lunedì 24 agosto 2026

Sorrento, è guerra alle case vacanza «Ora basta abusivi»

IL TURISMO 

di Massimiliano D'Esposito - Il Mattino

A Sorrento parte la caccia alle strutture extralberghiere fantasma. L'iniziativa contro l'abusivismo nel settore ricettivo prende le mosse da una segnalazione circostanziata trasmessa da un condominio ai vertici di Abbac. L'associazione, ricevuta la documentazione relativa ad una possibile attività irregolare, ha provveduto a inoltrarla alla polizia locale, alla quale spetta ora il compito di verificare la sussistenza delle irregolarità ipotizzate. Caso che rappresenta l'occasione per avviare anche in penisola sorrentina un accordo di collaborazione tra Abbac, cittadini e amministratori condominiali, sul modello dell'esperienza già realizzata a Napoli. Nel capoluogo è stato possibile raccogliere e trasmettere al comando dei caschi bianchi informazioni relative a circa 250 esercizi da sottoporre a verifica. Ora bisogna vedere come risponde Sorrento che negli ultimi anni vive un boom del settore extralberghiero. 

LE CIFRE 

In base ai dati forniti dal Suap del Comune ad oggi sono 1.678 le attività ricettive autorizzate tra b&b, case vacanza, affittacamere, ostelli e agriturismi. Un numero altissimo per una città di 15mila abitanti, che rende ormai impossibile per le famiglie trovare un'abitazione da locare. E chissà quanti sono gli abusivi. Per individuarli Abbac invita la popolazione ad avvisare di eventuali situazioni ritenute irregolari scrivendo alla mail segnalazioni@abbac.it. Le comunicazioni dovranno essere circostanziate e sarà compito esclusivo delle autorità competenti effettuare controlli e stabilire l'eventuale sussistenza di violazioni. «Vogliamo costruire una rete di collaborazione e non una caccia alle streghe chiarisce il presidente Abbac, Agostino Ingenito . Chi opera rispettando le norme ha tutto l'interesse a contrastare l'abusivismo. Tutelare la legalità significa salvaguardare gli operatori regolari, i condomìni, i turisti e la reputazione internazionale di Sorrento». Iniziativa sposata dal sindaco Corrado Fattorusso e dalla sua giunta. «Compito dell'amministrazione comunale è vigilare sul rispetto delle norme, per evitare situazioni di illegalità e per contrastare una scorretta concorrenza nel settore - spiega l'assessore al Turismo, Paola Di Leva -. Abbiamo accolto con interesse la proposta di Abbac che mira a conseguire l'eventuale aggiornamento dei regolamenti comunali, finalizzato a consentire un più efficiente controllo sulle attività prive di autorizzazioni. Il tutto per tutelare i turisti garantendo la qualità dell'offerta e gli imprenditori che operano nel rispetto della legge». L'iniziativa si inserisce in un più ampio confronto, che coinvolge anche il delegato al Commercio, Vincenzo Ercolano, per aggiornare il regolamento comunale in modo da adeguare le disposizioni al quadro normativo e alle differenti forme di ospitalità. Abbac ha già predisposto una bozza normativa con la quale si propone un percorso di aggiornamento tecnico rivolto alla polizia locale, finalizzato a supportare verifiche ispettive sempre più puntuali sulle diverse tipologie ricettive, sugli adempimenti amministrativi, sul Cin e sulla sicurezza.

I TEMPI 

«A settembre auspichiamo la convocazione di un secondo tavolo di lavoro aggiunge Ingenito per concretizzare l'aggiornamento del regolamento e avviare una collaborazione sinergica che possa portare anche all'istituzione di un Osservatorio comunale sull'ospitalità». Struttura che dovrebbe garantire un monitoraggio costante del comparto, mettendo in relazione i dati sulle attività ricettive e sulle locazioni turistiche con quelli relativi ai controlli e, nel rispetto delle diverse competenze istituzionali, ai tributi ed all'imposta di soggiorno, sia sul fronte degli adempimenti che sull'andamento del gettito. «Non bastano le verifiche conclude Ingenito . Occorrono conoscenza del fenomeno, regole aggiornate, formazione, trasparenza dei dati e collaborazione tra Comune, operatori e cittadini. Sorrento può costruire un modello capace di coniugare ospitalità, legalità, vivibilità e diritto all'abitare, senza penalizzare chi lavora correttamente».

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