Vico Equense - Un traguardo che profuma di storia, terra e identità. Il Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco DOP festeggia i suoi primi vent'anni di attività, un anniversario che non è solo una ricorrenza formale, ma il simbolo di un modello di sviluppo vincente per l’intera Penisola Sorrentina e i Monti Lattari. Presente alle celebrazioni, l’assessore regionale Fiorella Zabatta (foto) ha voluto sottolineare il profondo legame personale e istituzionale con questa realtà, evidenziando come la qualità del prodotto sia il risultato di un delicato equilibrio umano e naturale. "Questo consorzio ci insegna da anni che la collaborazione strategica tra allevatori e produttori caseari è l'unica via per la salvaguardia delle nostre eccellenze", ha dichiarato l'assessore. "Ragionare di biodiversità oggi è fondamentale per la Campania: senza la memoria storica delle nostre tradizioni e la tutela delle materie prime, rischieremmo di perdere un patrimonio inestimabile". Secondo Zabatta, il successo del Provolone del Monaco è la prova tangibile di come la sinergia tra gli operatori del settore possa trasformarsi in un volano di promozione culturale. Un modello che la Giunta regionale intende supportare con forza per valorizzare l'agroalimentare di qualità come pilastro dell'economia locale. La giornata non è stata dedicata solo alle eccellenze gastronomiche. L’assessore ha infatti effettuato un sopralluogo sul Monte Faito, un luogo simbolo che porta ancora i segni profondi del terribile incendio di qualche anno fa e il ricordo della tragedia della funivia. "Non poteva mancare una visita al Faito", ha aggiunto Zabatta.
"È una ferita che stiamo rimarginando con il lavoro costante. Insieme ai colleghi della giunta regionale stiamo operando in totale sinergia per restituire a questa montagna il valore che merita. Valorizzare il territorio significa prendersene cura in ogni suo aspetto, dalla tutela ambientale alla sicurezza delle infrastrutture, fino alla promozione delle sue perle enogastronomiche". L’impegno della Regione, dunque, prosegue su un doppio binario: da un lato la protezione della biodiversità e delle radici rurali, dall'altro il rilancio turistico e infrastrutturale di zone dalla bellezza unica, per garantire che la memoria storica diventi il motore del futuro della Campania.

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