La Sen. Diana De Feo, membro della settima Commissione permanente “Istruzione pubblica e beni culturali” del Senato ha rilasciato la seguente dichiarazione Nella Napoli che coniuga ogni cosa al futuro e che guarda sempre a ciò che si dovrà fare e dovrà accadere, è indispensabile pensare al presente. Qui ed ora l’urgenza sul fronte ambientale si chiama depurazione. Il rischio è che alla vigilia della stagione estiva si debba fare i conti con una situazione di massima criticità determinata da anni di immobilismo che hanno provocato la non balneabilità di oltre la metà delle coste della Campania, tra l’altro in maggioranza in provincia di Napoli e Caserta. Il litorale del Golfo di Napoli continua a soffrire l’immissione di acque reflue non depurate e la situazione rischia di aggravarsi per la decisione della Idrogest di sospendere la gestione dei depuratori di Cuma, Acerra, Regi Lagni e Marcianise nonostante la diffida della Regione Campania ad interrompere l’attività degli stessi depuratori. Qui ed ora è indispensabile dar corso ad una serie di interventi concreti: al depuratore di Napoli Est vanno allacciate le condotte delle acque reflue di San Giovanni a Teduccio; per l’impianto di Foce Sarno, dove è già attivo il trattamento biologico, va risolto il problema dei mancati allacciamenti di dieci Comuni a destra e a sinistra del fiume stesso; a Ischia va riattivato il funzionamento del depuratore, a Procida purtroppo non c’è nulla e a Capri l’impianto di Marina Grande, completato a dicembre e già collaudato, deve essere messo immediatamente in funzione rimuovendo gli ostacoli burocratici finora frapposti. Al sindaco di Napoli De Magistris che polemicamente al ministro Clini ha obiettato il diritto di non realizzare a Napoli il termovalorizzatore va ricordato che sempre per iniziare a pensare al presente piuttosto che al futuro sarebbe il caso che in occasione delle regate di Coppa America, non si rischi di dare al mondo intero lo spettacolo di un Golfo di Napoli che anche in superfice, presenta il volto del disastro rifiuti. Infine mi chiedo se non sia giunto il momento, in attesa di più completi interventi strutturali, di mettere in funzione i circa 300 spazzamare dimenticati in chi sa quale hangar.
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