domenica 17 maggio 2026

Project Financing e PNRR: la sfida di ACEN Napoli per non fermare i cantieri del Sud

Napoli - Il Mezzogiorno si trova davanti a un bivio storico per il suo sviluppo infrastrutturale e urbanistico. In un contesto in cui le risorse pubbliche faticano a coprire l'intero fabbisogno del territorio, il Partenariato Pubblico-Privato (PPP) e il Project Financing non rappresentano più soltanto opzioni strategiche, ma vere e proprie necessità amministrative. Su questo tema cruciale si inserisce la ferma presa di posizione di Antonio Savarese, Presidente di ACEN Napoli (Associazione Costruttori Edili Napoli), che lancia un appello chiaro e pragmatico: non si possono e non si devono fermare i cantieri del Sud. La riflessione promossa dal Presidente Savarese nasce dalla necessità di difendere il valore del Project Financing da interpretazioni giuridiche e lungaggini burocratiche che rischiano di paralizzare gli investimenti. "Il tema ha un impatto non solo giuridico, ma anche politico-amministrativo", emerge chiaramente dall'analisi dei costruttori napoletani. Nel Mezzogiorno, dove i bilanci degli enti locali sono storicamente più fragili e le carenze progettuali interne agli uffici comunali rischiano di bloccare le opere sul nascere, il capitale privato diventa lo strumento essenziale per compensare la scarsità di investimenti pubblici. L'obiettivo di ACEN è tutelare l'iniziativa imprenditoriale, evitando che il timore dei ricorsi provochi una pericolosa "paralisi della firma" tra gli amministratori locali. Per superare questa impasse, la proposta è concreta: istituire una Cabina di regia tecnica nazionale del Partenariato pubblico-privato, capace di affiancare e supportare Comuni e Regioni nella gestione delle procedure più complesse. L'amministrazione della Città Metropolitana di Napoli, guidata dal sindaco Gaetano Manfredi, ha dimostrato negli ultimi anni come una gestione intelligente delle relazioni istituzionali possa produrre risultati concreti, superando le vecchie ostilità tra enti locali e governo centrale. Dal Patto per Napoli alla riqualificazione di Bagnoli, l'accelerazione è evidente.

 

I frutti di questo approccio si vedono nel sistema dei trasporti, nella gestione della linea metropolitana e nel riposizionamento internazionale di Napoli. Gli esempi di applicazione del PPP sul territorio campano sono molteplici e strategici, in particolare nello sviluppo della portualità turistica. Penisola Sorrentina e Costiera: progetti chiave a Sant'Agnello e Vico Equense. Area Flegrea e litorale: interventi a Mergellina, San Giovanni a Teduccio e Nisida. Valorizzazione culturale: progetti per il cinema-teatro a Napoli Est e per il Cimitero delle Fontanelle. Secondo la visione dell'ACEN, il dialogo tra costruttori e istituzioni deve correre su binari precisi e accelerare su scadenze certe, a partire dalla definizione degli strumenti urbanistici come il PUC (Piano Urbanistico Comunale). Le priorità non mancano: la riqualificazione delle linee ferroviarie interne (come la Castellammare-San Giovanni e la Domitio-Flegrea), il piano per l'edilizia sociale (housing sociale) e gli interventi urgenti di difesa costiera, come il ripascimento a Ischia. C'è poi la grande sfida della rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico degradato, spesso pericoloso per l'incolumità dei cittadini. Per risolvere questa emergenza a costo zero per le casse pubbliche, ACEN propone di utilizzare la moneta urbanistica e i cambi di destinazione d'uso, oltre a lanciare concorsi internazionali di idee per ridisegnare aree nevralgiche come la Mostra d'Oltremare. "Solo con la massima collaborazione tra chi amministra e chi costruisce si può fare il bene della città", conclude la visione di Savarese. Una sinergia che promette di restituire a Napoli e al Sud risultati tangibili, moderni e, soprattutto, in tempi rapidi.

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