Scintille tra il Consiglio regionale e la Giunta Manfredi: nomina esterna, non tocca a noi decidere. Simeone (Fico): no, spetta all'assemblea valutare. L'esecutivo: è tutto ok
di Fabrizio Geremicca - Il Corriere del Mezzogiorno
Napoli - Enzo Cuomo, l'ex sindaco di Portici, non avrebbe potuto essere nominato assessore nella giunta regionale della Campania nella quale è titolare della delega al Governo del territorio ed al Patrimonio. Lo sostiene il ministero dell'Interno nella risposta ad una interrogazione presentata dal senatore Sergio Rastrelli, di Fratelli d'Italia, sulla incompatibilità di Cuomo, in ragione del ruolo che questi aveva ricoperto fino alla nomina in giunta del 31 dicembre (si era dimesso nella stessa giornata) come sindaco di Portici. Scrive Wanda Ferro, sottosegretaria all'Interno di FdI: «Cuomo, al momento della nomina ad assessore regionale, aveva ancora la titolarità dell'ufficio di sindaco, non essendo decorsi ancora i venti giorni dalla presentazione delle dimissioni, ai sensi dell'articolo 53, comma 3, del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali». Secondo il ministero dell'Interno, dunque, «alla data del 31 dicembre 2025 non era eleggibile alla carica di consigliere regionale e pertanto non poteva essere nominato assessore della Giunta regionale». Ferro sostiene che «l'organo legittimato a deliberare la decadenza di un consigliere regionale o di un componente della Giunta regionale è il Consiglio regionale, ai sensi dello Statuto della Regione Campania». Il senatore Rastrelli ha dunque inviato una diffida a Massimiliano Manfredi, presidente del Consiglio regionale.
«Lo scrivente - recita - invita e diffida a voler promuovere la procedura di decadenza immediata dalla carica dell'assessore Vincenzo Cuomo; a voler sottoporre a controllo di legalità e ad approfondire i profili di regolarità amministrativa di tutte le delibere ed i provvedimenti emessi, in via esclusiva o collegiale, dal detto assessore nominato contra legem;a valutare i profili di veridicità dell'autodichiarazione resa da Cuomo in merito all'assenza di cause d'incompatibilità rispetto all'assunzione della carica assessorile». Massimiliano Manfredi ha tuttavia rimandato la palla alla Giunta regionale: «Il Consiglio regionale, al momento dell'insediamento e della convalida degli eletti, ha proceduto, previa delibazione della Giunta per le elezioni, alla verifica delle condizioni di eleggibilità e compatibilità dei 51 consiglieri regionali, compreso il presidente della Giunta e del Consiglio regionale, rispetto ai quali erano agli atti le dichiarazioni e la relativa documentazione autocertificata. La Giunta per le elezioni non ha potuto esaminare la posizione degli assessori, in quanto esterni al Consesso, sulla scorta del principio generale per cui, in prima battuta, la sussistenza del diritto di elettorato passivo viene verificata dall'Organo stesso di cui fanno parte gli eletti». E aggiunge: «La disposizione statutaria citata dal ministero, secondo cui sussiste una competenza a deliberare su profili di ineleggibilità e incompatibilità anche degli assessori, è da intendersi come il retaggio del precedente sistema, anteriore alla riforma istituzionale dell'ordinamento regionale e alla modifica del titolo V della Costituzione, nella quale gli assessori venivano scelti in via esclusiva tra i consiglieri regionali». Il capogruppo di Fico Presidente, Nino Simeone, ha però frenato: «Il parere ministeriale emerso in queste ore indica con chiarezza un punto che non può essere ignorato: la valutazione e la decisione sulla vicenda rientrano nelle prerogative del Consiglio regionale. Sarà dunque l'Assemblea, nelle sedi e nelle forme previste, ad assumersi la propria responsabilità». La Giunta regionale ha replicato con una nota alla sottosegretaria Ferro ed al senatore Rastrelli, sostenendo che non c'è alcuna incompatibilità per Cuomo perché nella data della prima seduta della Giunta erano già trascorsi i 20 giorni dalle dimissioni da sindaco: «In occasione della prima riunione, convocata il 26 gennaio 2026, non sono emerse cause di inconferibilità o di incompatibilità ostative allo svolgimento dell'incarico di assessore al Governo del Territorio e al Patrimonio, essendo stato accertato, con riferimento alla posizione di Vincenzo Cuomo, l'intervenuto decorso del termine di venti giorni dalla presentazione delle dimissioni dalla carica di sindaco, avvenuta il 31 dicembre». La Giunta aggiunge poi che «il Tar è già intervenuto nei mesi scorsi, respingendo l'istanza di sospensione cautelare della nomina dell'assessore Cuomo».

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