Vico Equense - A metà giugno, da queste stesse colonne, avevamo sollevato più di un malumore a sinistra per aver descritto un’anomalia politica evidente. Avevamo criticato l'arroccamento preventivo di Pd e Movimento 5 Stelle sul project financing da 13 milioni per Marina di Aequa, denunciando il rischio di uno stallo ideologico guidato dai comitati e dai ricorsi al Tar. Fummo attaccati. Ci accusarono di non comprendere la difesa del territorio. Oggi, la proposta del senatore Orfeo Mazzella (M5Stelle) di aprire un confronto istituzionale dimostra che quella nostra analisi non era una provocazione, ma una fotografia esatta della realtà. Il passaggio dalle barricate alla diplomazia istituzionale è la certificazione di un cambio di rotta tanto tardivo quanto necessario. La svolta odierna spazza via i nodi di una strategia fallimentare. Giugno ci mostrava un centrosinistra schiacciato sulla suggestione emotiva della "privatizzazione delle spiagge", un argomento utile a raccogliere voti di protesta ma sterile per governare i processi. Evocare lo status quo per un'area che necessita da anni di messa in sicurezza significava abdicare al ruolo della politica. La richiesta di un Consiglio comunale monotematico avanzata da Mazzella corregge finalmente il tiro. Spostare l'asse dal rifiuto pregiudiziale al tavolo tecnico significa fare opposizione seria: non si dice "No" a prescindere, si entra nel merito dei dati. La formula proposta — un’assise aperta a cittadini e stakeholder, senza il vincolo di una votazione — è lo strumento perfetto per disinnescare la polarizzazione. Invece di cercare uno scontro numerico nei banchi del consiglio, dove la maggioranza del sindaco Giuseppe Aiello avrebbe gioco facile, l'opposizione sceglie la via della trasparenza. Attraverso l'analisi dei dati reali si smette di urlare nelle piazze e si studiano i numeri del progetto finanziario, favorendo il superamento del pregiudizio e costringendo la politica a confrontarsi sull'impatto economico e sociale dell'opera.
In questo modo si riafferma la centralità delle istituzioni e la sintesi politica torna nelle sedi opportune, togliendo la delega in bianco ai comitati civici. Ora la palla passa alla maggioranza di centrodestra. Il sindaco Aiello, forte delle sue ragioni economiche, non ha motivi per sottrarsi a un Consiglio straordinario. Accettare la sfida del dialogo dimostrerebbe la solidità dell'operazione e la totale trasparenza dell'azione amministrativa. Al contrario, un rifiuto rinvigorirebbe i dubbi dei detrattori, regalando all'opposizione l'arma del vittimismo. Vico Equense non può permettersi di perdere il treno dello sviluppo turistico per colpa dei veti incrociati. La politica locale sembra aver capito che per essere un'alternativa credibile bisogna saper mediare e comprendere le logiche dello sviluppo. Resta da vedere se l'Amministrazione saprà raccogliere questo assist per trasformare una potenziale crisi in un modello di democrazia partecipata.

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