venerdì 17 aprile 2026

Vico Equense, la battaglia per l’ospedale continua: «Basta promesse, riaprite il Pronto Soccorso»

Vico Equense - Il tempo della pazienza è finito. Lo slogan è un ultimatum che non lascia spazio a interpretazioni: “Basta promesse, vogliamo impegni concreti”. Il Comitato "La Tutela dei Diritti dei Cittadini" torna a far sentire la propria voce, chiamando a raccolta la comunità per difendere il diritto alla salute e chiedere la riapertura immediata del Pronto Soccorso dell’ospedale “De Luca e Rossano”. Nonostante la fiaccolata dello scorso febbraio, che ha visto centinaia di persone sfilare per le strade della città, e i presidi che ogni domenica animano l’ingresso della struttura, il silenzio delle istituzioni regionali continua a pesare come un macigno. Una sordità istituzionale che il Comitato non è più disposto a tollerare. «Restiamo in strada perché la salute dei 22.000 cittadini di Vico Equense, e di tutti coloro che gravitano sul nostro territorio, non può essere ignorata», spiegano con fermezza gli organizzatori. Il presidio sanitario di Vico non è solo un edificio, ma un baluardo essenziale per un territorio geograficamente complesso, dove la tempestività dei soccorsi può fare la differenza tra la vita e la morte. La giornata di mobilitazione sarà divisa in due momenti chiave per coinvolgere capillarmente la cittadinanza. 

- Ore 10:00 appuntamento davanti ai cancelli dell’ospedale “De Luca e Rossano”. Un presidio fisico per ricordare che la comunità non arretra di un millimetro. 

- Ore 19:00 a “Teatro Mio” si terrà un incontro aperto per discutere lo stato della vertenza, aggiornare i cittadini sugli sviluppi e pianificare le prossime tappe della protesta. 

L’invito del Comitato è esteso a tutti: associazioni, forze civiche e singoli cittadini. L’obiettivo è trasformare l'indignazione in una pressione costante e coordinata verso chi ha il potere di decidere. La difesa del Pronto Soccorso non è una battaglia di parte, ma una necessità vitale per il futuro di Vico Equense.

Tragedia della Funivia del Faito, il ricordo di Gennaro Cinque: «Una ferita aperta, il territorio non dimentica»

Vico Equense - A un anno di distanza dal drammatico incidente della funivia del Faito, il dolore della comunità locale non accenna a spegnersi. Il 17 aprile resta una data impressa nella memoria collettiva come un momento di profonda sofferenza, un anniversario che l'ex consigliere regionale Gennaro Cinque ha voluto onorare con un messaggio di profondo cordoglio e riflessione. «Il 17 aprile resta una ferita aperta per il nostro territorio», ha dichiarato Cinque, sottolineando come il tempo non abbia scalfito il senso di smarrimento e la vicinanza alle vittime. «Ricordiamo le vittime della tragedia di un anno fa con rispetto e silenzio, nel segno di una memoria che deve restare viva. Alle loro famiglie va il nostro pensiero più sincero». Parole, quelle del consigliere, che riecheggiano il sentimento di un’intera area – tra Castellammare di Stabia e Vico Equense – che in quella funivia ha sempre visto non solo un mezzo di trasporto, ma un simbolo di collegamento tra il mare e la montagna, oggi inevitabilmente macchiato dal ricordo del lutto. Il monito «Per non dimenticare» non è solo un omaggio a chi non c’è più, ma anche un impegno civile. Onorare la memoria significa anche garantire che la sicurezza e la tutela dei cittadini diventino priorità assolute nella gestione delle infrastrutture locali. Il silenzio richiesto da Cinque è un invito alla dignità nel dolore, ma anche alla consapevolezza affinché simili tragedie non possano più ripetersi. Mentre le indagini fanno il loro corso e il territorio intero si stringe attorno ai familiari delle vittime, il Faito resta lì, silenzioso, in attesa di un futuro che possa ridare serenità a chiunque volga lo sguardo verso la montagna.

Faito, commemorazione delle vittime della funivia. Peluso: “Memoria e responsabilità per costruire un futuro più sicuro”

Castellammare di Stabia - Il presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari, Enzo Peluso, ha partecipato al momento di commemorazione delle vittime della tragedia della funivia del Faito, avvenuta lo scorso anno, insieme al sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Vicinanza, ai sindaci dei comuni limitrofi e ai rappresentanti dell’Ambasciata Britannica. Un momento intenso, vissuto in un luogo profondamente segnato dal dolore, dove istituzioni e comunità si sono ritrovate per ricordare le persone che hanno perso la vita e per rinnovare un impegno condiviso affinché simili tragedie non si ripetano. «In un luogo che custodisce ancora il silenzio e il dolore di quanto accaduto – ha dichiarato il presidente Peluso – abbiamo voluto prima di tutto rendere omaggio alle vittime. È doveroso cercare fino in fondo le responsabilità, ma è altrettanto fondamentale trovare la forza per rialzarsi e lavorare insieme per costruire un futuro più sicuro per tutti». Il presidente del Parco ha voluto esprimere un ringraziamento alle istituzioni e a tutti i cittadini presenti: «La partecipazione e la vicinanza dimostrate oggi rappresentano un segno importante di unità e di speranza, elementi indispensabili per guardare avanti con responsabilità e consapevolezza».

Monte Faito, il dolore un anno dopo: Vico Equense ricorda le vittime della funivia

Vico Equense - È trascorso un anno esatto da quel 17 aprile 2025, una data che ha squarciato il silenzio dei Monti Lattari e cambiato per sempre il volto del Monte Faito. Questa mattina, in un clima di commossa partecipazione e profondo raccoglimento, le istituzioni e i cittadini si sono ritrovati nei pressi della lapide commemorativa, installata lo scorso anno, per onorare la memoria delle quattro persone che persero la vita nel tragico incidente della funivia. La cerimonia, sobria e solenne, è stata scandita dalla deposizione di una corona di fiori. Un gesto simbolico per ribadire che il tempo non ha scalfito il ricordo di una ferita che resta, nelle parole di molti, ancora "aperta e sanguinante". Il sindaco di Vico Equense, Giuseppe Aiello, ha espresso il cordoglio dell'intera amministrazione e del comprensorio: «È stata una tragedia devastante, non solo per la città di Vico Equense ma per tutto il territorio. Ha segnato profondamente la nostra comunità, cambiando anche la percezione del Monte Faito». Prima di quel fatidico giorno, la montagna stava vivendo una stagione di rinascita, un rilancio turistico e ambientale atteso da decenni. L’incidente ha bruscamente interrotto questo entusiasmo, trasformando un luogo di svago e bellezza in un monito costante sulla fragilità e sulla necessità di sicurezza assoluta. «Il Faito stava vivendo una stagione importante dopo anni difficili», ha ricordato Aiello, sottolineando come oggi la sfida sia quella di non permettere che l'oblio cada su quanto accaduto, mentre la giustizia prosegue il suo corso per accertare le responsabilità.

Schizzi di fango gratuiti sulla Fondazione Sorrento

Riportiamo di seguito una dichiarazione dell’amministratore delegato di Fondazione Sorrento, avvocato Gaetano Milano: 

"Da un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano  nell’ambito delle “rivelazioni” sul contenuto della relazione della Commissione d'inchiesta che ha riguardato il Comune di Sorrento, viene riportata tra l’altro l’annotazione di una presenza di infiltrazioni malavitose nella Fondazione Sorrento in ragione della partecipazione di una società che svolge attività di agenzia di viaggi sul territorio nella quale ci sarebbe la partecipazione minoritaria di soggetti legati a clan malavitosi. È mio dovere chiarire che la Fondazione Sorrento giammai ha avuto rapporti con soggetti che non fossero di assoluta trasparenza, mai ha affidato servizi o sottoscritto appalti a società o soggetti contigui o vicini ad associazioni camorristiche o mafiose che dir si voglia. Al di là dell’enfasi giornalistica, si fa probabilmente riferimento alla partecipazione di una società (agenzia di viaggi) che sostiene la Fondazione Sorrento con un contributo annuo di euro 1.000,00 (mille). Tali partecipanti vengono classificati come da Statuto “Amici della Fondazione” senza alcun ruolo nell’amministrazione della Fondazione a qualsiasi titolo. Faccio rilevare che, se questi sono i presupposti della proposta di scioglimento, quest’ultima si rivela solo un assemblaggio di fatti e persone lungi dal caratterizzare un sistema pervasivo sulla attività della Pubblica Amministrazione (e della Fondazione Sorrento in particolare)."

Tragedia del Faito, un anno dopo: tra il dolore della memoria e la ricerca della verità

A dodici mesi dal drammatico incidente della funivia, il Procuratore di Torre Annunziata fa il punto su un’inchiesta "titanica". Escluso il maltempo: si indaga su errore umano e carenze nella manutenzione 

Torre Annunziata - Il 17 aprile resterà per sempre una data spartiacque per la comunità dei Monti Lattari e della Costiera. Un anno fa, il silenzio della montagna veniva squarciato dal tragico schianto della cabina della funivia del Faito, costato la vita a Carmine, Elaine, Graeme e Janan. Oggi, mentre il dolore delle famiglie resta una ferita aperta, l’inchiesta giudiziaria cerca di dare risposte definitive a un territorio che chiede giustizia e sicurezza. Il Procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, è stato chiaro nel tracciare il bilancio di questo primo anno di indagini: il fattore ambientale è fuori discussione. "Si può escludere che alla base di quanto accaduto ci siano gli eventi atmosferici", ha dichiarato, puntando il dito verso il fattore umano. Al centro degli accertamenti ci sono le procedure di controllo che, secondo la Procura, devono essere "effettive, periodiche e fatte con oculatezza". Per arrivare alla verità è stato necessario un dispiegamento di forze straordinario, reso difficile dalle condizioni proibitive del terreno. La cabina era rimasta in bilico su un costone verticale, sospesa a 200 metri dal suolo tra una fitta vegetazione. 26 indagati: tra cui 25 persone fisiche e la società di gestione EAV.

 

Oltre la perizia: il coraggio di salvare un simbolo

Piazza Marconi
Vico Equense - Esiste un documento, una perizia tecnica, che ne decreta la pericolosità. È un foglio di carta che, con la freddezza della burocrazia, trasforma un essere vivente - in piazza Marconi - in un potenziale pericolo da eliminare. Eppure, proprio quando la sentenza sembra scritta, abbiamo il dovere di chiederci: è davvero l'unica strada? Se la scienza dell'arboricoltura ci dice che, pur in presenza di criticità, esistono margini per intervenire e mettere in sicurezza la pianta, allora il taglio non è più un atto dovuto, ma una scelta consapevole. Un albero maturo non è un semplice elemento d’arredo urbano sostituibile con un "giovane alberello" che impiegherà tanti anni a fornire gli stessi benefici. È un condizionatore naturale, un filtro per le polveri sottili, un custode della biodiversità e, non ultimo, un pezzo della memoria storica di un quartiere. Rispettare le garanzie di sicurezza è il presupposto imprescindibile, ma la tecnologia e l'arboricoltura moderna offrono oggi soluzioni — dai consolidamenti della chioma ai miglioramenti del suolo — che permettono di far convivere la vita della pianta con quella dei cittadini. Quando queste condizioni sussistono, salvare l’albero diventa un atto di civiltà e di lungimiranza economica. Proteggere un albero che "può farcela" significa scegliere la vita rispetto alla comodità del cemento. Significa capire che il verde non è un ospite fastidioso, ma il miglior alleato che abbiamo per rendere le nostre città davvero vivibili.

Monte Faito, tra memoria e rilancio: 'Non possiamo dimenticare, ma dobbiamo ripartire in sicurezza'

 

Dal laboratorio al territorio: SorrentoGnocchiDay inaugura con una cooking class e prosegue con Gnocchi in Tour

SorrentoGnocchiDay, in collaborazione con l’Istituto Polispecialistico S.Paolo di Sorrento, apre il programma al pubblico con una cooking class dedicata alla tradizione gastronomica locale. L’appuntamento è fissato per lunedì 20 aprile, dalle 15.00 alle 17.00, quando Danilo Di Vuolo (foto), chef e docente, guiderà i partecipanti nella preparazione della Pizza di Sant’Antonino, detta anche Pizza di crema: un dolce tipico della tradizione sorrentina, storicamente legato ai festeggiamenti del 14 febbraio, in onore del patrono della città. Si tratta di una crostata chiusa di pasta frolla, con un ripieno di crema pasticcera bianca, crema al cioccolato e amarene sciroppate, spesso arricchita da pasta di mandorle. La partecipazione al laboratorio è gratuita e aperta a tutti, con prenotazione obbligatoria da effettuare via email all’indirizzo info@dfcomunicazione.it Ideata e organizzata da Dieffe Comunicazione, con il sostegno del Comune di Sant’Agnello e la collaborazione di Mulino Caputo, Latteria Sorrentina, La Fiammante, Acqua S. Pellegrino, Frantoio Torretta e Workline Divise, la quinta edizione della manifestazione proseguirà fino a fine maggio con “Gnocchi in Tour”, un itinerario gastronomico che coinvolgerà i ristoranti della Penisola sorrentina. Ogni locale presenterà una propria interpretazione degli gnocchi, tra ricette tradizionali e proposte innovative. Tra i ristoranti che hanno già aderito: Basilico Italia, ‘O Canonico 1898 e ‘O Parrucchiano La Favorita a Sorrento; Antico Francischiello a Massa Lubrense; Terrazza Mediterraneo italian bistrot a Sant’Agnello e La Conca a Meta. Tutte le iniziative saranno raccontate e aggiornate sulla pagina Facebook Sorrento Gnocchi Day.

A Villa Fiorentino laboratori artistici gratuiti con Juliana Moura

Sorrento - La Fondazione Sorrento e Juliana Moura Art promuovono un laboratorio di pittura astratta materica. Il progetto denominato “Arte per tutti”, è gratuito e prevede un percorso guidato dall’artista italo-brasiliana Juliana Moura, che si sviluppa attraverso una esperienza di conoscenza di sé, dimostrando che tutti possono creare delle piccole opere d'arte. Ed alla fine della lezione i partecipanti porteranno a casa un dipinto astratto materico fatto da loro. I posti per i laboratori sono però limitati, bisogna quindi prenotarsi rapidamente al seguente numero: 334 947 8901. Gli appuntamenti sono in programma il 18 aprile, il 25 aprile ed il 9 maggio 2026, sempre dalle ore 10:00 alle ore 12:30. In realtà la prima data è già sold out: è bastato che l'artista pubblicizzasse sui propri canali social l'iniziativa perché ricevesse numerosissime richieste di partecipazione. La location scelta è quella della sede di Fondazione Sorrento, vale a dire gli spazi di Villa Fiorentino. L'adesione all'iniziativa consente di prendere parte ad un giorno di evento della durata di 2 ore e mezza. In fase di prenotazione bisogna scegliere una delle due date ancora disponibili.

giovedì 16 aprile 2026

Randagismo a Vico Equense: il peso economico e sociale della gestione canina

Vico Equense - La tutela degli animali d'affezione e il contrasto al randagismo restano una priorità, ma anche una voce di spesa strutturale per il bilancio comunale di Vico Equense. In assenza di un canile municipale proprio, l'Amministrazione continua ad affidarsi a strutture private convenzionate per assicurare i servizi di ricovero e cura dei cani recuperati sul territorio. Secondo quanto riportato nella determina numero 624 del 14 aprile 2026 emanata dal Servizio di Polizia Locale, il Comune ha recentemente liquidato 1.955,05 euro (IVA inclusa) alla ditta "The Dog Park" di Boscotrecase. La somma si riferisce esclusivamente al servizio di custodia e mantenimento prestato nel mese di febbraio 2026 per 22 esemplari. Dall'analisi dei dati emerge che il costo vivo per ogni animale è di circa 2,60 euro al giorno (IVA esclusa). Sebbene la retta quotidiana appaia contenuta, la proiezione su base annua per i soli cani attualmente in carico supera la soglia dei 23.000 euro. Si tratta di una spesa "viva" che non include eventuali emergenze sanitarie o nuovi ingressi che potrebbero far lievitare ulteriormente l'impegno finanziario. Per ottimizzare le risorse, l'Ente ha gestito l'affidamento tramite il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MEPA), ottenendo un ribasso dell'1,5% sull'importo a base di gara.

 

A Sant'Agnello incontri per il benessere femminile. Focus su mente e corpo con la mindfulness

Sant'Agnello - Continua a Sant’Agnello la rassegna di incontri gratuiti per il benessere femminile intitolata “Donne, quante cose abbiamo in Comune”, patrocinata dal Comune di Sant’Agnello, promossa dalla Commissione pari opportunità, politiche di genere e diritti civili e organizzata dall’associazione culturale Share. La rassegna è ideata e curata dalle fisioterapiste Cristiana Izzo e Lorena Pastena, pensata come un viaggio durante il quale accompagnare ogni donna verso una maggiore consapevolezza, trasformandola in protagonista attiva della propria salute e del proprio benessere. Il secondo incontro è programmato per venerdì 17 aprile 2026 alle ore 17:30 presso l’MSC Club (Via Cocumella, Sant’Agnello) sul tema “Mente e corpo in armonia con il respiro e la mindfulness”. «Nel contesto della nostra rassegna dedicata all'universo femminile - spiegano le organizzatrici - con questo secondo incontro invitiamo a una pausa rigenerante, un momento per fermarsi e riconnettersi con il proprio centro. Spesso viviamo con ritmi frenetici, divise tra mille impegni, dimenticando che il corpo e la mente sono un'unica, meravigliosa sinfonia. Questo incontro, guidato attraverso le pratiche della mindfulness e della consapevolezza del respiro, offre uno spazio dove scoprire strategie e tecniche per lasciar andare le tensioni e ritrovare l'equilibrio interiore. In un mondo che spesso richiede alle donne di essere performanti, multitasking e costantemente connesse, fermarsi diventa un atto rivoluzionario. Questo incontro vuole essere un'esperienza pratica dedicata alla riscoperta del legame profondo tra corpo e mente. Attraverso la mindfulness e la consapevolezza del respiro, esploreremo come ritrovare il proprio centro e coltivare un'armonia autentica». La partecipazione è del tutto gratuita, ma è necessaria la prenotazione. Per prenotare il proprio posto basta compilare il modulo al seguente link: https://forms.gle/L52BfVLxM6qwbHy66


Strage del Faito, un anno dopo: la Procura fa il punto sulle indagini

Domani, nel primo anniversario della tragedia costata la vita a quattro persone, il Procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso terrà una conferenza stampa per aggiornare l'opinione pubblica sullo stato dell'inchiesta 

Torre Annunziata - È passato esattamente un anno da quel drammatico 17 aprile 2025, quando il cedimento della cabina numero 2 della funivia del Monte Faito trasformò una giornata di primavera in tragedia. Domani, 17 aprile 2026, nel giorno del dolore e della memoria, la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha deciso di rompere il silenzio per fare chiarezza su uno dei casi giudiziari più complessi e sentiti del territorio. Con un decreto firmato ieri, il Procuratore Capo Nunzio Fragliasso (foto) ha convocato giornalisti e testate per le ore 10.00 presso l’aula riunioni del Tribunale. Non sarà solo un atto formale, ma un momento di "corretta e trasparente informazione" volto a rispondere al forte bisogno di verità che accomuna i familiari delle quattro vittime e l'intera comunità di Castellammare e Vico Equense. Al tavolo siederanno i protagonisti del coordinamento investigativo: i rappresentanti della Squadra Mobile della Questura di Napoli, del Commissariato di PS di Castellammare e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Un segnale di unità tra le forze che, fin dai primi istanti dopo lo schianto, hanno lavorato tra i boschi del Faito per soccorrere i feriti e raccogliere i primi, decisivi reperti tecnici. L’inchiesta punta a ricostruire l’esatta catena di responsabilità che ha portato alla precipitazione della cabina. In questi dodici mesi, l’attenzione degli inquirenti si è concentrata sulle manutenzioni, sulle certificazioni di sicurezza e sulle componenti meccaniche dell'impianto.

 

Rifiuti abbandonati nel cuore di Vico Equense: scattano le multe

Il Sindaco Aiello: "Nessuna tolleranza per chi offende la città" 

Vico Equense - Il pugno duro contro l’inciviltà non si fa attendere. Nella notte appena trascorsa, il centro storico di Vico Equense è stato teatro di un episodio di abbandono selvaggio di rifiuti non conformi. Un gesto che ha suscitato l’immediata reazione del primo cittadino, Giuseppe Aiello, e l’intervento risolutivo della Polizia Municipale. Gli agenti, intervenuti nelle prime ore di questa mattina, hanno setacciato i sacchi lasciati irregolarmente in strada. La pazienza e la meticolosità dei controlli hanno dato i loro frutti: all’interno dei rifiuti sono stati rinvenuti documenti identificativi che hanno permesso di risalire direttamente ai responsabili. Per i trasgressori sono già in corso di emissione le sanzioni previste dal regolamento comunale. "Questi gesti offendono la città e mortificano il lavoro quotidiano di chi si impegna per mantenerla pulita e decorosa", ha dichiarato duramente il sindaco Aiello. "La raccolta differenziata non è una scelta facoltativa, ma un pilastro del vivere civile. Non possiamo e non vogliamo tollerare comportamenti che colpiscono l’intera comunità". Il messaggio del primo cittadino è un monito chiaro a chiunque pensi di poter agire indisturbato nell’ombra dei vicoli: "A chi crede di poter operare nell'anonimato dico con chiarezza che non ci fermeremo. Difendere il bene comune è un dovere che porteremo avanti con determinazione. Ogni giorno". L’amministrazione comunale ribadisce che la linea della "tolleranza zero" proseguirà senza esitazioni. I controlli sul territorio saranno intensificati, anche con l’ausilio dei sistemi di videosorveglianza, per garantire il rispetto delle norme ambientali e tutelare l'immagine di una delle perle della Penisola Sorrentina.

Dal mito di Iside e alle Janare: a Benevento la leggenda diventa vino in un nuovo rosato che racconta simboli e archetipi del Sannio

Un progetto di Agri Solaris che unisce innovazione, ritualità antiche e filiera agricola, traducendo in etichetta e nel calice l’identità culturale del territorio 

A Benevento nasce un nuovo rosato che punta a raccontare il territorio attraverso i suoi simboli più antichi. Si chiama Bon’Vento Rosato IGT Beneventano ed è l’ultima etichetta della linea Bon’Vento firmata Agri Solaris. Questa visione si inserisce nel modello produttivo di Agri Solaris, infatti l’azienda è attiva come polo agricolo integrato lungo l’intera filiera, dalla selezione delle materie prime fino all’assistenza tecnica in vigneto. Il progetto prende forma a partire dall’identità culturale del Sannio, terra di stratificazioni e crocevia tra Occidente e Oriente, dove storia e leggenda convivono. Dal culto di Iside al mito delle janare, fino ai racconti legati al noce di Benevento, questo immaginario diventa la base narrativa del vino. “Con il rosato la linea Bon’Vento si amplia e si completa, proponendo una lettura contemporanea del territorio sannita”, spiega Raffaele Esposito, co-fondatore di Agri Solaris. “L’obiettivo è restituire, attraverso il vino, la complessità e il fascino di Benevento”. L’etichetta è costruita come un racconto di segni che richiama alcuni degli archetipi più rappresentativi della cultura beneventana, simboli in movimento su ogni tipologia ricordano che questa storia nasce e si svolge nei campi e nei vigneti per raggiungere il calice: lo scarabeo, simbolo di rinascita legato al culto di Iside; la janara, figura della tradizione popolare associata al sapere; il caprone, non è solo un simbolo pastorale, ma rappresenta quel legame magico e misterioso tra le Janare e la forza della natura (il 'demone' benevolo della terra; la luna, richiamo alla ciclicità e ai ritmi naturali della stagionalità e della raccolta. Elementi che contribuiscono a definire un linguaggio visivo coerente con il territorio.

 

Vico Equense, l'assedio degli stalli: cittadini stanchi del "Far West" della sosta

Vico Equense - Con l’arrivo della bella stagione, la caccia a un parcheggio per lo scooter si trasforma in un’impresa titanica. Ma a rendere la situazione davvero insostenibile non è solo il sovraffollamento: è la gestione arbitraria dello spazio pubblico, ormai ridotto a una sorta di estensione privata di alcune attività commerciali. La denuncia corre tra i residenti, stanchi di girare a vuoto o di rassegnarsi a multe salate per aver lasciato il mezzo fuori dagli stalli. Il dito è puntato contro quegli esercizi che occupano sistematicamente intere batterie di strisce bianche con i propri mezzi aziendali. Una vera e propria "prenotazione" abusiva del suolo pubblico, che sottrae alla collettività il diritto alla sosta gratuita per favorire interessi privati. "Nessuno vede, nessuno interviene": è questo il coro amaro che rimbalza tra le strade del centro. Il paradosso è stridente e alimenta un profondo senso di impotenza: mentre il cittadino comune è sotto la lente d'ingrandimento, queste occupazioni seriali sembrano godere di una sorta di immunità invisibile, come se lo spazio pubblico fosse diventato zona franca. A Vico Equense il motorino non è un lusso, ma una necessità vitale per lavoratori e residenti che cercano di sopravvivere al caos del traffico. Vedere le poche strisce bianche superstiti trasformate in "showroom" privati alimenta un senso di ingiustizia sociale profondo e non più tollerabile. Con l’estate ormai alle porte, il quesito è d’obbligo: l’Amministrazione Comunale intende ristabilire il primato della legalità e del bene comune, o continueranno a ignorare questo "Far West" della sosta? I cittadini non chiedono privilegi, chiedono solo che lo spazio di tutti torni, finalmente, a essere di tutti.

Nel giorno della mobilitazione dei media, Vico Equense sceglie la selezione dei cronisti

Vico Equense - In un’epoca in cui la comunicazione istituzionale viaggia veloce sui social, si tende spesso a dimenticare un dettaglio fondamentale: la conferenza stampa non è un palcoscenico privato, ma un atto di rendicontazione pubblica. Quando un’amministrazione comunale decide di non invitare un giornalista a un incontro di presentazione di una manifestazione — realizzata con il contributo economico della collettività — compie un gesto che va oltre il semplice sgarbo. È un messaggio di chiusura. Scegliere chi può o non può porre domande significa, di fatto, selezionare l'interlocutore in base al gradimento, trasformando l'informazione in propaganda. Un ente pubblico che eroga fondi per un evento ha il dovere morale e democratico di garantire la massima pluralità. Escludere una testata o un professionista significa privare i cittadini del diritto di vedere quegli stessi fondi "osservati" da un occhio critico e indipendente. Proprio per questo, di fronte a un episodio di tale gravità, è necessario un intervento diretto e deciso del Sindaco Giuseppe Aiello. In quanto garante della trasparenza e rappresentante di tutti i cittadini, il primo cittadino non può restare indifferente: ha il dovere di censurare pubblicamente tale condotta, richiamando chi ha gestito l’organizzazione al rispetto dei principi democratici. Il silenzio del vertice, in questi casi, equivale a un'implicita autorizzazione alla discriminazione mediatica. Il tempismo, poi, rende l’episodio ancora più amaro.

 

Degrado sul Faito: la bellezza dei boschi sfregiata dai sacchi di immondizia

Vico Equense - Nonostante la straordinaria valenza paesaggistica e i recenti sforzi per il rilancio turistico, il Monte Faito torna a mostrare il suo lato più amaro. La foto parla chiaro: lungo la strada che scende verso la frazione di Moiano, la vegetazione rigogliosa deve fare spazio a cumuli di rifiuti abbandonati illegalmente. Sacchi di plastica carichi di scarti, contenitori e residui di ogni genere sono stati abbandonati indiscriminatamente a bordo strada, proprio in uno dei punti panoramici più suggestivi della Penisola Sorrentina. Quello che dovrebbe essere un polmone verde dedicato agli escursionisti e alle famiglie si trasforma, ancora una volta, in una discarica abusiva. L'episodio non è purtroppo isolato. L'inciviltà di pochi continua a danneggiare un ecosistema fragile e il decoro di un'intera comunità, vanificando il lavoro di chi si impegna quotidianamente per la tutela del territorio. Oltre all'evidente danno estetico, l'abbandono di rifiuti in aree boschive rappresenta un serio pericolo per l'ambiente. La decomposizione di materiali non smaltiti correttamente può inquinare il suolo e, in caso di piogge, i residui rischiano di scivolare ulteriormente a valle, complicando le operazioni di bonifica. Dalla rete e dai residenti si leva forte il grido di indignazione: si richiedono maggiori controlli e l’installazione di fototrappole per identificare e sanzionare i responsabili di questi "crimini" ambientali. La speranza è che le autorità competenti intervengano tempestivamente per la rimozione del cumulo e per restituire dignità alla discesa verso Moiano.

Sorrento. «Nessuno presenti le liste finché il governo non decide»

di Massimiliano D'Esposito - Il Mattino

Sorrento - «Se le forze politiche e sociali della città avessero un po' di orgoglio dovrebbero rifiutarsi di presentare le liste, almeno fino alla decisione sul possibile scioglimento». È la provocazione lanciata da Ivan Gargiulo, l'ex consigliere comunale di Sorrento che con le sue denunce ha scoperchiato il sistema delle mazzette sugli appalti che faceva capo all'ex sindaco Massimo Coppola. La proposta si inquadra nel clima di incertezza che si respira in attesa della decisione del Consiglio dei Ministri chiamato a valutare la relazione della commissione d'accesso inviata dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, su delega del titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, per verificare «la sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell'amministrazione». Secondo Gargiulo «la mancata presentazione delle liste comporterebbe il rinvio delle elezioni alla sessione autunnale. Se poi medio tempore il governo decidesse per lo scioglimento ne prenderemo atto e valuteremo il da farsi». Lo stesso ex consigliere, però, non nasconde scetticismo sul possibile accoglimento della sua iniziativa. «Purtroppo non accadrà e siamo quindi tutti costretti ad operare in un clima di totale incertezza che non fa bene alla città e che di fatto altera e comprime la libera partecipazione alla competizione elettorale». Intanto incassa il sostegno di Bruno Morelli, che in questi giorni si è accreditato come uno dei possibili candidati.

 

Vico Equense si ferma per leggere: un viaggio itinerante tra storie e comunità

Vico Equense - C’è un modo semplice e potente per cambiare il ritmo delle nostre giornate, spesso troppo frenetiche: fermarsi, aprire un libro e condividere una storia. Un gesto antico che il prossimo 23 aprile, in occasione della Giornata Mondiale del Libro, trasformerà Vico Equense in un palcoscenico vivo di parole e incontri. Grazie al progetto nazionale “Nati per Leggere”, la lettura uscirà dalle biblioteche per diventare itinerante. Non sarà solo un evento celebrativo, ma un percorso fisico ed emotivo attraverso le strade, le piazze e i luoghi simbolo della nostra città. Il messaggio è essenziale e profondo: leggere non è un lusso, ma un diritto, un legame che unisce e una cura per l’anima e per la crescita dei più piccoli. L’appuntamento per chiunque voglia farsi trasportare dalla magia del racconto è fissato per le 16:30 presso i Giardini della Santissima Trinità e Paradisi. Da qui partirà il viaggio delle storie, che attraverserà il cuore di Vico portando con sé curiosità e meraviglia. Il gran finale è previsto per le 18:30 in Piazzale Giancarlo Siani, dove la manifestazione si trasformerà in un momento corale: un flash-mob di lettura condivisa aperto a tutti. Grandi e bambini, lettori appassionati e curiosi, sono invitati a partecipare portando con sé un libro o semplicemente la voglia di ascoltare. Leggere insieme è un atto rivoluzionario nella sua semplicità. È un gesto capace di unire generazioni diverse, accendere scintille di curiosità e, soprattutto, costruire comunità. In un mondo sempre più digitale, ritrovarsi in piazza con un libro in mano significa riappropriarsi dello spazio pubblico e del tempo umano. Il 23 aprile, Vico Equense dimostrerà che una storia condivisa può davvero fare la differenza.

Il monte del silenzio e dell’oblio La funivia che non c’è più, attività turistiche in ginocchio

don Catello Malafronte e Giacomo Vanacore
Domani doppia funzione per ricordare le quattro vittime Vanacore (titolare del bar): qui uno scaricabarile tra istituzioni 

di Gimmo Cuomo – Il Corriere del Mezzogiorno 

Vico Equense - Il piazzale che ospita la stazione della funivia è deserto. E lo è stato anche nei giorni di Pasqua e di Pasquetta, quando, nonostante tutto, una marea di gente si è spinta fin quassù attraverso l’ormai unica strada di accesso, quella che sale dal versante di Vico Equense. Quello che era diventato il secondo luogo di aggregazione in vetta al monte Faito si è completamente svuotato dopo il tragico incidente di un anno fa. Le due attività principali, il bar dell’impianto e il bar ristorante Papillon sono chiusi. Domani sarà un triste anniversario sulla montagna che si erge sopra Castellammare di Stabia e che domina i golfi di Napoli e di Salerno. In quel dannato pomeriggio del 17 aprile 2025 a causa del mancato funzionamento del freno d’emergenza la cabina, giunta quasi a destinazione, si schiantò al suolo dopo una folle corsa a ritroso lungo il cavo portante. Quattro persone persero la vita: il manovratore, una coppia inglese, una ragazza israeliana. Il fratello di quest’ultima fu recuperato in condizioni molto gravi. Ma è sopravvissuto. Affinché la memoria non si perda, e con questa la speranza dell’ennesima resurrezione, domani alle 12 nel santuario di San Michele Arcangelo si celebrerà una messa, presieduta dall’arcivescovo di Sorrento e vescovo di Castellammare Francesco Alfano. Con lui ci sarà il rettore del Santuario, don Catello Malafronte che un anno fa, in una fredda mattina di un funereo Venerdì Santo non riusciva a darsi pace.

 

mercoledì 15 aprile 2026

Il silenzio del Faito: Vico Equense si ferma per non dimenticare le vittime della funivia

Venerdì 17 aprile ore 14.30 piazzale della funivia

Vico Equense - Il tempo, si sa, scorre inesorabile, tentando di levigare anche le ferite più profonde. Ma ci sono cicatrici che appartengono non al singolo, bensì a un’intera comunità, e che richiedono di essere curate con il balsamo della memoria. A un anno di distanza da quel tragico evento che ha sconvolto la quiete del Monte Faito, Vico Equense si prepara a vivere un momento di profonda commozione collettiva. Il prossimo 17 aprile, la montagna non sarà solo un luogo di bellezza naturalistica, ma un altare a cielo aperto dedicato al ricordo. L’appuntamento è fissato per le ore 14:30 presso il Piazzale della Funivia. Non ci saranno grandi discorsi o celebrazioni sfarzose: la scelta degli organizzatori — il Circolo VAS Vico Equense e l’associazione “I Cuccioli di Patrizia Veniero” — è quella di un silenzio partecipe. Un omaggio floreale verrà deposto laddove la vita si è bruscamente interrotta, trasformando un piazzale di transito in uno spazio sacro di raccoglimento. Il gesto di portare un fiore rappresenta la volontà di mantenere vivo un legame che la tragedia ha spezzato fisicamente, ma non spiritualmente. Come sottolineato dai promotori dell’iniziativa, l’obiettivo è trasformare il peso del dolore in "memoria condivisa", affinché il lutto delle famiglie non sia vissuto in solitudine, ma avvolto dall’abbraccio di tutta la cittadinanza. L’iniziativa nasce dal basso, dal cuore pulsante del tessuto associativo locale.


Adolescente - Il Disagio Silenzioso: Disturbi alimentari, Bullismo e Social

 

Vico Equense, Consiglio Comunale il 28 aprile: sul tavolo l'approvazione del rendiconto

Vico Equense - Nuova sessione ordinaria dell'assise cittadina. L'appuntamento è fissato per martedì 28 aprile 2026, alle ore 15:00, presso la Sala Polifunzionale dell'Istituto Santissima Trinità e Paradiso. La seduta, che si svolgerà in forma pubblica, si preannuncia di rilevante importanza amministrativa. Il punto cardine della discussione sarà l'approvazione del Rendiconto della Gestione 2025, atto fondamentale per certificare lo stato di salute delle finanze comunali dell'anno trascorso. Oltre al consuntivo, l'aula sarà chiamata a ratificare una variazione al Bilancio di Previsione 2026/2028, già approvata in via d'urgenza dalla Giunta lo scorso marzo. Un altro passaggio tecnico delicato riguarderà il riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio. Si tratta, nello specifico, di spese legali derivanti da sentenze emesse dai Giudici di Pace di Gragnano e Sorrento tra il 2025 e l'inizio del 2026, che il Comune deve ora regolarizzare contabilmente.

Sant’Antonio Abate, 10mila pizze in 12 ore: la città vuole il Guinness World Record

di Michele De Feo - Metropolis

Sant’Antonio Abate si prepara a entrare nel Guinness World Records con un’iniziativa che unisce tradizione, solidarietà e partecipazione collettiva. Il 29 e 30 giugno 2026, Piazza della Libertà diventerà il cuore pulsante di una sfida ambiziosa: superare il record mondiale per il maggior numero di pizze preparate in un tempo limitato, con l’obiettivo di oltrepassare quota 10mila in sole 12 ore. L'iniziativa A promuovere l’iniziativa è la GPN – Associazione Napoletana Pizza & Food, che insieme all’amministrazione comunale ha costruito un progetto che va ben oltre il primato. L’evento, infatti, nasce con una forte finalità benefica: le pizze realizzate saranno distribuite a ospedali, associazioni ed enti del terzo settore di tutta la Campania, raggiungendo famiglie, pazienti e persone in difficoltà. Saranno oltre 50 i pizzaioli coinvolti, provenienti da diverse parti del mondo, che lavoreranno senza sosta sotto l’occhio attento della giuria ufficiale di Londra. Accanto a loro, una fitta rete di volontari si occuperà della distribuzione, dando vita a una vera e propria catena di solidarietà che partirà dal cuore della città abatese per estendersi su tutto il territorio regionale. L’iniziativa rappresenta anche un omaggio alla pizza, simbolo universale della cultura partenopea, che per l’occasione diventa veicolo di un messaggio più ampio: trasformare un’eccellenza gastronomica in uno strumento concreto di vicinanza e sostegno.


Sorrento. Porto, interdizione temporanea dell'area della tensostruttura

Sul tratto di banchina interessata vietata la sosta dell'utenza: consentito solo il transito

Sorrento - Con un provvedimento della Regione Campania è stata interdetta, temporaneamente, una parte dell'area della banchina del porto di Marina Piccola, a Sorrento. La porzione interessata, corrispondente agli ormeggi numero 4 e 5, è quella coperta da una tensostruttura, che sarà oggetto per i prossimi 10 giorni da lavori di adeguamento alla normativa, ai quali seguirà il rilascio del certificato di agibilità. L'interdizione riguarda esclusivamente la sosta dei passeggeri di aliscafi e traghetti diretti a Napoli e alle isole, mentre resta consentito il transito.

Vico Equense, sorpreso a rubare all'alba in Via Vecchia Marina: arrestato 43enne

Vico Equense - Sono le 7:20 del mattino quando il silenzio di Via Vecchia Marina viene interrotto da una chiamata d’emergenza al 112. Un residente, con voce concitata, segnala la presenza di un estraneo nella propria abitazione: un uomo alto, con un cappellino, che si aggira furtivo tra le stanze. La risposta dei Carabinieri della stazione di Vico Equense è immediata. Una pattuglia, già impegnata nel controllo del territorio nelle vicinanze, raggiunge il complesso residenziale in pochi minuti. Al loro arrivo, i militari si trovano di fronte a un cancello forzato e a un uomo che, alla vista delle divise, tenta una fuga disperata in sella a una bicicletta. Il tentativo di scappare dura poco: i Carabinieri lo bloccano dopo pochi metri. Si tratta di un 43enne, fino ad oggi incensurato. Secondo la ricostruzione dei militari, l'uomo sarebbe riuscito a penetrare in un appartamento al primo piano dopo aver forzato un infisso e, successivamente, la porta d'ingresso. Non contento, il malvivente aveva visitato ben due abitazioni comunicanti, entrambe di proprietà della vittima, uscendo però a mani vuote prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Durante la perquisizione, il 43enne è stato trovato in possesso di un coltello multifunzione con lama estraibile, sequestrato dai militari. L'uomo è stato arrestato con l'accusa di tentato furto in abitazione e, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, è stato sottoposto ai domiciliari in attesa del rito direttissimo.

Viabilità a Vico Equense: il grido d’allarme dei residenti tra Moiano e via Positano

Manto stradale sconnesso e criticità strutturali: i cittadini segnalano una situazione di pericolo crescente nelle frazioni collinari

Vico Equense - Non accennano a placarsi le polemiche riguardanti lo stato della rete viaria a Vico Equense. Se la dorsale della via Raffaele Bosco è da tempo al centro di segnalazioni per le sue condizioni precarie, l’attenzione si sposta ora con forza verso la frazione di Moiano, in particolare nel tratto a ridosso di via Positano. Secondo le testimonianze dei residenti e dei pendolari che percorrono quotidianamente la zona, la strada versa in condizioni definite "pietose". Buche profonde, asfalto irregolare e cedimenti del manto stradale non rappresentano solo un disagio per il comfort di guida, ma si stanno trasformando in un vero e proprio rischio per la sicurezza di automobilisti e centauri. Il punto principale della contestazione riguarda la manutenzione ordinaria, che molti ritengono insufficiente. "Non è solo una questione estetica — spiegano alcuni cittadini — ma di incolumità. Attraversare queste strade ogni giorno significa mettere a dura prova i veicoli e, cosa ben più grave, rischiare incidenti a causa delle manovre improvvise necessarie per evitare le voragini". Per il PD vicano, la responsabilità è dell’amministrazione comunale. Secondo gli esponenti democratici, non si tratta più solo di un disagio estetico o di comfort, ma di una vera e propria emergenza sicurezza che mette a rischio l'incolumità di automobilisti e motociclisti. La critica si estende alla gestione complessiva del territorio: "Non riuscire nemmeno a riempire le buche più pericolose è il segno di un'assenza amministrativa che le frazioni non possono più tollerare". Il Circolo PD chiede un cambio di rotta immediato. La richiesta non è per interventi-tampone, giudicati spreco di risorse pubbliche poiché destinati a saltare alla prima pioggia, ma per un piano di riqualificazione strutturale che parta proprio dai punti più critici di Moiano e delle altre borgate. "Le periferie non possono essere cittadine di serie B — concludono i rappresentanti del PD — chiediamo che l'amministrazione stanzi le risorse necessarie per restituire dignità e sicurezza a queste strade". In attesa di una replica da parte del Comune, la questione viabilità resta il tema caldo della primavera vicana, con i cittadini pronti a nuove forme di protesta se le "voragini" segnalate non verranno colmate al più presto.

martedì 14 aprile 2026

Sport e salute protagonisti a Piano di Sorrento

Piano di Sorrento - Sabato 18 e domenica 19 aprile, in Piazza Cota, si svolgerà la manifestazione “CampuS3S – Salute, Sport e Solidarietà” organizzata dalle associazioni Campus Salute Onlus e dalla Sportform. Sarà allestito un vero e proprio “Villaggio per la Prevenzione”. Ci sarà la possibilità di sottoporsi gratuitamente a visite mediche specialistiche (senza necessità di prenotazione) a cui si aggiungeranno stage di diverse discipline sportive a cura di Open Club e SSD Acquaefitness. Il Campus sarà attivo in Piazza Cota sabato 18 aprile dalle ore 10:00 alle ore 19:00 e domenica 19 aprile dalle ore 10:00 alle ore 13:00. 

Specializzazioni disponibili:
🗓️ Sabato mattina
✅ Chirurgia vascolare
✅ Psicologia
✅ Fisiatria/ortopedia
🗓️ Sabato pomeriggio
✅ Chirurgia vascolare
✅ Senologia
✅ Fisiatria/Ortopedia
✅ Nutrizione


Vico Equense. Via Castello Marina: il tempo delle critiche è scaduto, ora conta il futuro

Vico Equense - L’attesa è finita, o quasi. Dopo anni di rinvii, cantieri lumaca e promesse sussurrate, il progetto di via Castello Marina sta per svelarsi nella sua forma definitiva. E come sempre accade quando il cemento si asciuga e le transenne spariscono, si leva il coro dei "si poteva fare meglio". C’è chi storce il naso per la scelta dei materiali, chi avrebbe preferito una continuità storica più marcata e chi, semplicemente, non si riconosce in quella nuova veste. Critiche legittime, per carità. L’estetica è un campo di battaglia dove nessuno vince mai davvero. Ma c’è un punto su cui è necessario essere onesti: il tempo delle barricate è scaduto. Lamentarsi oggi dei materiali e altro è un esercizio di retorica tardiva. Un progetto di questa portata non nasce dal nulla; attraversa bandi, commissioni, delibere e anni di dibattiti pubblici. Chi oggi punta il dito avrebbe dovuto farlo quando le planimetrie erano ancora carta fresca sui tavoli del Comune e della Città Metropolitana che ha finanziato il progetto, non quando l’opera è ormai parte del panorama. A che serve protestare ora? A nutrire un po' di sano (ma sterile) malcontento da bar? La realtà è che via Castello Marina è qui. È il risultato di scelte fatte, di compromessi accettati e di una burocrazia che finalmente ha partorito un risultato. Piaccia o non piaccia, ora la priorità non è più il "come è fatto", ma il "come lo vivremo". Invece di chiederci se quel materiale sia troppo moderno, dovremmo chiederci se quello spazio saprà restituire vita all'area, se saprà attirare persone e se sarà mantenuto con il decoro che merita. Un'opera pubblica non è solo estetica, è funzione. Accettare il fatto compiuto non significa rassegnarsi, ma passare a una fase costruttiva. Il tempo dei "poteva essere" è passato; ora inizia quello del vivere ciò che è stato realizzato. Meglio un'opera imperfetta ma finita e fruibile, che l'ennesimo eterno cantiere simbolo dell'immobilità.

Queequeg: a Montechiaro la nuova dimora della drammaturgia nel segno di Annibale Ruccello

Annibale Ruccello
Vico Equense - A Montechiaro prende vita Queequeg: una residenza artistica permanente dedicata alla drammaturgia contemporanea. Un progetto che non è solo formazione, ma un vero e proprio atto di resistenza poetica, nato nel nome e nella memoria di Annibale Ruccello. Il cuore dell'iniziativa è una call rivolta a otto autrici e autori (professionisti o in formazione) chiamati a convivere e creare per dieci giorni. L'obiettivo è ambizioso: interrogare il presente per immaginare i "futuri possibili" della scrittura per la scena. In un mondo che corre, Queequeg sceglie di rimettere al centro il tempo, inteso come strumento fondamentale per dare forma alle storie. La supervisione artistica è affidata a Pier Lorenzo Pisano, autore poliedrico e direttore artistico junior del Teatro di Napoli, che sottolinea l'importanza del legame tra scrittura e luogo: "Trovare una casa dove poter sperimentare liberamente è una necessità per chi scrive. Queequeg nasce come spazio di confronto per costruire sequenze di parole capaci di generare immagini ed emozioni." La scelta di dedicare la residenza ad Annibale Ruccello non è casuale: il drammaturgo stabiese ha saputo, meglio di chiunque altro, radicare il teatro nel territorio elevandolo a linguaggio universale. A questo si lega il nome Queequeg, il ramponiere di Moby Dick: una figura di soglia, enigmatica e rituale, che rappresenta una grammatica diversa del mondo, capace di orientare la narrazione restando fuori dai riflettori principali. La residenza è aperta a maggiorenni senza limiti di età, pronti a mettersi in gioco in uno spazio di lavoro condiviso e libero da vincoli commerciali. Scadenza bando: ore 12:00 del 10 maggio 2026. Esiti selezione: entro il 30 maggio 2026. Candidature: disponibili sul sito ufficiale queequeg.it. Con Queequeg, Vico Equense si conferma non solo meta di bellezza paesaggistica, ma laboratorio d'avanguardia per il teatro italiano, offrendo agli autori quella "casa" necessaria per far fiorire il talento e la ricerca.

Vico Equense, vita rovinata da un incidente: risarcita dopo 33 anni

di
Antonino Siniscalchi - Il Mattino

Vico Equense - Nel 1991 aveva appena 17 anni quando un gravissimo incidente stradale le cambiò per sempre la vita. Da quel giorno, per B.B. iniziò un lungo e doloroso percorso fatto di interventi chirurgici, lunghi periodi di immobilità e una riabilitazione estenuante, segnata da sofferenze fisiche ed emotive. Una vita che stava per sbocciare fu improvvisamente spezzata. Accanto al calvario medico si aprì presto anche quello giudiziario. Un percorso tortuoso, durato trentatré anni, durante i quali B.B. ha cercato di ottenere giustizia e un equo risarcimento per quanto subito. Un’attesa lunga una vita. L’incontro con il nuovo legale avviene quando B.B. ha ormai più di cinquant'anni. Il racconto della sua storia è frammentato, interrotto dalla commozione. Dopo oltre tre decenni di processo, la prima sentenza è una doccia gelata: nessun risarcimento. A rendere il quadro ancora più surreale, l’assenza di chiarimenti sulla decisione. “Seguimi tu”, è la richiesta semplice e disperata che rivolge B.B. al giovane avvocato vicano Mauro Colandrea. È il 22 dicembre 2024 quando inizia la corsa contro il tempo. Le cancellerie sono quasi deserte, i termini per l’appello imminenti. Davanti agli occhi, una montagna di faldoni: trentatré anni di atti da studiare in pochi giorni. Le festività natalizie scorrono tra carte, appunti e notti insonni. Cresce, però, anche la convinzione che qualcosa si possa ancora fare. È in momenti come questi che la professione forense recupera la sua essenza più profonda: non solo tecnica e procedura, ma missione. Riparare un torto, restituire dignità, dare voce a chi per troppo tempo non è stato ascoltato. La svolta arriva in Corte d’Appello. I giudici ribaltano completamente l’esito del lungo iter processuale, riconoscendo a B.B. un importante risarcimento. Dopo oltre trent’anni, la giustizia arriva.

 

Massa Lubrense. Comunali, sfida a 3 per il nuovo sindaco

Massa Lubrense - Un faro acceso sul futuro, mentre la politica locale prova a ritrovare direzione e orizzonte. È da qui che prende forma la nuova sfida in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, con uno scenario che si è ormai definito attorno a tre candidati sindaco. L'ultima novità è la discesa in campo di Lello Staiano, che ha ufficializzato la sua candidatura alla guida della lista Insieme per Massa Lubrense . Un progetto che punta a ricucire il rapporto tra cittadini e istituzioni, scegliendo come simbolo il faro: «non promette mare calmo, ma indica una direzione», è il messaggio che accompagna la proposta, con l'obiettivo di offrire stabilità in una fase percepita come complessa. Una candidatura che si inserisce in un quadro già in movimento da mesi. A rappresentare la continuità amministrativa è Giovanna Staiano, oggi sindaca facente funzioni dopo la scomparsa, un anno fa, del primo cittadino Lorenzo Balducelli. La sua proposta si muove nel solco tracciato da un'esperienza di governo durata dieci anni, con l'obiettivo di proseguire il percorso avviato dalla maggioranza uscente. Di segno diverso la candidatura di Michele Pollio, espressione del progetto Azione in Comune, che da tempo ha annunciato la volontà di costruire un'alternativa e imprimere una svolta all'azione amministrativa. Un percorso che punta a intercettare una domanda di cambiamento e a proporre una visione diversa per il territorio.


Sorrento. L'isola ecologica del tesoro: fragole in cambio di imballaggi

Iniziativa di Penisolaverde, fino al 22 aprile 

Sorrento - Fino al 22 aprile, i cittadini che conferiranno, presso l'isola ecologica di Sorrento, almeno 3 chilogrammi di imballaggi in carta e cartone, riceveranno una cassetta di fragole in omaggio. L'iniziativa è a cura del Comune di Sorrento e di Penisolaverde ed è inserita nella Paper Week di Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica. Nell'ambito dell'evento, 15 classi delle scuole primarie di Sorrento faranno visita in questi giorni all'isola ecologica, per scoprire da dove parte il percorso virtuoso del riciclo della carta.

lunedì 13 aprile 2026

Vico Equense, battaglia per il Pronto Soccorso: assemblea il 19 aprile

Vico Equense - La battaglia per il diritto alla salute in Penisola Sorrentina non si ferma. A due mesi dalla storica fiaccolata dell’11 febbraio, che ha visto migliaia di persone sfilare per le strade della città, il Comitato "La Tutela dei Diritti dei Cittadini" chiama nuovamente a raccolta la cittadinanza. L’appuntamento è fissato per domenica 19 aprile 2026, alle ore 19:00, presso la sede di Teatro Mio. Un’assemblea pubblica cruciale per fare il punto su una vertenza che vede l’ospedale "De Luca e Rossano" privato del suo Pronto Soccorso ormai dal lontano 2020. Nonostante la pressione costante, i presidi domenicali e il grido d’allarme lanciato alle istituzioni regionali, le risposte concrete tardano ad arrivare. L’obiettivo dell’incontro di domenica è analizzare lo stato dell’arte e denunciare l’immobilismo che continua a colpire un territorio morfologicamente complesso, dove la presenza di un presidio di emergenza non è un lusso, ma una necessità vitale garantita dalla Costituzione. L’assemblea di Teatro Mio non sarà solo un momento di analisi, ma il trampolino di lancio per nuove azioni di protesta. Tra le proposte al vaglio del direttivo c’è l’organizzazione di una grande manifestazione comprensoriale per il prossimo 1° maggio. L’idea è quella di unire l’intera Penisola Sorrentina in un’unica voce, portando la mobilitazione su un piano ancora più ampio per ottenere la riapertura immediata della struttura.