La serata finale della manifestazione ha visto la partecipazione del regista Alessandro D’Alatri (presidente di giuria), Maria Pia Calzone, Lello Arena, Fabio Fulco, Maurizio Casagrande, Tiziana De Giacomo, Giorgio Marchesi, Monica Nappo, i Foja, Salvatore Misticone, ma soprattutto il ritorno e un nuovo red carpet per "Lei", Claudia Cardinale. La diva, nel corso della giornata, ha avuto modo di visitare le bellezze cittadine, dal centro storico alle marine, regalandosi anche un giro in barca e passeggiando per le strade concedendosi senza remore a foto, autografi, saluti e quattro chiacchiere. "Se sono quella che sono è grazie al pubblico che mi vuole bene". Una frase che Claudia ha ripetuto spesso in più occasioni nei giorni di permanenza vicana. E di nuovo si tocca con mano la sua umiltà, quando, dopo un red carpet "giocoso" con tanto di ventaglio, la star che non vuol essere definita tale resta in platea tutta la sera a guardare compiaciuta e quasi a benedire i giovani cineasti in erba che si alternano sul palco per ritirare i premi. In tema di vincitori, la giuria giovani composta da giovani dai 23 ai 35 anni, ha scelto come miglior lungometraggio e miglior regia “Saawan” di Farhan Alam. “Il padre d’Italia” di Fabio Mollo che si aggiudica il premio come miglior attore, Luca Marinelli, e miglior attrice, Isabella Ragonese ed il Gran Premio della Giuria Critica presieduta dal regista Alessandro D’Alatri. La miglior sceneggiatura è quella di “Orecchie” scritta da Alessandro Aronadio. La giuria ragazzi, composta da ragazzi campani dai 15 ai 23 anni, ha scelto come miglior cortometraggio "Mio amigo Naim" ex aequo "Lurna". La Miglior Regia va a Nadia Kibout per “Le ali velate”, miglior attore Francesco Pannofino per "La partita", miglior attrice Diaryatou Daff per “Lurna”. La miglior sceneggiatura è quella di Benoit Bargeton per "Beauty Building". Il Gran Premio della Giuria Critica, presieduta dalla regista Cinzia Th Torrini, va a “La partita” di Francesco Carnesecchi. La giuria doc formata da persone diversamente abili, ha decretato come miglior documentario “La città adattabile” di Peppe Mastrocinque. La miglior regia è quella di Tony Trupia per “Ero malerba”, la miglior sceneggiatura è di Elisa Butti e Nicola Bogo per “Very nice shoes”. Il gran premio della giuria di qualità va a “Samosely – I sopravvissuti di Cernobyl” di Fabrizio Bancale. "MusicaMia” di Andrea Carotenuto vince la sezione “La città del cortometraggio”. Nella sezione “Focus” trionfano i lungometraggi “La santa” di Cosimo Alemà e “Il viaggio” di Alfredo Arciero, e il cortometraggio “La Barba” di Alfredo Mazzara.

1 commento:

Tony Cioffi ha detto...

Sinceramente i soldi x il cinema festival o Almemo una parte sarebbe stato meglio investirli in qualche altro modo x servizi ai cittadini..ma come si dice con i soldi dei cittadini il comune puo fare quello che ritiene piu giusto