giovedì 21 maggio 2026

Il tempo dell'impegno: la sanità negata a Vico Equense e la miopia della politica

Vico Equense - La crisi del Servizio Sanitario Nazionale non è un concetto astratto, ma una ferita aperta che i cittadini di Vico Equense sperimentano sulla propria pelle ogni giorno. Di fronte a una comunità che non trova risposte rapide ed efficaci ai bisogni primari di salute, e a operatori sanitari costretti a lavorare in condizioni di perenne affanno, è urgente applicare una nuova prospettiva locale all'altezza dei problemi. Troppo spesso si tende a colpevolizzare il modello stesso della sanità pubblica per i disservizi o le crescenti diseguaglianze. A Vico Equense la realtà racconta una storia diversa, in cui la responsabilità principale risiede nella miopia della politica sovracomunale e aziendale. Per troppo tempo si è scelto di non intervenire sui nodi di maggiore sofferenza del sistema, preferendo la strada dei rinvii e delle soluzioni tampone. L'emblema di questa noncuranza è la situazione del presidio ospedaliero De Luca e Rossano. La chiusura del Pronto Soccorso, avvenuta durante l'emergenza Covid, non è mai stata revocata, privando una comunità di ventiduemila abitanti di un punto fondamentale di gestione delle emergenze-urgenze. Al suo posto, la logica delle proroghe e dei rinvii ha visto l'attivazione di un semplice Punto di Primo Intervento provvisorio, ormai del tutto inadeguato a coprire le reali necessità del territorio. A gravare ulteriormente sulla situazione interviene l'isolamento geografico e infrastrutturale, appesantito dalle difficoltà storiche della statale 145, che rende drammatico il trasferimento dei pazienti verso i pronto soccorso intasati di Sorrento o Castellammare. La promessa di garantire buona salute a tutti, in Penisola Sorrentina, sembra oggi tradita. Contro la noncuranza istituzionale e la rassegnazione che rischiano di accompagnare il declino del sistema pubblico, si è levata forte la voce della cittadinanza attiva. Il simbolo più potente di questo riscatto morale è l'iniziativa di Salvatore Buonocore, che ha piantato la "Tenda della Pace e della Dignità" proprio davanti ai cancelli dell'ospedale cittadino.

 

Promosso come una vera e propria pietra d'inciampo visiva, questo presidio fisso operativo ogni martedì, giovedì e sabato mattina denuncia la guerra quotidiana di chi vede calpestato il proprio diritto fondamentale alla cura. Ispirandosi ai principi di equità e solidarietà universale della sanità pubblica, l'impegno di Buonocore mira a scuotere le coscienze dei passanti e di chi governa, trasformando lo spazio antistante al nosocomio in un centro di cultura di strada e di dibattito civile. Durante gli incontri vengono condivise letture e riflessioni – tra cui quelle emblematiche sul saggio di Rosy Bindi – per ricordare alle istituzioni che la salute non può essere sottomessa alle sole logiche dell'efficientismo economico. La mobilitazione guidata dalla Tenda della Dignità, unita al pressing dei comitati e delle istituzioni locali, dimostra che la comunità esige risposte reali e immediate. È arrivato il momento in cui la politica locale e regionale deve farsi capofila di una svolta non più negoziabile. Non servono più rinvii o misure datate, ma serve restituire a Vico Equense il diritto costituzionale a una sanità efficiente, sicura e dignitosa.

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