di Filomena Baratto
Ci sono molti modi per cercare di comprendere la personalità di una persona; tra questi, anche il modo in cui guida. Sì, osservare qualcuno al volante può essere un po' come scattare una fotografia del suo modo di essere. La guida, infatti, può offrirci un quadro, quasi analogico, delle sue capacità, del suo modo di comportarsi, di interagire e di vivere il rapporto con gli altri. Quando mi trovo accanto al conducente, non mi sfugge quasi nulla. Vado in apprensione quando assisto a manovre azzardate o a situazioni di pericolo che l'altro non sembra aver considerato. Solo allora mi permetto di raccomandargli di procedere con prudenza. Chi viaggia in macchina con me dice spesso che vado veloce; poi, però, quando si accorge che sono prudente, che ho riflessi pronti e che rispetto le norme, si tranquillizza e mi dice che si fida di me. Quando sono sulla strada, mi guardo intorno e vedo persone che guidano in modo davvero riprovevole. A volte penso che dovrebbero rifare tutto il percorso per riprendere la patente. Già il modo di tenere il volante può dire qualcosa. C'è chi vi si aggrappa come se fosse ancorato a qualcosa a cui affidarsi per sentirsi al sicuro, invece di essere lui a condurre il veicolo. Una presa eccessivamente forte, movimenti rigidi e una scarsa capacità di attenzione possono fare sì che, al momento opportuno, non si reagisca in tempo, risultando lenti nelle frenate, nelle manovre o nel dare la precedenza. C'è poi chi procede con una sola mano mentre tiene l'altro braccio appoggiato al finestrino.

































