Vico Equense - Un filo rosso invisibile ma indistruttibile lega il passato e il presente della nostra cittadina, unendo la memoria dei nostri eroi alla generosità della comunità odierna. Attraverso le carte ingiallite dal tempo, riemerge un documento ufficiale di straordinaria importanza locale: il verbale di consegna del Monumento ai Caduti in Guerra e dei relativi atti contabili, datato 23 agosto 1928. Questo storico atto ha appena trovato un moderno e commovente seguito grazie a un nobile gesto che restituisce al monumento un pezzo fondamentale della sua identità visiva. Il documento d'archivio si apre con la solenne formula d'epoca che colloca l'evento nell'anno millenovecentoventotto, il giorno ventitré del mese di agosto, proprio all'interno della Casa Comunale. La consegna formale avvenne tra due figure chiave della Vico Equense dell'epoca. Da un lato il signor Gennaro Palescandolo, che agiva nella qualità di Presidente del Comitato Pro Monumento ai Caduti in Guerra ed era assistito dal cassiere Cavaliere Ufficiale Angelo Ferraro. Dall'altro lato il Podestà, il Cavaliere Ufficiale Giacomo Bianchi, che riceveva l'opera assistito dal Segretario Comunale. Il Comitato, dopo aver completato con successo la raccolta fondi e la gestione contabile, trasferiva così la responsabilità dell'opera finita e tutti i registri finanziari direttamente alla cittadinanza. Il verbale descrive con precisione la scelta del luogo per l'installazione, individuando un punto nevralgico e panoramico per il paese, identificato come la "Villetta dei platani" all'entrata di questa Cittadina. Questo spazio verde veniva così trasformato in un vero e proprio santuario a cielo aperto, pensato specificamente per onorare e ricordare ai posteri i figli della comunità caduti in guerra.





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