di Flora Beneduce
Vico Equense - "Sento la necessità di intervenire anche io, parte direttamente interessata nella vicenda, dopo tanto chiacchiericcio da parte di chi scrive e parla senza conoscere la documentazione tecnica. La questione della sicurezza del Pino è stata sollevata da me, in qualità di proprietaria dell’area, che - quasi un anno fa - ho allertato immediatamente con pec il Comune di Vico Equense, il proprietario limitrofo e tutte le istituzioni competenti (Soprintendenza, autorità forestale, Carabinieri, Regione e Demanio) affinché potessero intervenire. A muovermi non semplicemente il diritto/dovere domenicale di cura di un bene di proprietà ma, da donna delle Istituzioni che crede profondamente nelle stesse, il perseguimento del superiore interesse che è quello della pubblica incolumità e quindi il dovere etico di intervenire a fronte di un paventato rischio. Fatta questa necessaria premessa, io sono un medico, non sono un tecnico e quindi, quando ho constatato da ‘atecnica’ che il Pino potesse essere a rischio di caduta vista la configurazione attuale, dopo aver allertato le competenti Istituzioni, ho immediatamente consultato, a mie spese, un tecnico esperto e indipendente. Ed è stata la perizia tecnica, condotta a seguito di sopralluoghi e varie indagini tecniche sul campo, a decretare che -viste le condizioni di salute dell’albero dovute dall’erosione progressiva della costa, tema mai affrontato seriamente dalle autorità competenti - l’unica soluzione tecnicamente percorribile per scongiurare danni a persone e cose fosse, purtroppo, l’abbattimento. Una soluzione amara, una sconfitta per l’ambiente, per la bellezza del paesaggio, ma anche un evidente e ingente danno alla proprietà dell’area della sottoscritta, che acquisisce un valore sociale e ambientale ancora più significativo dal Pino che ne è simbolo e memoria. Eppure il Pino e la sua storia sono la dimostrazione che se non si ha cura dei territori e dell’ambiente, questi poi chiedono il conto.




































