giovedì 8 ottobre 2026

Sant'Agnello Case, la storia senza fine dell'housing sociale: pignorato il complesso

L'INCHIESTA 

di Massimiliano D'Esposito - Il Mattino

Sant'Agnello - Cresce l'attesa per le motivazioni della sentenza che ha assolto tutti gli imputati dall'accusa di lottizzazione abusiva in merito all'edificazione del complesso immobiliare di housing sociale di Sant'Agnello. Lo scorso maggio la pronuncia di primo grado del tribunale che nei prossimi giorni dovrebbe rendere note le ragioni della decisione sulla base delle quali la Procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore capo Nunzio Fragliasso, valuterà se ricorrere in appello. È probabile, quindi, che il procedimento giudiziario non sia concluso, e si debba arrivare quantomeno ad un secondo giudizio. Pertanto, per i 53 assegnatari degli alloggi di via Monsignor Bonaventura Gargiulo, la querelle potrebbe non essere ancora arrivata al capolinea. Con il fiato sospeso soprattutto i 38 nuclei familiari che già da cinque anni occupano gli appartamenti non disponendo di diverse soluzioni abitative. Nel frattempo bisogna fare i conti anche con altri problemi. Sugli edifici grava il pignoramento richiesto dall'avvocato Valerio Ricciardi, legale di alcuni degli aggiudicatari, che chiedeva la risoluzione del contratto e la restituzione della caparra per inadempimento da parte della Shs - la società che ha realizzato gli immobili - o, in subordine, per impossibilità sopravvenuta. I giudici civili di primo grado, nel 2024, avevano accolto la domanda, condannando l'impresa a restituire a ciascuno dei ricorrenti una somma tra 60mila e 154mila euro, pari al valore dell'anticipo che gli assegnatari avevano versato senza poter avere accesso alle case.

 

Sul presupposto di quella sentenza di primo grado ed in attesa dell'appello, poiché Shs non ha versato finora nulla ai propri clienti, il legale ha chiesto ed ottenuto il pignoramento dell'intero complesso. Ma c'è ancora un'altra spada di Damocle che grava sugli alloggi di housing sociale di Sant'Agnello. Intesa Sanpaolo ha depositato presso il tribunale di Torre Annunziata sezione Esecuzioni Immobiliari un atto d'intervento. Chiede, cioè, «di essere ammessa a partecipare alla distribuzione della somma che si ricaverà dall'esecuzione intrapresa nei confronti della Shs per la cifra di 5 milioni 120.469 euro». L'iniziativa si fonda sul presupposto che nel 2017 la società aveva sottoscritto con la Banca Prossima spa, ora del gruppo Intesa Sanpaolo, un prestito per circa 5 milioni di euro finalizzato a garantire la liquidità per avviare il progetto. Finanziamento che non è stato ancora rimborsato per cui l'istituto di credito si associa all'iniziativa intrapresa dall'avvocato Ricciardi. «Il nostro sembra un calvario infinito - spiegano alcuni assegnatari -. Speriamo di metterci tutto alle spalle quanto prima».

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