LA SVOLTA
di Massimiliano D'Esposito - Il Mattino
Sant'Agnello - Abbracci e lacrime nel palazzo di giustizia di Torre Annunziata e fuochi d'artificio a Sant'Agnello. È stata accolta così l'altra sera la sentenza in merito alla vicenda del complesso edilizio di housing sociale. Imputati assolti e, soprattutto, dissequestro delle palazzine di via Monsignor Bonaventura Gargiulo. Questa la decisione del collegio presieduto da Emma Aufieri. Dopo più di sei anni di calvario giudiziario gli assegnatari i 53 alloggi possono tirare un sospiro di sollievo. In particolare le 38 famiglie che avevano deciso di occupare i loro appartamenti non potendo disporre di diverse soluzioni abitative. «Nessuno di noi si sarebbe mai aspettato un esito tanto positivo - ammette Francesco Iaccarino, uno dei residenti -. Abbiamo vissuto un incubo, però poi alla fine ci è giunta questa bellissima notizia che ci ha aperto uno spiraglio di sole in mezzo alla bufera. Rimane, però, il grande rammarico del fatto che adesso queste case ci costeranno tutt'altro prezzo rispetto a quando ci sono state assegnate poiché siamo costretti a sottoscrivere mutui con tassi di interesse che sono molto più elevati rispetto al pre pandemia».
LE SPESE
In effetti, dal 2020 ad oggi le condizioni applicate dalle banche sono cambiate, e di parecchio. «Tra di noi c'è chi ha perso il lavoro, chi magari non ha più lo stesso reddito di una volta e chi per età avanzata non può chiedere le stesse somme - spiega Iaccarino -. Adesso chi ci ripaga? Chi ci ridà i soldi che abbiamo sborsato per le spese legali? Quello che chiediamo è che la giustizia continui il suo corso e ci dica chi ci deve risarcire perché un appartamento che magari ci veniva a costare 300-350mila euro, adesso avrà un costo quasi doppio. È stato appurato che non eravamo noi i colpevoli, neanche il costruttore, il Comune e l'ex sindaco, ma ora 53 famiglie sono in difficoltà per poter realizzare il sogno di comprare casa». Per gli assegnatari, quindi, i problemi non sono finiti. E la vicenda giudiziaria potrebbe non essere conclusa. La Procura guidata da Nunzio Fragliasso si è riservata, infatti, di proporre ricorso in appello. Nel frattempo esprime soddisfazione l'ex primo cittadino, Piergiorgio Sagristani, che volle l'intervento edilizio ed è stato coinvolto nella prima fase del processo, fino all'abrogazione dell'abuso d'ufficio.
LA RIPRESA
«Oggi è una di quelle giornate che ti restituiscono il fiato dopo anni passati quasi in apnea sottolinea -. Abbiamo vissuto con il cuore sospeso, poi è arrivata la notizia che aspettavamo: l'assoluzione. Una sentenza che riconosce ciò in cui non ho mai smesso di credere: abbiamo agito nel rispetto delle regole, della legge, nell'interesse della nostra comunità. Ho sempre avuto fiducia nella giustizia. Fiducia ora ripagata». Concorda l'attuale sindaco di Sant'Agnello. «Il capitolo housing sociale è giunto ad un punto che, per tanto tempo, è stato solo un lontano miraggio commenta Antonino Coppola -. Tutto ribaltato. Con questa sentenza di primo grado viene dissequestrato l'intero complesso. Ascoltarla dalle famiglie stesse, con la voce tremante, tra l'incredulità e le lacrime di gioia, è stato commovente. Sono stati anni umanamente difficili».

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