domenica 25 ottobre 2026

World Pasta Day 2026: la gioia italiana in cucina e i nutrizionisti da social

Siamo primi produttori al mondo. L'export supera i 4 miliardi di euro . Alla base della Dieta Mediterranea ne consumiamo oltre 24 chili a testa

di Luciano Pignataro - Il Mattino

Oggi si festeggia in tutto il mondo il piatto (ma meglio sarebbe dire l'alimento) che non ha eguali: la pasta. Comunque la si consideri, oggi essa rappresenta la spina dorsale della cucina italiana, riconosciuta come patrimonio immateriale dell'umanità dall'Unesco. Lo decidemmo noi nel '98, con il World Pasta Day, perché prima di allora nel mondo anglosassone si usava il termine più generico e meno caratterizzante di "noodles", una parola che evoca sia i noodles asiatici che le paste tedesche o dell'Europa dell'Est. Insomma la pasta, e con essa la cucina italiana, ha dovuto faticare non poco per imporre il proprio nome sui mercati mondiali. Ed è proprio grazie alla pasta che oggi possiamo contare su cifre record per la nostra economia: l'export ha infatti superato la cifra record di 4 miliardi di euro, per un totale di pasta prodotta in Italia che si aggira intorno a 1,6 milioni di tonnellate, pari ad oltre 3,6 miliardi di piatti cucinati in un anno. E tutto questo per un alimento che costa al consumatore solo poche decine di centesimi di euro. Confermano le statistiche che ci vedono primi in questa speciale classifica mondiale. Al secondo posto troviamo gli Stati Uniti con circa 2 milioni di tonnellate prodotte all'anno, seguiti a ruota dalla Turchia.
  Il podio dei consumi vede invece al primo posto l'Italia con oltre 24 chili pro capite all'anno, seguita dalla Tunisia con circa 17 chili e dal Venezuela con circa 12. Tra i moltissimi appuntamenti in programma in Italia e all'estero, segnaliamo quello di TAVOLA & VITA – Associazione Nazionale Nutrizionisti che a Roma promuove un convegno sulla pasta definito come «alimento completo, capace di nutrire in modo sano e a basso impatto ambientale». Sarà un'occasione importante, coordinata dal Prof. Pierluigi Rossi, per fare il punto sulla salute e per sfatare alcuni falsi miti legati al consumo dei carboidrati, che spesso vengono additati come responsabili dell'aumento di peso corporeo. La pasta non è solo un prodotto alimentare; è la spina dorsale della nostra cucina, l'ingrediente principe di ricette che fanno parte del nostro DNA e che ci hanno reso famosi nel mondo. È un alimento che unisce le generazioni e che, grazie alla creatività dei nostri chef, continua a rinnovarsi senza perdere le proprie radici. Il ruolo della pasta va però ben oltre l'aspetto puramente nutrizionale ed economico. Essa rappresenta un fattore di coesione sociale e culturale, un momento di convivialità che caratterizza lo stile di vita italiano. Che si tratti di un piatto di spaghetti al pomodoro consumato in famiglia o di una sofisticata preparazione in un ristorante stellato, la pasta è sempre sinonimo di festa, di condivisione e di gioia di stare insieme. Sono il glutine e l'integrale a tenere banco nelle discussioni scientifiche. Il primo è una componente proteica della pasta e dei cereali in generale che, sebbene sia essenziale per la struttura stessa dell'impasto, può creare problemi a chi soffre di celiachia. Negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria esplosione di prodotti senza glutine, che hanno permesso anche a chi è intollerante di non dover rinunciare al piacere di un buon piatto di pasta. L'integrale, invece, viene raccomandato dai nutrizionisti per il suo alto contenuto di fibre, che aiutano a regolare l'assorbimento degli zuccheri e a migliorare il transito intestinale. Il gusto fa la differenza. Negli ultimi anni si è assistito a un ritorno alla tradizione e a una riscoperta dei formati tipici regionali. C'è una crescente attenzione alla qualità della materia prima, con la scelta di grani duri 100% italiani e lavorazioni artigianali che preservano il sapore e le proprietà nutrizionali del chicco. È un viaggio affascinante che parte dalla terra e arriva alla tavola, unendo il lavoro dei nostri agricoltori a quello dei pastai e degli chef. Un legame indissolubile che fa della pasta il simbolo per eccellenza del Made in Italy nel mondo.

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