lunedì 19 ottobre 2026

Vico Equense, sequestrata rete "fantasma" di 400 metri allo Scoglio della Tartaruga: pericolo per navigatori e fauna marina

Vico Equense - Un potenziale pericolo per la navigazione e una minaccia silenziosa per l'ecosistema marino sono stati sventati nel weekend lungo il litorale della Penisola Sorrentina. Durante le attività di vigilanza e polizia marittima, i militari della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia hanno individuato e rimosso una maxi rete da posta abusiva, posizionata sottocosta da ignoti nelle acque di Vico Equense, a ridosso del celebre “Scoglio della Tartaruga”. L'attrezzo da pesca, lungo circa 400 metri, è risultato completamente privo di contrassegni identificativi e non segnalato in superficie. Una condizione di totale irregolarità che lo rendeva invisibile e altamente pericoloso per le imbarcazioni in transito, per i bagnanti e per gli operatori subacquei impegnati nella zona. I guardiacoste hanno provveduto a salpare l'intera rete – fortunatamente ancora priva di catture al momento del ritrovamento – ponendola sotto sequestro. La normativa italiana ed europea parla chiaro: la pesca sportiva effettuata con reti da posta è espressamente vietata dalla legge. Anche qualora l'attrezzo fosse stato calato da pescatori professionisti, l'operazione sarebbe comunque risultata del tutto irregolare. In base al Regolamento (UE) N. 404/2011 (normativa d'attuazione del regime di controllo comunitario sulla pesca), le reti professionali devono obbligatoriamente riportare la sigla di iscrizione e il numero di matricola dell’unità a cui appartengono. Inoltre, ogni attrezzo fisso deve essere chiaramente segnalato in mare da due boe posizionate alle estremità, così da garantirne la visibilità e la sicurezza della navigazione. L'operazione della Guardia Costiera riaccende i riflettori sul grave fenomeno delle cosiddette "reti fantasma". Questi strumenti, abbandonati o posizionati illegalmente sui fondali senza alcuna segnalazione, continuano a pescare in modo indiscriminato per anni, trasformandosi in trappole mortali per pesci, tartarughe e uccelli marini, oltre a frammentarsi nel tempo in microplastiche dannose per l'intera catena alimentare. L'intervento tempestivo degli uomini della Capitaneria di Porto ha evitato il peggio, restituendo sicurezza a un tratto di mare di altissimo pregio ambientale e turistico. Le autorità invitano tutti i cittadini, i diportisti e i subacquei a segnalare tempestivamente la presenza di boe anomale o attrezzi da pesca sospetti per tutelare l'incolumità pubblica e la salute dei nostri mari.

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