martedì 25 agosto 2026

Ospedale di Vico Equense: il "film" già visto delle sfilate politiche e un Pronto Soccorso che resta un miraggio

Tra passerelle e promesse a vuoto, nessuno chiede un tavolo formale al Presidente Roberto Fico

Vico Equense - Le passerelle politiche e i comunicati stampa sotto i cancelli del De Luca e Rossano non incantano più nessuno. Mese dopo mese, il copione si ripete identico a se stesso: politici di ogni colore e schieramento si presentano puntuali a favor di telecamera per chiedere la riapertura del Pronto Soccorso dell’ospedale di Vico Equense. Le promesse si sprecano, i toni si fanno solenni, ma il bilancio finale, per i cittadini, resta desolatamente pari a zero. La chiusura del servizio di emergenza-urgenza ha privato la penisola sorrentina di un punto di riferimento vitale. Un territorio fragile, caratterizzato da un'arteria stradale drammaticamente congestionata e da picchi di presenze record durante la stagione turistica, non può permettersi il lusso di costringere i propri abitanti a odissee verso gli altri presidi della provincia per ricevere cure tempestive. La salute non è un fattore stagionale, né un lusso negoziabile. Di fronte a questa emergenza quotidiana, la risposta delle istituzioni si è limitata troppo spesso a una sterile retorica. I cancelli dell'ospedale sono diventati il palcoscenico ideale per una politica dell'apparenza. Eppure, in questo continuo rincorrersi di slogan, emerge un paradosso assordante: nessuno dei rappresentanti che sfilano davanti alle telecamere si fa carico di richiedere un incontro formale direttamente al vertice dell'amministrazione regionale, il Presidente della Campania Roberto Fico, per pretendere soluzioni concrete ed immediate. Spenti i riflettori, il silenzio torna a calare sulla struttura, lasciando i residenti con le stesse identiche carenze assistenziali. Il tempo delle sfilate e delle scuse è scaduto. I cittadini non chiedono miracoli, ma il ripristino di un diritto costituzionale garantito. Fino a quando la politica continuerà a considerare la sanità pubblica come un bacino di consenso e non come un servizio essenziale, i cancelli di Vico Equense resteranno il simbolo di un fallimento collettivo che nessuna passerella potrà mai nascondere. 

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