Firmata la determina per la concessione quinquennale in sei comuni costieri. L'atto arriva dopo la dura requisitoria delle opposizioni sulla disattivazione delle vecchie strutture, definite dal PD «elementi di degrado urbano»
Vico Equense - Una svolta burocratica da oltre un milione e centomila euro per sanare una ferita che dura da quasi due lustri. Il Comune di Vico Equense, nel ruolo di ente guida della costiera, ha ufficialmente firmato l'atto numero 1208 del Servizio Lavori Pubblici. La decisione avvia una consultazione di mercato per affidare a una singola società l'esercizio di ventisei erogatori di acqua trattata e sanificata sul territorio consorziato, che racchiude anche Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento e Massa Lubrense. Dietro i tecnicismi dell'atto si cela lo scontro frontale che ha infiammato la politica locale. La nuova maxi-gara evidenzia, nei fatti, il tentativo dell'attuale giunta guidata dal sindaco Giuseppe Aiello di uscire dal blocco ereditato dal passato e ribattere alle dure accuse delle minoranze. La storia dei distributori idrici alla spina in costiera ha radici lontane. Era il dicembre del duemilasedici quando l'allora sindaco Andrea Buonocore inaugurava con grandi cerimonie a Moiano la prima struttura idrica del territorio, assicurando ai cittadini un'erogazione più sana, più attenta alla natura e più economica. Da quel momento, tuttavia, il servizio è andato incontro a un costante declino. L'affidamento iniziale è scaduto da anni e l'amministrazione ha tirato avanti a forza di rinnovi tecnici. Una gestione definita carente dal Circolo del Movimento Democratico di Vico Equense, crollata nel momento in cui la società incaricata della manutenzione ha comunicato il rifiuto a continuare il servizio. Il risultato è stato la chiusura in blocco degli erogatori esistenti.





























.jpg)

