giovedì 1 ottobre 2026

Le lettere tra Filangieri e Franklin

Castello Giusso, Vico Equense
Il restauro della corrispondenza tra i due intellettuali 

di Bianca De Fazio - La Repubblica Napoli

Napoli - Ventiquattro lettere e documenti del Settecento, rimasti per oltre due secoli tra gli scaffali della biblioteca storica di Palazzo Como a Napoli (via Duomo), tornano al centro della storia che lega Napoli agli Stati Uniti. Sono le carte dello scambio tra Gaetano Filangieri e Benjamin Franklin, testimonianza di un dialogo intellettuale che attraversò l'Atlantico e toccò le origini della democrazia americana. Adesso saranno restaurate, studiate e digitalizzate, per diventare accessibili a tutti. Il progetto si chiama "Preservare le radici della libertà" e nasce dall'accordo tra il Museo Civico Gaetano Filangieri e il Consolato generale degli Stati Uniti a Napoli. Per realizzarlo, il Dipartimento di Stato americano ha stanziato 210 mila dollari attraverso l'U.S. Ambassadors Fund for Cultural Preservation, nell'edizione speciale "Freedom 250", dedicata ai 250 anni dell'indipendenza americana. Un finanziamento che consentirà un intervento di 36 mesi, da ora a settembre 2029. «Il legame fra Napoli e gli Stati Uniti è profondo, storico», dice il console generale americano Terrence Flynn. E il progetto, aggiunge, «è importante per il patrimonio culturale di entrambi i Paesi». Per gli americani Franklin è una figura centrale, mentre Filangieri «ha molto influito sul suo pensiero e dunque ha influenzato gli Stati Uniti». Anche per questo, sottolinea Flynn, le lettere qui conservate hanno un valore che va oltre la storia locale: «Sono importanti per gli italiani, ma anche per gli otto milioni di americani che visitano l'Italia ogni anno». Il carteggio racconta un rapporto nato tra il 1781 e il 1787. Franklin inviò a Filangieri le "Constitutions des Treize États-Unis de l'Amérique". L'intellettuale napoletano gli spedì i volumi della sua "Scienza della legislazione". Filangieri arrivò a chiedere di essere invitato a Filadelfia per contribuire alla costruzione della legislazione americana. Un viaggio che non avrebbe mai fatto: morì nel 1788, a soli 35 anni.

 

«È un accordo che ci riempie di orgoglio e di cui siamo molto fieri», sottolinea Paolo Jorio, direttore del Museo Filangieri. Il progetto, spiega, offre al museo «la possibilità di rappresentare l'arte, la cultura, la bellezza di un luogo non comune» e, nello stesso tempo, di restituire alla ricerca e al pubblico una parte preziosa delle sue collezioni. Il primo intervento riguarderà direttamente i documenti: analisi diagnostiche, riparazioni dei danni e nuovi contenitori per la conservazione. Parallelamente sarà potenziata la tutela della biblioteca, con controllo dell'umidità, monitoraggio ambientale, protezione dalla luce e scaffalature conservative. Poi ci sarà l'operazione digitale: le carte saranno riprodotte ad alta risoluzione e inserite in un archivio online gratuito. Saranno poi inventariati la biblioteca storica e l'archivio della famiglia Filangieri. Il progetto prevede scambi con le istituzioni americane, attività didattiche con Federico II e Accademia di Belle Arti e un documentario. Nel 2029, infine, arriverà la mostra "Le radici della libertà - Filangieri e Franklin faccia a faccia".

Nessun commento: