Vico Equense - Metti una madre anziana, non autosufficiente, costretta a letto o su una sedia a rotelle, che dipende interamente dalle cure dei propri familiari. Metti un diritto sacrosanto, come il rinnovo di un piano terapeutico, indispensabile per garantire la continuità dell’assistenza e l'accesso ai farmaci. Aggiungi una richiesta formale di visita geriatrica a domicilio, presentata regolarmente a metà giugno con tanto di ticket pagato. Il risultato? È finito agosto, l’estate è passata, ma del medico non c’è traccia. Questa non è una storia isolata, ma lo specchio di un’efficienza sanitaria che esiste solo sulla carta. Due mesi e mezzo di totale silenzio per un cittadino fragile non sono solo un ritardo burocratico: sono un’omissione di assistenza che ricade interamente sulle spalle delle famiglie. Il rinnovo di un piano terapeutico non è un capriccio, né una formalità procrastinabile a piacimento. È il documento legale che permette a un paziente di ricevere gratuitamente i dispositivi medici e i farmaci di cui ha bisogno per vivere. Bloccare questo rinnovo a causa delle liste d'attesa significa, nei fatti, costringere i familiari a pagare di tasca propria medicinali spesso costosi, oppure interrompere la terapia, mettendo a rischio la salute del malato.
Il paradosso del sistema è totale. Da un lato lo Stato esige il pagamento del ticket e il rispetto di scadenze perentorie; dall'altro, le Aziende Sanitarie Locali si concedono il lusso di ignorare il fattore tempo, lasciando le richieste inevase. Chi non può muoversi viene letteralmente cancellato dai radar di una sanità che sembra pensata solo per chi è abbastanza forte da protestare in sala d'attesa. Dietro ogni pratica ferma in un database c’è un caregiver che si logora e un anziano che soffre nell'indifferenza delle istituzioni. È inaccettabile che nel 2026 la dignità della cura sia subordinata alle inefficienze strutturali delle ASL. È tempo che chi di dovere risponda di questi ritardi, perché la salute non va in vacanza e la non autosufficienza non può aspettare i comodi della burocrazia.

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