Presentato nel Palazzo Municipale il nuovo libro del giornalista Salvatore Dare. Più che la biografia di un’imbarcazione storica, l'opera è un viaggio corale tra memoria, passioni e rinascite della comunità sorrentina
Sorrento - Una barca ha riempito una sala. Ma, alla fine, a riempire quella sala è stata soprattutto Sorrento. C’è un filo invisibile ma indissolubile che lega la terra al mare, e la straordinaria partecipazione di pubblico alla presentazione di Santa Rosa. Storie di barche, uomini, tempeste e rinascite ne è stata la prova più tangibile. Il nuovo volume del giornalista Salvatore Dare, pubblicato da Franco Di Mauro Editore, ha trasformato la sala consiliare del Palazzo Municipale nel cuore pulsante della sorrentinità, richiamando una rappresentanza trasversale del mondo della cultura, del giornalismo, delle istituzioni e della società civile. Chi si aspettava la semplice cronistoria di uno scafo in legno è rimasto felicemente sorpreso. Il Santa Rosa – il celebre gozzo storico costruito nel 1951 dai maestri d’ascia del Cantiere Aprea di Marina Grande – è sì il protagonista indiscusso dell'opera, ma non il suo unico interprete. Nelle pagine di Dare, la barca diventa un pretesto narrativo, una chiave d'accesso per esplorare una storia molto più grande: quella di una comunità che si batte per la tutela del proprio patrimonio e della propria memoria. Il libro apre continuamente nuove porte.


















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