Vico Equense - Oggi, 6 ottobre, si celebra la Giornata Europea del Caregiver. In queste ore i social e i palazzi della politica si riempiono di passerelle, tweet commossi e comunicati di onorevoli e partiti. Proprio loro, quelli che si riempiono la bocca parlando di "tutela della salute" e "riforme della sanità", rispolverano questa data per fare promesse di facciata. Ma per me oggi non è una giornata di celebrazioni astratte; è il giorno di una vittoria faticosa e totalmente solitaria: ho finalmente rinnovato il piano terapeutico di mia mamma. Ci sono voluti quasi 4 mesi. Quattro mesi di silenzio istituzionale, rimpalli di responsabilità e totale abbandono. In tutti questi 120 giorni di attesa, nessun esponente politico ha mai avuto una parola di reale supporto per chi si ritrova a combattere da solo contro i mulini a vento del sistema sanitario. La verità è che quando i partiti parlano di sanità pubblica nei loro programmi elettorali o nei talk show, descrivono un mondo astratto. La realtà quotidiana dei 12 milioni di caregiver in Italia è invece fatta di una solitudine disarmante, ignorata da chiunque abbia il potere di cambiare le cose ma preferisce voltarsi dall'altra parte. La prova lampante di questo distacco siderale è l'ultimo, paradossale ostacolo che mi è stato imposto: la prescrizione va stampata. Niente digitale, nessuna semplificazione telematica. Bisogna prendere quel foglio cartaceo e incastrare la propria vita nei ritmi rigidi e ridicoli di uffici dimenticati da Dio: il ritiro è alla Farmacia Distrettuale del Distretto 59 a Sant’Agnello, solo il lunedì dalle 09:00 alle 12:00.








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