martedì 7 aprile 2026

A Sant'Agnello per la prima volta insieme il violoncellista britannico Guy Johnston e il mandolinista Michele De Martino

Mercoledì 8 aprile 2026 ore 19:30 Chiesa del SS. Sacramento e Natività di Maria Vergine 

Sant'Agnello - L’associazione inglese Nicky Thomas Media e la Fondazione Pietà de’ Turchini, con il patrocinio del Comune di Sant’Agnello, promuovono un concerto che unisce, per la prima volta, il violoncellista britannico Guy Johnston e il mandolinista Michele de Martino, eccellenza italiana, originario della Penisola Sorrentina. L’appuntamento è per mercoledì 8 marzo 2026 alle ore 19:30 presso la Chiesa del SS. Sacramento e Natività di Maria Vergine di Sant’Agnello e prevede musiche di Bach, Scarlatti e Calace. Ingresso gratuito. Il celebre violoncellista Guy Johnston si trova nel Golfo di Napoli per una serie di concerti che lo porteranno, tra le altre sedi, a La Mortella - la dimora del compositore britannico Sir William Walton a Ischia - venerdì sera, e a Palazzo Donn’Anna sabato 11 aprile alle ore 15:00. La registrazione del Concerto per violoncello di Walton, interpretata da Johnston con la Bournemouth Symphony Orchestra, sarà pubblicata il prossimo anno. Johnston ha dato avvio alla sua carriera vincendo il prestigioso concorso BBC Young Musician of the Year, distinguendosi anche per aver memorabilmente rotto una corda del violoncello durante la finale televisiva. È Professore di violoncello presso la Royal Academy of Music, Direttore Artistico dell’Hatfield House Chamber Music Festival e sostiene attivamente diverse associazioni benefiche. Ha inciso numerosi album, tra cui Tecchler’s Cello: from Cambridge to Rome, ed è attualmente impegnato nella registrazione di una serie di concerti britannici per violoncello. Michele de Martino, nato nel 1976, si è diplomato con il massimo dei voti e la lode in mandolino presso il Conservatorio “C. Pollini” di Padova sotto la guida di Ugo Orlandi e successivamente ha conseguito, sempre con massimo dei voti e lode, la specializzazione “ramo concertistico” di II livello al Conservatorio di Napoli con un concerto interamente dedicato a J. S. Bach con strumenti a plettro storici; ha inoltre, nell’anno 2002, conseguito il diploma di pianoforte. È risultato vincitore del 1° premio assoluto al concorso nazionale per giovani musicisti indetto dall’Ass. Mus. “Napolinova”.

 

Sorrento. Appalto per le bandiere in piazza Tasso, il 13 aprile la scadenza

Il progetto prevede l’affidamento della fornitura e della posa in opera per la sostituzione integrale delle attuali strutture 

Sorrento - E' fissata per il 13 aprile prossimo la scadenza del bando per l'appalto di affidamento della fornitura e della posa in opera delle bandiere da ricollocare nella centralissima piazza Tasso, a Sorrento. Un vero e proprio simbolo della città del Tasso la cui rimozione era stata resa necessaria dall'esito negativo delle verifiche strutturali effettuate sul fabbricato che sorregge i pennoni, addossati alla balaustra che affaccia su via Luigi De Maio e che sovrastano la scalinata e la strada che conducono al porto di Marina Piccola. I tecnici del Comune di Sorrento, a seguito di vari sopralluoghi, hanno infatti valutato l'impossibilità di collocare le bandiere nella posizione originaria, per ragioni legate alla salvaguardia della pubblica incolumità. Il progetto di istallazione prevede quindi una soluzione che contemperi da un lato le esigenze di sicurezza e dall'altro la compatibilità dal punto di vista estetico. L'obiettivo è di armonizzare l'impatto visivo sull'area di piazza Tasso con i vincoli legati ai passaggi pedonali e alle prescrizioni indicate dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Tuttavia, l'amministrazione comunale si riserva di procedere a modifiche in corso d’opera, in accoglimento ed in considerazione delle varie segnalazioni e suggerimenti pervenuti.

DMO in Penisola Sorrentina: visione strategica o corsa ai fondi?

Penisola sorrentina - Il dibattito sulle Destination Management Organization (DMO) ha travolto in queste settimane la Penisola Sorrentina, diventando improvvisamente il fulcro del discorso politico e turistico locale. Tuttavia, l’accelerazione impressa al processo solleva un interrogativo di fondo: si sta costruendo un reale strumento di governo del territorio o si sta semplicemente rincorrendo l’ennesima opportunità di finanziamento regionale? La scelta della Regione Campania di premiare i territori dotati di DMO ha innescato una vera e propria corsa alla costituzione di queste strutture. Il rischio, però, è che si tratti di un’operazione più formale che sostanziale. La Penisola Sorrentina non è una destinazione qualunque; è un ecosistema complesso e fragile che da anni combatte con criticità strutturali: sovraffollamento, pressione insostenibile sui servizi, perdita d’identità e una cronica mancanza di programmazione condivisa tra i vari comuni. In questo contesto, una DMO potrebbe essere la soluzione, ma solo a patto di non essere ridotta a una semplice sigla su carta per intercettare risorse. Una DMO efficiente deve governare, pianificare e coordinare, mettendo a sistema comuni, operatori e categorie professionali. Senza una governance chiara e un coinvolgimento reale degli attori locali, il rischio è di creare un "contenitore vuoto". Il punto politico sollevato da Rosario Lotito è netto: una struttura priva di competenze adeguate e di una strategia di lungo periodo non produrrà alcun cambiamento reale.

Incertezza sul voto a Sorrento: l'appello di Ferdinando Pinto contro il silenzio e il rischio commissariamento

Ferdinando Pinto
Sorrento - Un grido d’allarme che è, allo stesso tempo, una richiesta di democrazia. Ferdinando Pinto, candidato alla carica di Sindaco, rompe il silenzio che avvolge il futuro amministrativo della città del Tasso con un intervento diretto e privo di giri di parole. Al centro della questione, l’incertezza che regna sovrana sulla possibilità per i cittadini di tornare alle urne nella prossima tornata elettorale. Pinto non usa mezzi termini nel definire "incredibile" il limbo in cui si trova Sorrento. Il cuore della sua riflessione non è la polemica politica, ma il destino operativo di una città che vive di programmazione turistica e opere pubbliche. “Si stanno attivando tutti i canali per avere una risposta”, spiega Pinto, sottolineando come l’attesa stia logorando il tessuto sociale e civile della comunità. Secondo il candidato, la città ha bisogno di voltare pagina, ma per farlo deve poter esercitare il diritto fondamentale di scegliere i propri rappresentanti. Il timore espresso è quello di una comunità spaccata tra chi vede nel commissariamento una via d'uscita e chi, invece, teme il "marchio infamante" e il prezzo altissimo che un lungo stop amministrativo comporterebbe per l'economia e l'immagine internazionale di Sorrento. Uno dei passaggi più duri dell’intervento di Pinto riguarda il comportamento degli altri aspiranti alla poltrona di primo cittadino. “Mi colpisce il silenzio degli altri candidati”, scrive Pinto, accusando gli avversari di nascondersi dietro calcoli politici e di restare "alla finestra" in attesa di eventi, anziché metterci la faccia in un momento così delicato.

 

Vico Equense, stretta sulle multe non pagate: al via il recupero coattivo per oltre 730mila euro

Vico Equense - Il Comune di Vico Equense accelera sulle procedure di riscossione delle sanzioni pecuniarie legate alle violazioni del Codice della Strada. Con una recente determinazione dirigenziale (la numero 124 firmata dalla responsabile del Settore Polizia Locale, dottoressa Marta Sodano), l’Ente ha dato il via libera formale alla formazione dei ruoli per il recupero forzoso delle multe non oblate relative agli anni 2023 e 2024. Il carico complessivo che il Comune punta a recuperare ammonta a 730.679,19 euro. La lista di carico è composta da quasi 7.500 articoli suddivisi tra sanzioni principali e oneri accessori. Nello specifico: 664.483,62 euro riguardano le sanzioni vere e proprie; 66.195,57 euro sono relativi alle spese di procedimento e maggiorazioni. L’atto recepisce le novità introdotte dalla recente riforma nazionale della riscossione (D.Lgs. n. 110 del 29 luglio 2024). In un’ottica di efficientamento e per evitare costi di riscossione superiori al credito stesso, il Comune ha applicato l’innalzamento della soglia minima a 30,00 euro: al di sotto di tale importo, non si procederà all'accertamento coattivo. La gestione operativa della riscossione resta in mano alla GESET spa, società che già gestisce i tributi minori per conto del Comune di Vico Equense. Il servizio, originariamente in scadenza nel 2023, è stato prorogato per garantire la continuità amministrativa e permettere il completamento delle procedure di recupero entro i termini di prescrizione (fissati in cinque anni dalla notifica del verbale). L'approvazione delle liste di carico rappresenta un atto puramente gestionale, necessario affinché le previsioni di bilancio si trasformino in entrate "certe, liquide ed esigibili".

Costiera, tante presenze ma vincono gli ingorghi «Gallerie e svincoli in tilt»

I DATI 

di Massimiliano D'Esposito - Il Mattino 

Sorrento - Il turismo non tradisce Sorrento, ma non mancano i problemi. Nonostante le tensioni internazionali stiano avendo pesanti ricadute sull'economia globale, soprattutto in riferimento ai costi energetici, il comparto dell'accoglienza in Costiera continua a tirare. Lo confermano i flussi registrati durante le feste di Pasqua che hanno garantito buone percentuali di riempimento di hotel e strutture extralberghiere, sebbene il sold out sia stato solo sfiorato. Il meteo incerto fino alla vigilia e le difficoltà per i voli dai Paesi asiatici verso l'Europa a causa della guerra in Medio Oriente hanno frenato le prenotazioni. Anche quello statunitense, uno dei principali mercati per il comprensorio sorrentino, nelle ultime settimane fa segnare una contrazione. Tagli solo in parte compensati dagli arrivi di italiani e turisti del Vecchio Continente che hanno preferito evitare viaggi a lungo raggio proprio in considerazione dei conflitti in corso. Alla fine del primo ponte festivo del 2026 il bilancio è comunque positivo, soprattutto in vista della stagione estiva. Ma non mancano le note dolenti. 

INCUBO TRAFFICO 

Caso sanità a Vico, Cannavacciuolo scuote le istituzioni: "Basta risposte nebulose"

Michele Cannavacciuolo
Vico Equense - Oggi il mondo celebra la Giornata Internazionale della Salute. Si parla di prevenzione, di equità, di diritti universali nati nel solco dell’OMS del 1948. Ma mentre i palazzi istituzionali si riempiono di slogan e buoni propositi, a Vico Equense la salute non si festeggia: si aspetta. L’atto d’accusa di Michele Cannavacciuolo, del comitato la Tutela dei diritti dei cittadini, è un proiettile di realtà che squarcia il velo della retorica celebrativa. La domanda che pone è brutale nella sua semplicità: “A che serve un’ambulanza senza medico?”. È il paradosso del simulacro: abbiamo i mezzi, abbiamo le carrozzerie, abbiamo persino la sosta H24 che costa — per citare un “altissimo funzionario” — un “fottio di euro”, ma non abbiamo la sostanza. Abbiamo l’involucro, ma non l’anima. Il diritto alla salute nella Penisola Sorrentina sembra essere scivolato in un limbo burocratico fatto di “nebulose risposte”. Da un lato, il miraggio dell’Ospedale Unico di Sant’Agnello, un progetto che per molti appare come l’“irrealizzabile” utile solo a muovere decine di milioni di euro in commesse; dall’altro, lo smantellamento silenzioso del presidio De Luca e Rossano e la sordità cronica verso le richieste di un punto di primo soccorso a Moiano. C’è un cinismo di fondo che emerge dalle parole di Cannavacciuolo: l’idea che il cittadino, il “popolino”, sia diventato un costo da gestire invece che un diritto da tutelare. La politica locale e regionale sembra più interessata ai flussi di ossigeno finanziario — tra Terna, Tordigliano e il Faito — che al respiro affannato di chi, in emergenza, non sa a quale porta bussare. La diagnosi è infausta: la credibilità delle istituzioni è ai minimi storici, tanto che persino la protesta, il sit-in permanente, è stato abbandonato per sfinimento. Non si smette di lottare perché tutto va bene, ma perché il muro di gomma delle risposte vaghe ha prosciugato la speranza. In questa Giornata della Salute, Vico Equense ci ricorda che la sanità non è fatta di bilanci in pareggio o di grandi opere futuristiche, ma di presidi che funzionano qui e ora. Un’ambulanza vuota è il monumento allo spreco; un ospedale senza pronto soccorso è un tradimento del patto sociale. Se la salute è un diritto, allora non può avere il prezzo di un “fottio di euro” buttati nel vento mentre i cittadini restano a terra.

Il Faito torna a rivivere

 

Sciccherie: il cuore di Vico Equense batte nel quartiere Coppedè

Roma - C’è un filo invisibile, profumato di Provolone del Monaco e conserve artigianali, che unisce la Penisola Sorrentina al cuore monumentale di Roma. Questo filo approda in via Dalmazia, dove Sciccherie ha trasformato il concetto di "bottega sotto casa" in un’ambasciata del gusto campano nel quartiere Coppedè. Dietro il bancone di Sciccherie c’è un volto e, soprattutto, una voce che non lascia dubbi sulle sue origini. Colomba Savarese porta con sé la parlata autentica e il sapere gastronomico di Vico Equense, cittadina celebre per l'altissima densità di eccellenze culinarie. La sua non è un’improvvisazione: fino al 2013 Colomba è stata tra le fila de "La Tradizione", storica boutique di Vico che rappresenta l'Olimpo dei formaggi e dei salumi. Quella dimensione — un mix perfetto tra bottega di lusso, vineria e ristorazione — è rimasta per lei l'ideale da perseguire. Trasferitasi nella Capitale, ha inaugurato Sciccherie nel 2019 con una missione chiara: "Portare a Roma i più interessanti esempi artigianali della mia zona". Dimenticate le formalità dei ristoranti classici. Da Sciccherie il protagonista è il bancone, dove ci si siede tra scaffali colmi di chicche enogastronomiche per assistere a una danza di sapori. Qui la spesa diventa pasto: i prodotti selezionati da Colomba — dai latticini freschi ai salumi rari — vengono trasformati in cucina espressa. Non è solo un tagliere, ma un racconto del territorio campano costruito intorno a piatti cucinati al momento, che attingono direttamente dalla dispensa del negozio. La selezione non si ferma al cibo. La vineria è un viaggio tra etichette artigianali, piccoli produttori e vini naturali scelti per dialogare con i prodotti in vendita. Ogni calice è pensato per accompagnare le specialità artigianali che Colomba scova personalmente, mantenendo intatto quel legame con la qualità estrema appresa negli anni sorrentini. In un quartiere raffinato come il Coppedè, Sciccherie rappresenta un’anomalia felice: un luogo dove l’eleganza dell’offerta incontra la schiettezza dell’accoglienza campana. Entrare qui significa varcare il confine tra Lazio e Campania, guidati dalla passione di chi ha saputo trapiantare il meglio di Vico Equense all'ombra dei palazzi Liberty di Roma.

lunedì 6 aprile 2026

Trent’anni di passi e di fede: Vico Equense si prepara al pellegrinaggio giubilare verso Pompei

Vico Equense - Ci sono cammini che misurano distanze e cammini che misurano la devozione di un intero popolo. Quello che lega Vico Equense al Santuario di Pompei compie quest’anno un traguardo storico: trent’anni di storia, preghiera e sacrificio. Era il 1994 quando un piccolo gruppo di fedeli, guidati dall’intuizione e dal fervore di Giuseppe Celentano, decise di mettersi in marcia. Quello che allora era un gesto semplice e silenzioso è diventato oggi una tradizione radicata, capace di unire il centro cittadino alle frazioni collinari in un unico, grande abbraccio di fede. In questi tre decenni, il numero dei pellegrini è cresciuto costantemente. Lungo la strada, la fatica si è sempre trasformata in solidarietà, grazie anche al supporto instancabile della Croce Rossa Italiana, presenza costante che garantisce assistenza e sicurezza ai partecipanti durante la lunga notte di cammino. Per onorare questo anniversario, la comunità si ritroverà per un momento di riflessione e gratitudine martedì 30 aprile, alle ore 19:00, presso la Chiesa Parrocchiale dei Santi Ciro e Giovanni. Sarà l'occasione per ripercorrere, anche attraverso una piccola intervista commemorativa, i momenti più significativi di questi trent’anni, chiudendo l'incontro con un momento di convivialità e un rinfresco. Il cuore dell'evento batterà però nella notte tra il 2 e il 3 maggio. Il pellegrinaggio a piedi prenderà il via con due appuntamenti per permettere a tutti di aggregarsi. Ore 22:30: partenza dal Bivio ex Ristorante Massa (Moiano) per i pellegrini provenienti dalle zone alte. Ore 00:00: partenza dalla Stazione di Vico Equense, punto di raccolta principale per dirigersi verso la Basilica della Vergine del Rosario. L'intera cittadinanza è invitata a partecipare o a unirsi spiritualmente a questo cammino che, dopo trent'anni, continua a illuminare il percorso di fede di tanti cittadini, dimostrando come una piccola scintilla di devozione possa trasformarsi in un fuoco che scalda il cuore di una comunità intera.

Faito: il peso di un anniversario senza ancora una verità

Castellammare / Vico Equense - Esistono date che si imprimono nella memoria di una comunità come cicatrici profonde, segni indelebili di un prima e di un dopo. Il 17 aprile è una di queste. A un anno esatto dalla tragedia della funivia del Monte Faito, il silenzio che avvolge i piloni d’acciaio e le stazioni silenziose non è solo un segno di lutto, ma un monito che interroga le coscienze. Ricordare, oggi, non può essere un semplice esercizio di retorica o una deposizione rituale di corone di fiori. Il modo migliore per onorare le quattro vite spezzate in quel tragico pomeriggio del 2025 è pretendere la trasparenza. Come emerso dalle cronache e dai documenti dell'inchiesta, il dibattito si è subito incagliato tra rassicurazioni su "verifiche regolari" e l’evidenza brutale di una fune traente che si è spezzata. Un anno dopo, le famiglie delle vittime e l'unico sopravvissuto attendono ancora risposte definitive. L’inchiesta che vede coinvolti vertici e dipendenti dell’EAV non è solo una pratica giudiziaria da sbrigare nelle aule di tribunale – con la prossima udienza fissata per il 7 maggio 2026 – ma è un debito morale che le istituzioni hanno verso il territorio. Non si può accettare che un’eccellenza del trasporto turistico, un gioiello che collega il mare alla montagna, si trasformi in una trappola mortale per un cedimento strutturale. Se la "grande famiglia" dell’azienda dichiara di non aver mai risparmiato sulla sicurezza, allora la verità deve emergere con la stessa forza di quel cavo che ha ceduto.

 

Sold out nella penisola Sorrentina a Pasqua e Pasquetta

Federalberghi: “dati positivi, segnale chiaro e incoraggiante per l'estate” 

Penisola sorrentina - Pasqua e Pasquetta con il tutto pieno a Sorrento e i centri vicini, da Vico Equense a Massa Lubrense, da Agerola e alla Costiera amalfitana. "Con il sole di questi giorni abbiamo registrato un ottimo affluenza - fa sapere Peppe Aversa del ristorante stellato il Buco - siamo ottimisti per la stagione estiva, Sorrento piace sempre". Turisti italiani e europei, per lo più, che hanno prenotato anche a ridosso delle festività. Pieni tutti i ristoranti stellati come il Lorelei, con Ciro Sicignano ai fornelli. Ma anche pizzerie e altri ristoranti senza stelle, da Basilico Italia a il Canonico, dal Parruchiano a L'Antica Trattoria. E con questi risultati circola una ventata di ottimismo che sta contagiando gli operatori. Un movimento turistico che lascia intravedere segnali più che incoraggianti per l'avvio della stagione. Gli alberghi registrano tassi di occupazione elevati. Le presenze si concentrano soprattutto tra Sorrento e i comuni limitrofi, con flussi costanti sin dal venerdì santo, la vigilia di Pasqua e un ulteriore incremento in questa giornata di Pasquetta. A fotografare il momento è il presidente di Federalberghi Penisola Sorrentina, Costanzo Iaccarino.

 

Quando lo Stato abdica: il deserto della sanità tra "scaricabarile" e solitudine

di Giuseppe d'Esposito

Vico Equense - Esiste un momento preciso in cui il patto tra cittadino e Stato si rompe: è il momento in cui la fragilità di un malato incontra il muro di gomma della burocrazia sanitaria. Non succede nei grandi convegni sulla medicina del futuro, ma nelle case dei cittadini, di notte o nei giorni festivi, quando la malattia — che non conosce calendario — decide di bussare alla porta. L’esperienza della "Continuità Assistenziale", quella che un tempo chiamavamo con fiducia Guardia Medica, si sta trasformando troppo spesso in un esercizio di retorica sbrigativa. Un invito telefonico a comporre il 118 che sa di resa, uno scaricabarile della responsabilità che trasforma una necessaria visita domiciliare in un miraggio lontano. È il rimpallo delle competenze che lascia il malato e i suoi familiari in un limbo di incertezza. Ma il paradosso raggiunge il suo apice quando, alla chiamata d'emergenza, risponde un’ambulanza "demedicalizzata". A bordo troviamo soccorritori encomiabili, professionisti della dedizione, che si scontrano però con un limite legislativo invalicabile: non possono prescrivere farmaci, non possono formulare diagnosi complesse, non possono somministrare terapie. Sono braccia coraggiose a cui è stata sottratta la "mente clinica" necessaria nel momento del bisogno. Il passaggio più lacerante, tuttavia, non è tecnico, ma etico. Quando un soccorritore, stretto tra le carenze del sistema e l'urgenza del momento, chiede al familiare: "Che facciamo? La portiamo in ospedale o la tiene qui?", sta compiendo un atto di violenza involontaria. Sta delegando a un figlio, a un marito, a una moglie, una scelta che non spetta a loro.

 

Pasquetta sul Monte Faito: tra sicurezza, tecnologia e amore per la natura

Distribuzione buste
Vico Equense - Il Lunedì in Albis sul Monte Faito non è solo una tradizione, è un rito collettivo che quest’anno si tinge di verde e di civiltà. Con il claim "Rispetta il Faito, abbraccia la natura", l’amministrazione comunale, attraverso le parole dell’ex assessore Vincenzo Cioffi, lancia un appello che unisce l'accoglienza calorosa al rigore della tutela ambientale. Dopo l'entusiasmo suscitato dal ritorno del trenino storico, la montagna simbolo dei Lattari si prepara a gestire il grande afflusso dei visitatori con un dispiegamento di forze senza precedenti. "Vogliamo che sia una giornata di festa serena", spiega Cioffi, sottolineando come la tecnologia quest'anno sarà al servizio della sicurezza: oltre al presidio costante delle Forze dell’Ordine, l'intera area sarà monitorata da sistemi di videosorveglianza attiva e dal supporto aereo dei droni, pronti a intervenire in caso di necessità. La tranquillità delle famiglie è al centro del piano operativo. Per garantire assistenza immediata, è stato predisposto un punto di Pronto Soccorso Alpino dedicato, affiancato da un presidio sanitario pronto a gestire ogni eventuale emergenza medica, permettendo ai turisti di godersi il panorama in totale serenità. Il Faito è un tesoro fragile che va protetto con gesti concreti. Per questo motivo, il personale sarà impegnato lungo i sentieri e nelle aree di sosta per la distribuzione di sacchetti per i rifiuti. L’obiettivo è chiaro: non lasciare tracce del passaggio umano. I punti di distribuzione e raccolta differenziata sono stati strategicamente dislocati.

 

Moiano: il grido di pace dei bambini nelle lettere ai fabbricanti d'armi

Vico Equense - Sabato 11 aprile 2026, alle ore 18:30, Moiano ospiterà un appuntamento di profonda caratura etica e sociale. L'associazione "La Casa di Tutti ETS", in sinergia con la libreria Ubik, presenterà il libro “Lettere dei bambini ai fabbricanti di armi”, un’opera necessaria che dà voce all’innocenza violata nei teatri di guerra più caldi del pianeta, da Gaza all’Ucraina. L'incontro non sarà una semplice presentazione editoriale, ma una vera testimonianza collettiva. I bambini delle Parrocchie di Moiano, Arola e Ticciano, insieme ai ragazzi dell’associazione “Oltre il guscio”, presteranno le proprie voci per leggere alcuni estratti del volume. Sarà un momento di "disarmo della parola", dove lo sguardo puro dell'infanzia metterà a nudo le contraddizioni degli adulti, trasformando il racconto del dolore in un appello universale alla coscienza civile. La serata vedrà l'eccezionale contributo, in collegamento da remoto, di Arnoldo Mosca Mondadori, co-autore del libro insieme ad Anna Pozzi e Cristina Castelli. L'introduzione sarà curata da Salvatore Buonocore e Margherita Celentano, mentre a moderare il dibattito sarà Giovanna Starace della libreria Ubik di Vico Equense. Il volume riunisce lettere, racconti e disegni provenienti da Gaza, Ucraina, Repubblica Democratica del Congo, Myanmar e Sud Sudan, offrendo uno sguardo autentico sulla quotidianità dei più piccoli nei territori colpiti dai conflitti. Oltre ai testi dei bambini, il libro include materiali di approfondimento per educatori e insegnanti, schede geopolitiche e un’appendice con riproduzioni anastatiche dei disegni originali. Il cuore dell'opera risiede nel coraggio di interpellare direttamente chi produce strumenti di morte: le domande dei bambini, nella loro estrema semplicità, diventano quesiti filosofici e morali ineludibili. È un invito a fermarsi e ad ascoltare chi non ha responsabilità nei conflitti ma ne paga il prezzo più alto, proponendo un cammino di empatia per provare a costruire, insieme, una cultura della non-violenza.

Associazione Oltre il Guscio: Susi Di Martino è la nuova Presidente

Vico Equense - Con il calore tipico di un momento di festa e la serenità della Pasqua, l’Associazione Oltre il Guscio ha ufficializzato il passaggio di testimone alla guida della propria realtà. Un annuncio che segna l’inizio di un nuovo capitolo per questa "piccola grande famiglia", da sempre impegnata sul territorio con dedizione e cuore. La carica di Presidente viene affidata a Susi Di Martino, che assume la guida dell’Associazione con l’obiettivo di proseguire nel solco dei valori fondanti del gruppo. La nomina di Di Martino rappresenta una scelta di continuità e, allo stesso tempo, un rinnovato slancio verso i traguardi futuri, mantenendo sempre l’attenzione rivolta agli scopi sociali e di solidarietà che caratterizzano "Oltre il Guscio". Il direttivo e i soci hanno voluto dedicare un pensiero di profonda gratitudine ad Anna Alvino. Durante il suo mandato, Alvino ha messo a disposizione dell’Associazione tempo, energie e una dedizione instancabile, risultando determinante per la crescita e il consolidamento della struttura negli ultimi anni. Il suo impegno viene celebrato come l’esempio di chi ha saputo costruire una realtà solida e unita. Nonostante il cambio della guardia, l’anima di "Oltre il Guscio" resta immutata. L’Associazione riparte con la determinazione di sempre, confermando la volontà di operare in modo corale. "Sempre uniti, con il cuore e con lo stesso obiettivo" resta il motto che guiderà la nuova presidenza e tutti i collaboratori nelle prossime sfide.

domenica 5 aprile 2026

Pasquetta sul Faito tra speranza e ostacoli: Vico risponde col trenino, Castellammare riscopre le radici

Vico Equense / Castellammare di Stabia - Un Monte Faito a "mezzo servizio" si prepara ad accogliere l'invasione della Pasquetta. Nonostante le presenze registrate già nella giornata di oggi, la montagna simbolo dei Lattari vive un paradosso logistico: se gli operatori restano fiduciosi in un "sold out", l'assenza della funivia pesa come un macigno sull'economia del comprensorio. Ma se il versante stabiese punta sui riti a valle, Vico Equense gioca la carta dell'intrattenimento in quota. Senza lo storico collegamento aereo da Castellammare, l'unica via d'accesso resta la strada che sale da Vico Equense. Un percorso che, tra traffico e tempi lunghi, scoraggia molti visitatori. Per contrastare questo "disincentivo", l'amministrazione di Vico Equense ha lanciato l'iniziativa dedicata alle famiglie "Vivi la Pasqua a Monte Faito". Già oggi è stato attivo un trenino turistico gratuito: un’avventura pensata per i "piccoli ospiti" tra i boschi secolari, nel tentativo concreto di rendere la salita in auto meno pesante e trasformare la permanenza in vetta in un'esperienza magica per i bambini, tra panorami mozzafiato e cucina tipica. Castellammare, d'altro canto, prova a trattenere i flussi turistici "di prossimità" rispolverando le sue tradizioni storiche, grazie alla sinergia tra il Comitato Identità Stabiane, le parrocchie e l'amministrazione comunale.

 

Vico Equense, l’augurio del PD: "Pasqua sia forza per reagire al buio dei nostri tempi"

Vico Equense - In un momento storico segnato da profonde incertezze, il Circolo del Partito Democratico di Vico Equense ha diffuso un messaggio di auguri che invita alla riflessione profonda, andando oltre la semplice celebrazione religiosa. Il comunicato esordisce con un’analisi lucida del presente: una Pasqua che, nel celebrare la vittoria della vita, potrebbe sembrare quasi "fuori luogo" di fronte alla "tragedia e alla cupezza dei nostri tempi". Guerre, ingiustizie e una preoccupante incapacità di dialogo sembrano infatti gettare un'ombra densa sul nostro quotidiano." Il nostro presente sembra ancora più perso nell'ombra dell'odio e della contrapposizione", si legge nella nota del circolo cittadino. Eppure, proprio in questa oscurità, il PD locale richiama la comunità a un impegno collettivo: non farsi schiacciare dal pessimismo. L'augurio si trasforma in un appello politico e sociale: trovare le energie necessarie per modificare la realtà nel nome del bene e del giusto. La rinascita non è vista come un evento passivo, ma come un obiettivo da perseguire con determinazione. "Non dobbiamo perdere la speranza" – continua il messaggio – "ma reagire per orientare i nostri giorni verso una nuova vita". Un invito a non rassegnarsi mai, ricordando che la storia dell’umanità, pur conoscendo momenti di morte e dolore, ha sempre in sé il seme della rinascita. Il Circolo PD di Vico Equense conclude il suo intervento con un augurio sincero rivolto a ogni singolo cittadino, auspicando che questa festività possa davvero rappresentare il punto di partenza per una ritrovata fiducia nel futuro e nella forza del dialogo.

Primavera a Vico Equense: i primi tuffi all'ombra dell'Annunziata

Vico Equense - Mentre il calendario segna l'inizio della bella stagione, la Penisola Sorrentina si risveglia con colori vividi e un sole che invita già a vivere il mare. A Vico Equense, la spiaggia di Seiano (Marina di Equa) è diventata oggi il palcoscenico perfetto per chi non ha saputo resistere al richiamo dell'acqua cristallina. Ciò che rende questo tratto di costa indimenticabile è lo sguardo che si volge verso l'alto: incastonata sulla roccia a strapiombo, la Chiesa della Santissima Annunziata osserva silenziosa i bagnanti. Con la sua facciata rosa e il campanile che sfida la gravità, è considerata una delle chiese più scenografiche d'Italia, un simbolo iconico che fonde spiritualità e natura selvaggia. L'atmosfera sulla spiaggia è quella tipica delle domeniche di primavera. La caratteristica sabbia scura di origine vulcanica trattiene il calore del primo sole, offrendo un rifugio perfetto per chi cerca relax lontano dalla calca estiva. L'acqua, ancora fresca ma invitante, regala quell'energia che solo il primo bagno dell'anno sa donare. Dalla riva, lo sguardo spazia su tutto il Golfo di Napoli, con il Vesuvio che sorveglia l'orizzonte in lontananza. Vico Equense si conferma così non solo una perla gastronomica della regione, ma una destinazione d'eccellenza per chi cerca un contatto autentico con il mare, tra storia, bellezza architettonica e la libertà di una spiaggia aperta a tutti.

Costiera baciata dal meteo record di turisti last minute

Superate le incertezze del maltempo Aprono anche gli stabilimenti balneari 

GLI ARRIVI 

di Massimiliano D'Esposito - Il Mattino 

Sorrento - Solo pochi giorni fa le immagini del Vesuvio imbiancato dalla neve hanno fatto il giro del web, ma appena il sole è tornato a splendere e le temperature si sono anche solo lievemente alzate, i centralini degli alberghi di Sorrento e dintorni hanno preso a lavorare a pieno ritmo per soddisfare le richieste dei tanti vacanzieri ansiosi di trascorrere la Pasqua fuori casa. «Registriamo un buon numero di prenotazioni, soprattutto da parte del turismo italiano e di prossimità, con segnali incoraggianti anche dal mercato estero», evidenzia Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Campania e Penisola Sorrentina. Ospiti che in questi giorni hanno preso d'assalto anche le strutture extralberghiere. A fare da richiamo soprattutto i riti e le tradizioni della Settimana Santa che in Costiera assumono connotati particolarmente suggestivi. Le processioni degli incappucciati che di notte si snodano lungo le strade illuminate solo dalle torce e dalle lanterne nel più assoluto e mistico silenzio attirano appassionati da ogni angolo del mondo. Oggi e domani, invece, saranno giornate all'insegna dello svago e del relax. 

I DATI 

Pasta e fagioli con le cozze di Peppe Guida

 

Il "Galateo del Tag": tra gratitudine istituzionale e autocelebrazione social

Vico Equense - C’è un rituale che, puntuale come il caffè del mattino, invade le bacheche Facebook all'indomani di ogni evento pubblico: è la "Sindrome del Ringraziamento Incrociato". Funziona così: finisce un evento e, prima ancora che gli operai abbiano smontato il palco, scatta il rito collettivo del post social. Il formato è standard, quasi liturgico. Una foto di gruppo in cui tutti sorridono con la postura di chi ha appena salvato il pianeta, accompagnata da una lista della spesa che farebbe impallidire un elenco telefonico. “Un ringraziamento di cuore al Sindaco per la visione, all’Assessore X per la dedizione, al Consigliere Y per il supporto costante, alla ditta Z per la professionalità…”. Siamo di fronte a un vero e proprio ecosistema dell'incenso. Una bolla in cui la politica locale smette di parlare ai cittadini e inizia a parlare a se stessa. È il trionfo dell’autoreferenzialità: ci si scambia pacche sulle spalle virtuali, si collezionano "like" dai rispettivi staff e ci si convince che il mondo stia applaudendo. Ma fuori da quella bolla, il cittadino medio che guarda il post prova un misto di noia e irritazione. Perché questi post sono così onnipresenti? La risposta è semplice: paura dell'invisibilità. In un'epoca in cui se non lo pubblichi non esiste, il ringraziamento pubblico non è un atto di cortesia, è una marcatura del territorio. Dimenticare un collega in un tag è un atto di guerra diplomatica, un affronto che può gelare i rapporti in giunta per settimane. Il post diventa quindi un’assicurazione sulla vita politica: “Ti taggo così tutti sanno che facevo parte della squadra (anche se ho solo tagliato il nastro)”. La sostanza dell’evento passa in secondo piano. Non importa se la piazza era vuota, se il traffico è impazzito o se i costi sono stati esorbitanti: l’importante è che la foto di gruppo sia venuta bene e che i tag siano corretti.


sabato 4 aprile 2026

Vigilia di Pasqua tra giochi e attività ricreative a Villa Fiorentino

Sorrento - Una splendida mattinata vissuta all'aria aperta. I tantissimi bambini che stamani hanno raggiunto Villa Fiorentino, nel cuore di Sorrento, hanno avuto modo di trascorrere qualche ora all'insegna del gioco e del divertimento in un'ambiente salubre e lontani dal traffico e dallo smog. Ad accoglierli hanno trovato il Gran Coniglio pasquale ed il suo staff di collaboratori. Moltissime le foto ed i selfie scattati dai genitori che hanno approfittato della bella giornata di sole per godere di un po' di relax in un tipico agrumeto sorrentino. Per i più piccoli, arrivati dall'intera penisola sorrentina e non solo, giochi ed attività ludiche con gli animatori, ma anche laboratori creativi, la manipolazione di palloncini e bolle di sapone. Il momento clou della manifestazione organizzata e curata dalla Fondazione Sorrento è stato senza dubbio quello del la “Caccia alle uova” ed alle sorprese che contenevano, nel verde del giardino e del parco agricolo della splendida dimora del corso Italia. Al termine della mattinata di svago tutti felici di tornare a casa a prepararsi per la Pasqua. 

Vico Equense: quel "relitto" dell'acqua che grida vendetta

Via Nicotera, Vico Equense
C’è un’immagine che, più di mille discorsi in Consiglio Comunale, fotografa lo stato di salute della gestione dei beni comuni a Vico Equense: è il relitto della Casa dell’Acqua di via Nicotera

Vico Equense - Un simulacro di degrado, assediato da sterpaglie e recinzioni arancioni ormai stinte, quasi a voler transennare il fallimento di un’idea. Perché se è vero che promettere è facile e inaugurare è gratificato dal lampo dei flash, amministrare è un’altra cosa. Richiede costanza, visione e, soprattutto, manutenzione. Era il dicembre del 2016 quando l'allora sindaco Andrea Buonocore annunciava con orgoglio l’arrivo di un’acqua «più buona, più sana e più economica». Oggi, a dieci anni di distanza, quell’acqua è solo un ricordo sbiadito. Ciò che resta è un «danno prospettico» alle casse comunali che grida vendetta. Quando un appalto scade e per anni non si è capaci di bandire una nuova gara, non si sta solo privando il cittadino di un servizio: si sta compiendo uno spreco silenzioso di risorse pubbliche, lasciando marcire infrastrutture pagate con i sacrifici della collettività. Il fallimento che osserviamo in via Nicotera è triplo, e pesa sul senso civico di tutti noi. È un fallimento economico: una struttura ferma è un capitale che deperisce giorno dopo giorno, trasformando un investimento in una perdita. È un fallimento sociale: in tempi di carovita estremo, togliere alle famiglie la possibilità di risparmiare sull'acqua minerale è un atto di miopia imperdonabile. È un fallimento ambientale: non si può parlare di "politiche plastic-free" durante i convegni se poi si costringe un’intera comunità a ricorrere alle bottiglie monouso perché le casette pubbliche sono diventate discariche a cielo aperto.

 

Vico Equense: l’identità di un popolo nel battito del Venerdì Santo

Non è solo una tradizione, ma il respiro profondo di una comunità. Quando le luci si spengono e il borgo si consegna all'oscurità, Vico riscopre se stessa nel passo degli incappucciati e nell'eco del Miserere

Vico Equense - Ieri sera Vico Equense si è fermata. Ma non è stato un silenzio di assenza, bensì di attesa e di appartenenza. Le strade, solitamente crocevia di turisti e quotidiano frenetico, sono tornate a essere il palcoscenico di un rito che attraversa i secoli, ricordandoci chi siamo e da dove veniamo. La Processione del Cristo Morto non è uno spettacolo per lo sguardo, è un battito che parte dal petto di ogni vicano. Vedere le strade riempirsi del passo cadenzato degli incappucciati significa vedere la storia che cammina. Sotto quei cappucci non ci sono solo penitenti, ma l’anima di una città che si stringe attorno al dolore della Vergine e al sacrificio di Gesù. È il momento in cui i vecchi insegnano ai giovani il valore del silenzio e i figli imparano dai padri la gravità di un canto che scuote le pietre: il Miserere. Tra il profumo dell'incenso che impregna l'aria e il bagliore tremante delle fiaccole, Vico Equense ritrova le sue radici più autentiche. In questa oscurità voluta, ogni cittadino riscopre il senso di essere parte di un unico corpo, di una comunità che sa ancora fermarsi per riflettere sul mistero della sofferenza e della speranza. Il cammino di penitenza che ha attraversato il cuore della nostra città ieri sera è l'immagine stessa della nostra identità: un popolo fiero delle proprie tradizioni, capace di raccogliersi nel silenzio del Venerdì Santo per prepararsi, insieme, all'attesa della Luce. Perché a Vico, la Pasqua non è solo una festa, ma la conferma di un legame indissolubile che ci unisce l'un l'altro, oggi come secoli fa.

Il "patto di trasparenza" tra ANCI e Ordine dei Giornalisti: regole certe per l’informazione pubblica in Campania

Al centro dell'accordo tra l'Associazione dei Comuni e l’OdG Campania, il rispetto rigoroso della Legge 150/2000 e il divieto di "doppio incarico" per chi lavora negli uffici stampa 

Napoli - In un’epoca di sovraccarico informativo, la distinzione tra chi comunica per un’istituzione e chi fa cronaca per un quotidiano non è solo una scelta di stile, ma un obbligo di legge. È questo il pilastro del protocollo d'intesa tra ANCI Campania e l'Ordine dei Giornalisti della Campania, un'alleanza strategica che mira a qualificare l'informazione pubblica sul territorio regionale. Nel panorama dell'informazione italiana, la distinzione tra giornalismo istituzionale (ufficio stampa) e giornalismo d'attualità (quotidiani e testate) non è solo una questione di stile, ma un preciso obbligo normativo. La domanda sorge spesso spontanea: un giornalista può gestire l'ufficio stampa di un Comune e, contemporaneamente, firmare articoli su un quotidiano locale? Per chi opera nella Pubblica Amministrazione, la risposta è un netto no. La Legge 150 del 2000, che disciplina le attività di informazione e comunicazione degli enti pubblici, stabilisce un regime di incompatibilità rigoroso. L'obiettivo è duplice: garantire l'imparzialità dell'ente e prevenire conflitti di interesse. Chi viene assunto o incaricato in un ufficio stampa pubblico deve, per tutta la durata del mandato, astenersi dall'esercitare attività professionali nei settori del giornalismo, della stampa e del radiotelevisivo. In parole povere, non si può essere al mattino la "voce" di un sindaco e al pomeriggio il cronista che ne giudica l'operato sulle pagine di un giornale. Il discorso cambia radicalmente se ci spostiamo negli uffici stampa di aziende, associazioni o enti privati. Qui non esiste un divieto legislativo assoluto, ma entrano in gioco altri fattori determinanti. Questa regola serve a evitare pericolosi conflitti di interesse: il giornalista pubblico deve servire l’istituzione e il cittadino con imparzialità, senza che il suo racconto sia influenzato da collaborazioni esterne con organi di stampa che, per natura, devono mantenere un ruolo critico e indipendente verso il potere politico.

 

Sorrento, l’appello di Ferdinando Pinto: "La nostra città non è malaffare, merita verità e dignità"

Sorrento - Non usa giri di parole Ferdinando Pinto. In un momento di profonda incertezza per il futuro amministrativo di Sorrento, il candidato sindaco interviene con fermezza sulle indiscrezioni che vorrebbero il Comune prossimo a un nuovo scioglimento prima del voto. Una prospettiva che sta gettando ombra su una comunità già provata da quasi un anno di commissariamento. "Da cittadino e da ex amministratore di una città che si è sempre distinta per onestà, non posso accettare che Sorrento venga trascinata nel fango", esordisce Pinto. Il suo è un grido di difesa per quella che definisce la "maggioranza silenziosa": lavoratori, imprenditori e famiglie che ogni giorno, con dignità, rappresentano il vero volto della Penisola. Secondo Pinto, l’immagine di una Sorrento legata esclusivamente al malaffare e all’illegalità è una rappresentazione distorta che non rende giustizia alla storia e al presente del territorio. Il passaggio più critico dell’intervento riguarda l’efficacia dell’attuale gestione straordinaria. Pinto pone un interrogativo pesante: se dopo quasi un anno di commissariamento le ombre dei condizionamenti esterni dovessero persistere, ciò rappresenterebbe una sconfitta non solo per la città, ma per le stesse istituzioni pubbliche. "Sarebbe doloroso pensare che nulla sia stato risolto — incalza il candidato — e che il lavoro svolto finora non sia servito a restituire serenità". Nonostante il clima di tensione, la linea di Pinto resta quella della resilienza: "Noi restiamo qui e andiamo avanti". La sua proposta politica punta tutto su una "stagione nuova" che rimetta al centro i pilastri della trasparenza, dei servizi e del welfare, con l’obiettivo di migliorare concretamente la qualità della vita dei residenti, troppo spesso messi in secondo piano dalle logiche del potere.

 

Tragedia del Faito: l’inchiesta a un bivio. Tra perizie tecniche e attesa di verità

A quasi un anno dal drammatico 17 aprile, l’incidente probatorio entra nel vivo. Analisi su freni e "teste fuse" per cristallizzare le prove prima dell’udienza del 7 maggio

Vico Equense - Era un Giovedì Santo. Una giornata che doveva profumare di Pasqua e che invece, in un istante, si è trasformata in un incubo collettivo. A quasi dodici mesi dalla caduta della cabina della funivia del Monte Faito, costata la vita a quattro persone, l’inchiesta giudiziaria affronta le sue settimane più delicate e decisive. L’attenzione degli inquirenti è ora tutta concentrata sull’incidente probatorio, lo strumento giuridico necessario per "cristallizzare" le prove tecniche prima del processo. Sotto la lente dei consulenti di parte e dei periti nominati dalla Procura di Torre Annunziata, guidata da Nunzio Fragliasso, c’è ogni singolo bullone, cavo e frammento della cabina precipitata. Il lavoro è metodico: i pezzi sono stati catalogati e analizzati uno ad uno. Il "cuore" dell’indagine batte intorno a due elementi critici. Le teste fuse: il delicato sistema di ancoraggio che lega la fune al carrello tramite piombo fuso. Un difetto di fusione o una manutenzione carente potrebbero essere stati il punto di rottura fatale. I sistemi frenanti e i cavi: si cerca di capire perché i freni di emergenza non abbiano bloccato la corsa verso l'abisso e se i cavi tranciati presentassero segni di usura pregressa, invisibili o ignorati durante i controlli ordinari. Se la tecnica spiega come è successo, l’inchiesta giudiziaria deve dire perché. Sono 25 gli indagati, tra vertici aziendali dell'EAV e tecnici responsabili.

 

Provolone del Monaco DOP: produzione record nel primo trimestre 2026

Vico Equense - Il 2026 si apre sotto il segno del successo per il Provolone del Monaco DOP. I dati relativi al primo trimestre dell’anno confermano un trend di crescita estremamente positivo, con un incremento della produzione del 10% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che premia l’intera filiera e consolida il prestigio di uno dei prodotti simbolo del settore caseario italiano. Il Consorzio di Tutela accoglie con entusiasmo questi numeri, proprio in concomitanza con le festività pasquali. "È un dato che conferma la popolarità del nostro prodotto e l'impegno costante di allevatori e casari", dichiarano il presidente Giosuè De Simone e il direttore scientifico Vincenzo Peretti. Protagonista indiscusso della tavola, il Provolone del Monaco si conferma ingrediente d'eccellenza per le ricette della tradizione, dai taglieri ai classici tortani e casatielli. L’ottima performance produttiva è solo il primo traguardo di un anno speciale: a fine maggio, infatti, il Consorzio celebrerà il suo ventennale. Vent’anni di dedizione e passione che hanno portato il Provolone del Monaco DOP a essere un’eccellenza sempre più richiesta e apprezzata a livello nazionale e internazionale.

Capri, sbarcano i turisti folla e festa in Piazzetta bandiere al Quisisana

LA RIPARTENZA 

di Anna Maria Boniello - Il Mattino

Capri - È ripartita la stagione turistica a Capri. Nonostante le incertezze del meteo e con qualche timido raggio di sole, gli alberghi di lusso hanno accolto i loro ospiti provenienti anche dall'estero, mentre sul fronte dei trasporti hanno ripreso regolarmente a viaggiare la funicolare e la seggiovia. L'isola si è rianimata e anche la Piazzetta ha ritrovato il suo originale aspetto con i colorati tavolini pronti ad ospitare, come privilegiato osservatorio, il via vai di turisti che si crea in quello spazio che viene definito il crocevia del mondo. Tante novità sono state annunciate tra cambi di gestione, nuove boutique e acquisizioni di alberghi storici, da ieri mattina l'isola ha ripreso il suo tran-tran quotidiano tra carovane di turisti giornalieri, italiani e stranieri, e stanziali che hanno programmato la vacanza di Pasqua negli alberghi di lusso ed extra lusso o nelle ville e seconde case riaperte per l'occasione. Inizia così la stagione del 2026, ieri sera ha aperto anche l'Anema e Core, il tempio della musica per gli ospiti dell'isola di ogni generazione, pronti ad applaudire Gianluigi Lembo che li coinvolge con la sua band e la sua verve regalando loro ore di divertimento puro. 

venerdì 3 aprile 2026

Massa Lubrense, la rivoluzione green è smart: arriva Junker, l’app che trasforma i cittadini in protagonisti dell’ambiente

Il Comune di Massa Lubrense si conferma all’avanguardia nella gestione dei rifiuti. Grazie alla nuova partnership con Junker app, il territorio punta a risultati record di differenziata, offrendo a residenti e turisti un assistente digitale multilingue e uno strumento diretto per segnalare il degrado urbano 

Massa Lubrense - Per i cittadini di Massa Lubrense la gestione dei rifiuti compie un decisivo salto nel futuro. Penisolaverde, d’intesa con l’amministrazione comunale, annuncia l’adozione di Junker, l’applicazione per l’economia circolare più diffusa e innovativa d’Italia. Un passo strategico che consolida il percorso di eccellenza intrapreso dal Comune nel tutelare la bellezza e il decoro del proprio territorio. 

Un’amministrazione al servizio dell’ambiente 

 L’ingresso di Junker non è solo un aggiornamento tecnologico, ma una scelta politica precisa volta a semplificare la vita dei cittadini. “L'adozione di Junker rappresenta un traguardo fondamentale per la nostra comunità,” dichiara l’Amministrazione Comunale di Massa Lubrense. “Vogliamo che Massa Lubrense sia un modello di sostenibilità non solo in Costiera, ma a livello nazionale. Con questa app abbattiamo ogni barriera informativa: che si tratti di un residente storico o di un turista straniero, chiunque potrà differenziare senza errori. È un investimento sulla consapevolezza ambientale che premierà il nostro territorio con risultati sempre più performanti e una città ancora più pulita”. 

Junker: molto più di una semplice app 

 Junker è un vero “tutor intelligente” che risolve in tempo reale ogni dubbio. La sua forza risiede nella semplicità: 

Vico Equense. Tragedia in via Madonnelle: anziana trovata morta in casa

 

La Cappella di Sant’Antonio alla Marina di Aequa risplende di nuova luce

 

Castellammare, il fiuto di Thelma non perdona: droga sotto il materasso, arrestata un’intera famiglia

Castellammare di Stabia - Non è bastato il "trucchetto" del gatto per distrarre il pastore tedesco Thelma. Nonostante il tentativo della proprietaria di casa di impedire l’accesso ai militari usando l’animale domestico come scusa, l'unità cinofila dei Carabinieri ha colpito ancora, portando all'arresto di tre persone in salita Santa Croce. Durante un servizio di contrasto allo spaccio nel cuore di Castellammare, i Carabinieri del Nucleo Operativo insieme al Nucleo Cinofili stavano setacciando le strade cittadine. Passando davanti a un appartamento in salita Santa Croce, Thelma ha puntato con decisione l’abitazione: il segnale era chiaro, lì dentro c’era sostanza stupefacente. Al momento del controllo, la reazione della famiglia è stata un tentativo di prendere tempo. La madre, una 52enne incensurata, ha risposto ai militari attraverso lo spioncino della porta: "Il cane non può entrare, abbiamo un gatto. Aspettate che lo chiuda in camera". Un diversivo che non ha convinto i carabinieri, i quali hanno insistito per l'accesso immediato. Una volta dentro, Thelma non si è lasciata confondere dagli odori. Si è seduta immobile davanti alla porta della stanza dove erano stati chiusi il gatto e la figlia minorenne della coppia. Appena la stanza è stata liberata, il cane si è fiondato verso il letto, puntando dritto sotto il materasso. La perquisizione ha dato esito positivo, portando alla luce un vero e proprio market della droga: 134 dosi e una "pietra" di crack; 65 grammi di hashish (un panetto intero). Dosi di cocaina, bilancini di precisione e un’agenda con la contabilità dello spaccio. Sequestrati anche 785 euro in contanti, ritenuti provento dell'attività illecita. L’operazione si è conclusa con tre arresti. Un 67enne già noto alle forze dell'ordine, è stato trasferito in carcere. Per la moglie e la figlia 26enne (entrambe incensurate fino a quel momento) sono stati disposti gli arresti domiciliari. Tutti e tre restano ora in attesa di giudizio davanti all'Autorità Giudiziaria. Ancora una volta, l'impiego delle unità cinofile si è rivelato decisivo per smascherare le piazze di spaccio domestiche, spesso nascoste dietro l'apparente normalità di contesti familiari.

Confesercenti: «Boom di turisti previsto a Pasqua»

I numeri delle presenze in Campania e a Napoli: "Attesi oltre 600mila visitatori nell'area metropolitana" 

di Vincenzo Lamberti - Metropolis 

Napoli - Le tensioni internazionali non frenano il turismo a Napoli e in Campania. È quanto emerge dalle stime del centro studi di Confesercenti Campania, che prevede un'affluenza per Pasqua 2026 di circa 600mila turisti in regione, 400mila dei quali a Napoli. Il trend positivo proseguirà anche su base mensile: nel solo mese di aprile Napoli arriverà a quasi 2 milioni di presenze turistiche, un dato quasi raddoppiato rispetto al 2025 e che conferma una crescita costante e strutturale del comparto. Il trend, del resto, è di un aumento del 10-15% del turismo rispetto al 2025, con un incremento di quello internazionale (oltre il 55% del totale presenze) e una permanenza media di 2,5-3 notti. Questi numeri confermano ciò che sostengo da tempo: il forte appeal di Napoli e della Campania è una grande opportunità per tutti, commenta Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente Nazionale con delega al Mezzogiorno.