Vico Equense - Una scia di luce per illuminare il buio che avvolge la sanità territoriale e squarciare il velo di incertezza sul futuro del De Luca e Rossano. Il Comitato “La Tutela dei Diritti dei Cittadini” ha lanciato un appello corale per mercoledì 11 febbraio 2026, alle ore 18:30: una fiaccolata pacifica per esigere la riapertura immediata del pronto soccorso, presidio vitale per la sicurezza di residenti e turisti. Il corteo partirà da Piazzale Siani per raggiungere simbolicamente l'ingresso dell'ospedale. Ma quest'anno, la richiesta del Comitato non è rivolta solo ai cittadini: c'è un invito pressante affinché le istituzioni locali di Vico Equense – Amministrazione comunale in testa – partecipino in prima linea, con la fascia tricolore, per dare peso politico a una battaglia che non può essere delegata solo ai movimenti civici. “La presenza di quanti più cittadini possibile è fondamentale, ma il supporto ufficiale delle nostre istituzioni è il segnale che il territorio è unito e non disposto a fare passi indietro”, spiega il presidente del comitato, Michele Cannavacciuolo (foto). La mobilitazione di Vico Equense si inserisce in un clima di resistenza che sta attraversando tutto il Sud. Proprio in queste settimane, Isernia è diventata il simbolo nazionale della lotta per la sanità pubblica. Nel capoluogo molisano, oltre 7.000 persone hanno invaso le strade in una storica fiaccolata a difesa dell'ospedale Veneziale. Ciò che ha reso la protesta di Isernia un caso nazionale è stata proprio la scelta delle istituzioni locali di mettersi alla guida della rivolta: il sindaco Piero Castrataro dorme in una tenda davanti al nosocomio da oltre un mese per protestare contro i tagli che minacciano reparti come Emodinamica e il Punto Nascita. Vico Equense e Isernia gridano lo stesso allarme: la trasformazione del diritto alla salute in un servizio di serie B.


























