Vico Equense - Un fronte comune per la salvaguardia del mare e lo sviluppo sostenibile della Penisola Sorrentina. A margine dell'incontro tenutosi questa mattina a Massa Lubrense, incentrato sull'ampliamento dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella e sulla sfida globale dell'Obiettivo 30x30, abbiamo raccolto le dichiarazioni e la visione strategica del sindaco di Vico Equense Giuseppe Aiello. Sindaco, lei questa mattina ha partecipato a Massa Lubrense all'incontro "Obiettivo 30x30", incentrato sull'ampliamento dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella. Qual è il significato profondo di questo appuntamento per la comunità di Vico Equense e per l'intera Penisola Sorrentina? «Il significato è chiaro ed è racchiuso nel dovere morale e politico che abbiamo: custodire e tramandare alle future generazioni una ricchezza naturale che per noi è un patrimonio inestimabile. L'obiettivo globale del "30x30", che punta a proteggere il 30% dei nostri mari entro il 2030, non è solo una scadenza burocratica o una cifra su un documento. È una visione. La Penisola Sorrentina deve finalmente proporsi e consolidarsi come una destinazione turistica omogenea e riconoscibile, capace di valorizzare in modo integrato le sue risorse, partendo proprio dallo straordinario patrimonio che è il nostro mare.» In questo percorso di ampliamento dell'Area Marina, Vico Equense gioca una partita da protagonista. Si fa un gran parlare del Banco di Santa Croce. Qual è la situazione e come si inserisce in questa strategia di tutela? «Il Banco di Santa Croce è un luogo di straordinaria e incontaminata bellezza. Purtroppo, per troppo tempo in passato, è stato lasciato alla mercé di tutti, a causa di un regolamento esistente ma sistematicamente disatteso. Dal 2021 abbiamo deciso di occuparcene seriamente, invertendo la rotta per tutelarlo e valorizzarlo concretamente. Oggi, l'applicazione rigida di regole e tutele lo ha finalmente rimesso al centro di un percorso di salvaguardia. L'ampliamento dell'Area Marina Protetta va esattamente in questa direzione: proteggere e blindare una risorsa fondamentale, garantendone l'integrità e la bellezza nel tempo.»
Spesso quando si parla di vincoli, parchi e aree protette, c'è chi teme contraccolpi sul fronte economico o dello sviluppo turistico. Cosa risponde a queste preoccupazioni? «Rispondo che si tratta di una visione miope e superata. L'ampliamento dell'Area Marina Protetta non deve essere visto come un limite, ma come la più grande opportunità di sviluppo che abbiamo. Il mare, per noi, non è soltanto un patrimonio ecologico o ambientale. Il mare è la nostra identità, è il motore della nostra economia, è il cuore dell'attrattività turistica e, di conseguenza, rappresenta il futuro dell'intera Penisola Sorrentina. Proteggerlo non significa bloccare il territorio, significa assicurarne la sopravvivenza economica e l'appeal internazionale.» Un'ultima battuta, Sindaco. Qual è l'appello che lancia ai suoi colleghi amministratori e ai cittadini della Penisola? «L'appello è alla coesione. Gli ecosistemi non riconoscono i confini comunali, il mare che bagna Vico Equense è lo stesso che bagna Massa Lubrense o Sorrento. Abbiamo il dovere di tutelarlo insieme, superando i campanilismi e remando tutti verso un'unica direzione. Solo uniti possiamo fare della Penisola Sorrentina un modello globale di turismo sostenibile e protezione ambientale.»

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