Vico Equense - C’è un’immagine che la sociologia contemporanea evoca spesso con nostalgia: i cortili di una volta, i pomeriggi passati a rincorrere un pallone sull'asfalto, la socialità spontanea che formava il carattere e creava comunità. Eppure, quando quella stessa cartolina si materializza nel presente, il riflesso condizionato di una parte del mondo adulto non è l'applauso, ma la minaccia delle vie legali. Succede a piazza Siani, dove da circa un anno il fine settimana ha cambiato colore e rumore. Un gruppo di circa trenta bambini e preadolescenti è riuscito in un’impresa che spesso fallisce a istituzioni e associazioni: riappropriarsi dello spazio pubblico in modo sano, creativo e rigorosamente autogestito. Quello che era nato come un passatempo tra due squadre si è trasformato in un vero e organizzato torneo locale. Oggi le formazioni sono diventate quattro. Ci sono magliette stampate per l'occasione, un canale WhatsApp per coordinarsi, sessioni di allenamento settimanali e uno studio meticoloso delle tattiche. I ragazzi non si limitano a giocare: stilano pagelle, eleggono l'MVP (il miglior giocatore della giornata) e si improvvisano giornalisti intervistando i protagonisti a bordo campo. Un microcosmo di aggregazione, crescita e felicità gratuita che strappa i giovanissimi dallo schermo di uno smartphone o dall'isolamento delle proprie camerette. Questo pulsare di vita ed entusiasmo, tuttavia, ha trovato un ostacolo. Nei giorni scorsi, una residente avrebbe comunicato ai ragazzi l'intenzione di rivolgersi a un avvocato per chiedere che la piazza torni al silenzio.






























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