Vico Equense - Metti una madre anziana, non autosufficiente, costretta a letto o su una sedia a rotelle, che dipende interamente dalle cure dei propri familiari. Metti un diritto sacrosanto, come il rinnovo di un piano terapeutico, indispensabile per garantire la continuità dell’assistenza e l'accesso ai farmaci. Aggiungi una richiesta formale di visita geriatrica a domicilio, presentata regolarmente a metà giugno con tanto di ticket pagato. Il risultato? È finito agosto, l’estate è passata, ma del medico non c’è traccia. Questa non è una storia isolata, ma lo specchio di un’efficienza sanitaria che esiste solo sulla carta. Due mesi e mezzo di totale silenzio per un cittadino fragile non sono solo un ritardo burocratico: sono un’omissione di assistenza che ricade interamente sulle spalle delle famiglie. Il rinnovo di un piano terapeutico non è un capriccio, né una formalità procrastinabile a piacimento. È il documento legale che permette a un paziente di ricevere gratuitamente i dispositivi medici e i farmaci di cui ha bisogno per vivere. Bloccare questo rinnovo a causa delle liste d'attesa significa, nei fatti, costringere i familiari a pagare di tasca propria medicinali spesso costosi, oppure interrompere la terapia, mettendo a rischio la salute del malato.

















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