Roma - La maggioranza di governo, e in particolare Fratelli d’Italia, starebbe lavorando a un emendamento da inserire nella nuova legge di bilancio per riaprire i termini del condono edilizio del 2003, con un focus specifico sulla Regione Campania. L'indiscrezione, inizialmente lanciata da Repubblica.it, ha trovato conferme da fonti qualificate del centrodestra. Al centro della proposta vi è il recupero delle sanatorie per le opere risalenti a prima del 2003. All'epoca, la Campania era stata di fatto esclusa dal terzo condono nazionale per volere dell'allora governatore di centrosinistra, Antonio Bassolino. Una decisione che l'attuale centrodestra mira a superare per azzerare quella che definisce una disparità di trattamento per i cittadini campani. Il tema non è nuovo nel dibattito della coalizione ed era già stato sollevato dall'attuale viceministro degli Affari Esteri Edmondo Cirielli (FdI). Cirielli aveva definito la riapertura dei termini un "atto di giustizia", sottolineando come nel 2003 tutta Italia avesse usufruito della misura tranne la Campania, i cui abitanti non dovevano "essere trattati da cittadini di serie B". L'ipotesi dell'emendamento è tornata d'attualità in una delle ultime riunioni di maggioranza in vista della discussione parlamentare sulla manovra economica. Nel corso dei colloqui interni sono state vagliate anche opzioni più generiche a livello nazionale — sulla scia di quanto già ipotizzato senza successo nelle precedenti sessioni di bilancio — ma il focus resta fortemente incentrato sulla risoluzione della specificità campana, dove si stimano circa 50mila ordinanze di abbattimento pendenti. Se l'impianto ricalcherà la sanatoria del 2003 (governo Berlusconi), la riapertura dei termini presenterebbe comunque vincoli precisi dal punto di vista tecnico e territoriale. Riguarderebbe esclusivamente gli abusi completati entro il 31 marzo 2003, escludendo categoricamente qualsiasi illecito edilizio commesso negli anni successivi.







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