Vico Equense - “Erosione costiera e siti archeologici: un binomio che interessa da vicino anche la zona di Vico Equense. Ad oggi si contano oltre 19 siti archeologici tra il Golfo di Napoli e Pozzuoli. Si tratta di testimonianze risalenti in particolare tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C. che necessitano di maggiore attenzione e salvaguardia. Questo, però, implica anche una comprensione più profonda e uno studio multidisciplinare delle dinamiche che incidono su questi tratti di costa. Alla conferenza odierna porterò all’attenzione alcuni importanti casi-studio di siti archeologici lungo la Penisola Sorrentina”. Con questa dichiarazione ufficiale Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia, ha annunciato la sua presenza e il suo contributo alla Conferenza Nazionale sul Dissesto Idrogeologico, in programma oggi, venerdì 23 ottobre 2026, nelle sale del Castello Giusso di Vico Equense. Un'analisi sulla carta ineccepibile, che fotografa la necessità urgente di unire le competenze scientifiche per salvare il patrimonio costiero. Eppure, mentre all’interno delle sale affrescate si discetta di "gestione e fragilità del territorio", a pochi chilometri di distanza la realtà dei fatti consuma il suo ennesimo verdetto di abbandono, scontrandosi violentemente con le pur condivisibili parole dei relatori. La vittima illustre e dimenticata di questa narrazione è la Villa Romana del Pezzolo alla Marina di Aequa. La struttura, un magnifico esempio di epoca tardo-repubblicana sopravvissuto all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e ricostruito nel II secolo d.C. (rientrando perfettamente nella cronologia citata da Santanastasio), sta scomparendo pezzo dopo pezzo.

































