mercoledì 26 agosto 2026

Sanità a Vico Equense, l'affondo di Franca Rossi: «Il nodo del Pronto Soccorso va risolto in Regione, basta inganni»

Vico Equense - "Ancora con il primo soccorso? Ma chi volete prendere in giro?". Non usa mezzi termini Franca Rossi, già Direttore Unità Operativa Complessa di Patologia Clinica all’Asl Na 3, per accendere i riflettori sulla paradossale e snervante vicenda che avvolge il futuro del Presidio Ospedaliero "De Luca e Rossano". Al centro della durissima nota c'è la netta distinzione tra le promesse della politica e le reali necessità dei cittadini in termini di emergenza-urgenza. La rabbia della cittadinanza, che da mesi è tornata a farsi sentire anche con manifestazioni di piazza, risiede nel tentativo di "accontentare" il territorio con soluzioni al ribasso. "Noi rivogliamo quello che ci hanno chiuso nel 2020: il PSA (Pronto Soccorso Attivo) dell'Ospedale", attacca Rossi, liquidando la formula del "pronto soccorso limitato" o del semplice presidio assistenziale come una "piccola infermeria", un filtro insufficiente che rischia solo di tradursi in una "perdita di tempo prezioso in caso di vera emergenza". La polemica punta il dito anche contro la disinformazione generata attorno alle proteste. Mentre alcuni manifestanti sembrano quasi "pietire" l'istituzione di un primo soccorso, Rossi fa chiarezza con fermezza: "Nessuno chiarisce che a Vico il Punto di primo soccorso ci sta già! Basta prendere in giro il povero elettore con finti interessamenti per promettere ciò che abbiamo già e che, purtroppo, non serve a risolvere i codici rossi e le grandi emergenze". Il testo mette a confronto la gestione del "De Luca e Rossano" con quanto accaduto in altri comuni della stessa ASL Napoli 3 Sud: "A Boscotrecase hanno riaperto il Pronto Soccorso vero e proprio, mica gli hanno dato un primo soccorso per accontentarli!". Secondo l'analisi di Franca Rossi, le istituzioni locali portano avanti ormai dal 2012 un vero e proprio "gioco delle tre carte", confondendo la cittadinanza e scambiando deliberatamente i termini tecnici per depotenziare le rivendicazioni popolari.

 

La richiesta della Penisola Sorrentina è chiara: una struttura in grado di accettare e trattare le urgenze in loco, senza costringere i pazienti a rischiosi trasferimenti verso Castellammare di Stabia. L'affondo finale della Rossi sposta l'asse delle responsabilità direttamente sui tavoli della politica campana. È inutile – secondo la nota – focalizzare la protesta esclusivamente sui vertici aziendali dell'ASL: "In ogni caso il problema va risolto in Regione, non col Direttore Generale, il quale ha il solo compito di attuare la programmazione regionale. Altrimenti si va a casa". L'appello si chiude con un invito alla mobilitazione consapevole dei cittadini, esortandoli a non cadere nei vecchi tranelli elettorali: "Affidatevi a persone attive, sì, ma soprattutto competenti". Una richiesta di serietà per un diritto alla salute che a Vico Equense non può più attendere.

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