di Francesco Gravetti - Il Mattino
Napoli - Dieci pagine, firmate da uno studio legale con sedi a Napoli, Roma, Potenza e Salerno, che chiamano in causa tribunali, Cassazione e Corte di giustizia dell'Unione europea per sostenere che un meme sulla Napoli-Sorrento potrebbe passare per un comunicato dell'Ente Autonomo Volturno. E che quindi è opportuno che alcune pagine social smettano di avere, nel proprio nome, il riferimento alla Circumvesuviana. È il contenuto di una diffida, datata 16 settembre ma giunta a destinazione solo ieri, inviata dagli avvocati su procura di Pietro Diamantini, l'amministratore unico di Eav. Destinatari, due pagine facebook. Da una parte il gruppo «Circumvesuviana - Eav - la voce dei pendolari vesuviani», che conta oltre 11.017 iscritti, amministrato da Salvatore Ferraro. Dall'altra la pagina «Circumvesuviana. Guida alle soppressioni e ai misteri irrisolti», quasi trecentomila follower, che l'atto attribuisce a Giovanni «Mosturzo» (che in realtà si chiama Masturzo) e liquida come «autoproclamata satirica». Si tratta della famosissima pagina che dal 2019 racconta una delle ferrovie più sgangherate d'Italia, al punto da averne fatto quasi un genere letterario (e non è un caso che Masturzo sull'argomento ha scritto anche due libri). In realtà destinataria principale della lettera è Meta, mentre Ferraro e Masturzo figurano «per conoscenza». A Meta si chiede di vagliare ogni pagina che usi «Eav», «Ente Autonomo Volturno» o «Circumvesuviana» e di impedire che il nome ritorni con un cambio di username.
LE ARGOMENTAZIONI


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