Sant'Agnello - Un ricordo d’infanzia impresso su una vecchia sedia di legno rosso e verde, sulla spiaggia di Piano, fa da cornice alla ferma presa di posizione del sindaco di Sant’Agnello, Antonino Coppola. Dopo mesi di silenzio, pressioni mediatiche e scadenze perentorie, il primo cittadino ha rotto gli indugi per fare chiarezza sul futuro del Borgo Marina di Cassano, bocciando l'attuale proposta di project financing presentata dalla Società Navigazione Libera del Golfo (NLG) per la realizzazione di un nuovo porto turistico. «Nella veste proposta, il progetto non risulta accoglibile», ha dichiarato apertamente Coppola, rivendicando il potere discrezionale dell'Amministrazione nel tutelare, prima di ogni logica di profitto, il primario interesse pubblico. La proposta della NLG mette sul piatto un investimento imponente da circa 45 milioni di euro (tra capitale proprio e mutui) a fronte di una concessione della durata di 40 anni. Un piano strategico e imprenditoriale di cui il sindaco riconosce la visione, ma che si scontra duramente con la realtà del territorio. Il progetto prevede infatti la realizzazione di tre nuovi pontili, nuovi stabilimenti e un totale di 390 posti barca, con un cronoprogramma di lavori stimato in 48 mesi. Una tempistica che lo stesso Coppola definisce «poco realistica» se parametrata ai complessi iter autorizzativi sovracomunali. A preoccupare maggiormente l'Amministrazione sono però le ricadute economiche e sociali. Per rientrare dall'investimento, il piano economico prevede affitti delle aree commerciali e dei posti barca nettamente superiori agli attuali. Ciò si tradurrebbe in un inevitabile aumento delle tariffe per gli utenti finali, invertendo la rotta rispetto alle politiche di sconti introdotte negli ultimi due anni per i residenti di Sant’Agnello e Piano di Sorrento. Manca tuttora uno studio meteo-marino dettagliato per valutare la riconfigurazione della spiaggia.
Il nuovo flusso turistico andrebbe a impattare pesantemente sulla già fragile mobilità della Penisola Sorrentina. Il cuore della contestazione del sindaco Coppola tocca una corda profondamente etica e identitaria. La spiaggia di Caterina e gli spazi a ridosso del costone tufaceo rappresentano gli ultimi lembi di sabbia rimasti pubblici. «Il mare per tanti è diventato una chimera», sottolinea Coppola. «Abbiamo l’obbligo di pensare a chi lavora con il mare e ai diportisti di ogni scala, ma anche a chi una barca non ce l'ha e chiede solo di fruire di un bene pubblico a prezzi accessibili o gratuitamente, come una volta. Dobbiamo chiederci quanti spazi pubblici siano stati progressivamente sottratti alla comunità in una privatizzazione strisciante ed inesorabile». Nessuna spaccatura, dunque, con la vicina Amministrazione di Piano di Sorrento, con cui la condivisione d'intenti resta massima. Il sindaco Coppola ha poi rispedito al mittente gli attacchi ricevuti a mezzo stampa e le lettere-ultimatum dei mesi scorsi: «Siamo abituati al confronto vero, ma non accettiamo pressioni o toni poco consoni. Una narrazione incompleta e faziosa ha alimentato il dibattito pubblico, ma è nostro dovere porre punti fermi lontani da conclusioni affrettate». La trasformazione della marina in un grande porto turistico rischia, secondo la giunta, di stravolgere l’anima stessa del borgo. Sebbene l'Amministrazione sia conscia delle criticità e della necessità di migliorare i servizi, la priorità resta la salvaguardia di chi vive la terraferma tutto l'anno. Il messaggio finale di Antonino Coppola suona come un monito per il futuro dell'intera costiera: «A molti continua a sfuggire che un equilibrio si è rotto. Il limite di sfruttamento della nostra Penisola, terra unica al mondo, è stato ormai raggiunto».

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