Vico Equense - La Villetta Palmizio sembra non trovare pace. Quello che doveva essere il salotto ritrovato della città torna prepotentemente al centro della cronaca per un dettaglio che, nella sua piccola scala, solleva interrogativi enormi: una targa in ceramica che celebra un improbabile "WOLF GANG". In un luogo già segnato da profonde tensioni tra amministrazione e cittadinanza — a causa di scelte architettoniche aspramente discusse — una svista del genere non può essere derubricata a semplice refuso. Quella spaziatura errata nel nome di Johann Wolfgang von Goethe diventa il simbolo di una fretta esecutiva che mal si concilia con la solennità di un'opera pubblica definitiva. Per i vicani più attenti, che da mesi osservano con occhio critico la metamorfosi di uno dei luoghi più simbolici del territorio, quel "WOLF GANG" non è che la conferma di un timore latente: una cronica approssimazione nella cura dei particolari. Goethe, che nel suo Viaggio in Italia dedicò parole immortali a queste terre, si ritrova oggi "spezzato" da una ceramica che sembra ignorare proprio quella precisione estetica e quel rigore che il poeta tanto ammirava. In un momento in cui Vico Equense punta con forza all'eccellenza e al prestigio internazionale, scivolare su un’incisione è un autogol comunicativo pesante. La bellezza di un’opera pubblica, infatti, non risiede solo nel grande progetto, ma soprattutto nella pazienza del dettaglio. Senza di essa, anche l'intervento più ambizioso finisce per apparire come un'occasione mancata, lasciando ai cittadini l'amaro in bocca di chi vede la propria storia scolpita con una superficialità che Goethe, di certo, non avrebbe perdonato.
giovedì 19 febbraio 2026
Dalle mani dei nostri pizzaioli al tetto del mondo: Pizza a Vico celebra l’Italia del gusto
Vico Equense - Non è una semplice classifica, è un plebiscito: i TasteAtlas Awards 25/26 parlano chiaro e il verdetto profuma di basilico fresco, pomodoro verace e impasti magistrali. L’Italia si conferma la miglior cucina del mondo, la Campania la regina assoluta tra le regioni e Napoli la capitale indiscussa del gusto globale. In questo scenario da podio olimpico, la pizza svetta orgogliosa al secondo posto tra i piatti più amati del pianeta. Da Vico Equense arriva il commento entusiasta dell’associazione "Pizza a Vico": "Questa non è solo una classifica. È la conferma che il gusto autentico, la tradizione e il territorio sanno farsi riconoscere ovunque. E noi continuiamo a raccontarli, ogni giorno, grazie all'impegno e al cuore dei nostri pizzaioli." Vedere la Campania e Napoli sul tetto del mondo non è un punto di arrivo, ma una grande responsabilità. Il viaggiatore globale oggi non cerca più soltanto il "cibo", ma l'esperienza: vuole la storia di un popolo e la qualità senza compromessi delle materie prime. Il riconoscimento tributato alla pizza — argento mondiale tra i piatti più iconici — è il sigillo finale su un'arte che è già Patrimonio UNESCO e che a Vico Equense trova una delle sue massime espressioni di tecnica e convivialità. Oggi il mondo ha la certezza di ciò che noi abbiamo sempre saputo: non esiste tavola più accogliente di quella campana. E mentre i riflettori internazionali illuminano Napoli, Vico Equense continua a impastare con orgoglio, fiera di essere protagonista della regione gastronomica più amata del mondo.
Un calice di Campania Felix: i vini di Villa Matilde protagonisti a EuroLab Masterclass
Formazione, degustazione e strumenti operativi per l’Horeca: i vini di Villa Matilde Avallone al centro di un incontro dedicato ai professionisti del settore
C’è un luogo, nel nord della Campania, dove il vino nasce su un antico vulcano e racconta una storia che attraversa i secoli. È a Cellole, sulle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, nel cuore della Campania Felix, che ha sede Villa Matilde Avallone, storica azienda vitivinicola della provincia di Caserta. Fondata negli anni Sessanta da Francesco Paolo Avallone, l’azienda è conosciuta per aver riportato in auge il Falerno, il vino celebrato dagli antichi Romani, attraverso un lungo lavoro di ricerca storica e viticola che ha restituito identità e prestigio a uno dei territori più antichi della viticoltura italiana. Oggi Villa Matilde, guidata da Maria Ida e Salvatore Avallone, prosegue questo percorso con una produzione che unisce memoria, precisione enologica e una visione contemporanea del vino, dando vita a etichette eleganti, riconoscibili e versatili. Questo racconto prende forma nella nuova EuroLab Masterclass in programma martedì 24 febbraio alle ore 15.00 presso Eurocash, (Via Napoli, 216, Maddaloni CE) un appuntamento dedicato ai professionisti dell’Horeca che mette al centro il vino come esperienza, cultura e strumento di lavoro quotidiano. L’incontro si inserisce nel progetto EuroLab Masterclass, il format di Eurocash – realtà parte della F.lli Morgese Srl, azienda familiare storica attiva da oltre cinquant’anni in Campania nella distribuzione organizzata dedicata all’Horeca e parte del gruppo Vegè – che affianca all’attività di vendita momenti di formazione, degustazione e confronto diretto tra operatori e produttori, trasformando il cash & carry in uno spazio di incontro e approfondimento.
Penisola Sorrentina e Monti Lattari: nasce a Vico Equense il fronte comune per il turismo
Vico Equense - C’è un’immagine che emerge con forza dall'incontro svoltosi nella sala polifunzionale di Vico Equense: quella di un territorio che, forse per la prima volta con questa convinzione, prova a guardarsi allo specchio non come un mosaico di frammenti preziosi ma isolati, ma come un’unica, grande destinazione. Il dibattito sulle DMO (Destination Management Organization) non è (e non deve essere) un tecnicismo per addetti ai lavori. È, al contrario, il paradigma di un cambio di rotta necessario. Il Sindaco Giuseppe Aiello, facendosi promotore di questo dialogo tra la Penisola Sorrentina e i Monti Lattari, ha toccato un nervo scoperto: la necessità di passare da una gestione "passiva" del turismo a una governance attiva e integrata. Per decenni, il successo internazionale della nostra terra è stato garantito dalla bellezza intrinseca dei luoghi e dall’intraprendenza dei singoli privati. Ma il mondo post-pandemico e le sfide della sostenibilità impongono oggi una strategia che il singolo Comune, per quanto virtuoso, non può reggere da solo. Mettere a sistema le eccellenze — dal mare della costiera ai sentieri lattari — significa smettere di farsi concorrenza interna e iniziare a competere insieme contro i grandi player globali. La sfida delle DMO è complessa perché chiede agli amministratori un atto di generosità politica: cedere un po' di sovranità locale in favore di un brand territoriale comune. Il Sindaco ha commentato l'esito dell'incontro definendolo: «Un momento di confronto aperto e concreto, utile a condividere visioni, esigenze e prospettive. L'obiettivo è quello di ampliare il ragionamento e verificare la possibilità di costruire un unico gruppo di lavoro capace di valorizzare in maniera coordinata il nostro territorio».
Vico Equense. Il tramonto dei totem: il PD boccia gli «orpelli urbani»
Vico Equense - Nella complessa sfida di modernizzare l'accoglienza turistica in Penisola Sorrentina, i totem digitali di Vico Equense sono passati rapidamente da simboli di avanguardia a oggetto di accesa disputa politica. Al centro della polemica non c’è solo la funzionalità tecnica, ma il valore stesso di un investimento che la sezione locale del Partito Democratico non ha esitato a definire, senza mezzi termini, dei semplici "orpelli urbani". Bisogna avere il coraggio di ammetterlo: i totem informativi, per come li abbiamo conosciuti, hanno fatto il loro tempo. Nati in un'epoca di transizione, oggi appaiono come dinosauri tecnologici in un mondo dove lo smartphone ha già vinto ogni battaglia sulla reperibilità delle informazioni. Definire un'opera pubblica un "orpello" significa denunciarne la natura superflua: un oggetto che adorna ma non serve, che occupa spazio senza generare valore. La critica del Circolo PD colpisce nel segno di un malessere diffuso tra i cittadini: la percezione di un costo pubblico non giustificato, destinato a dispositivi che spesso restano spenti, illeggibili o semplicemente ignorati. Il paradosso è evidente sotto gli occhi di chi passeggia per le strade di Vico. Mentre si punta a digitalizzare l'esperienza turistica, questi monoliti rischiano di diventare monumenti all'obsolescenza programmata. In un momento in cui la gestione delle risorse comunali richiede priorità ferree, l'esborso per la loro continua manutenzione viene visto come una distrazione economica rispetto a problemi urgenti come la viabilità, il decoro o la cura quotidiana del territorio. Oggi la vera scelta amministrativa lungimirante non è più "fare un salto di qualità" nei contenuti o accanirsi nel ripararli, ma valutarne seriamente la rimozione.
Dimissioni Cirielli, Gennaro Cinque: «Perdiamo una guida in aula, ma ora più che mai saremo sentinelle del territorio»
Vico Equense - All'indomani dell'annuncio ufficiale di Edmondo Cirielli, che ha scelto di mantenere l'incarico di Viceministro e parlamentare lasciando lo scranno in via Santa Lucia, il clima tra i banchi del centrodestra è di riorganizzazione. Gennaro Cinque, ex consigliere regionale e già sindaco di Vico Equense, ha rilasciato una dichiarazione che mescola il riconoscimento per il collega e una linea politica chiara per il futuro.
«Le dimissioni di Edmondo Cirielli non sono una sorpresa, ma l'atto finale di un percorso di grande coerenza istituzionale», ha dichiarato Gennaro Cinque. «Aveva promesso che avrebbe messo davanti a tutto l'interesse dei campani e oggi, scegliendo di restare al Governo, garantisce alla nostra regione un canale diretto e autorevole con Palazzo Chigi. La sua "sofferenza" nel lasciare il Consiglio è la testimonianza di quanto ami questa terra, ma siamo certi che da Roma potrà incidere più di quanto farebbe da un banco di minoranza a Napoli». Con l'uscita di scena del candidato presidente della coalizione, il tema della leadership interna si fa urgente. Cinque, tuttavia, invita alla compattezza: «Ringrazio Cirielli per aver tracciato una rotta chiara. Il mio impegno, insieme ai colleghi della Lega e dell'intera opposizione, sarà quello di non lasciare spazio a personalismi. Abbiamo il dovere di essere compatti, specialmente ora che il baricentro si sposta. Io continuerò a essere la voce della Penisola Sorrentina e di tutte le province che troppo spesso vengono dimenticate dalla gestione attuale».
Incalzato sulle prossime mosse, Cinque non ha dubbi: «Le dimissioni di oggi non cambiano la nostra agenda. Anzi, la caricano di ulteriore responsabilità. Continuerò a dare battaglia sul fallimento del sistema sanitario regionale e sull'emergenza trasporti che umilia ogni giorno migliaia di pendolari».
Edmondo Cirielli e Gennaro Cinque
Nasce «Mete», il santuario sotterraneo dei formaggi di eccellenza
di Gimmo Cuomo - Il Corriere del Mezzogiorno
Meta - Un santuario ipogeo, una cripta, un luogo esoterico dedicato al culto dei formaggi. Si chiama Mete, con evidenti rimandi alla sua ubicazione e al progetto. Si trova infatti in via del Lauro a Meta, ed evoca i traguardi, gli approdi, le mete appunto (come quelle del rugby) di un'avventura che è nata da una visione condivisa da due amici: Salvatore De Gennaro e Giuseppe Iaconelli. Vicano il primo, esperto selezionatore di prodotti caseari (e non solo), fondatore della boutique enogastronomica "La Tradizione" di Seiano; originario dell'Alto Casertano, il secondo ha alle spalle esperienze importanti di allevatore, casaro e ora ha maturato una significativa reputazione di affinatore riconosciutagli in tutta Italia. L'inaugurazione di questo luogo magico, che avverrà in sordina nel fine settimana, arriva al termine di un lungo periodo di ristrutturazione e risistemazione. Dall'ambiente a fronte strada, alla base di un palazzotto di inizio Novecento, si accede, tramite scale, a quelli sottostanti, appartenenti ad epoche precedenti, nei quali riposano i formaggi in affinamento. Lungo il percorso si aprono nicchie, e, in quello più in basso c'è anche una grande cisterna per la raccolta dell'acqua. Autore del recupero un professionista della Penisola sorrentina, l'architetto Francesco Savarese, che non ha esitato a sporcarsi le mani in prima persona nell'attività di rimozione dei detriti. Grazie a questo paziente lavoro di sgombero sono venute alla luce anche porzioni del pavimento originario. Fondamentale poi l'opera di Filippo Cannata, lighting designer di fama internazionale, che ha ricreato sapienti giochi di luci ed ombre, che saranno accompagnati da suggestioni sonore, naturali o indotte ad hoc.
Il ricordo di Michele Lauro tre anni dopo
Memoria, verità e una giustizia che attende risposte. Il tempo non attenua il dolore della scomparsa. La stima di Gianluigi Aponte
di Antonino Siniscalchi
Sorrento - A tre anni dalla tragica scomparsa di Michele Lauro, il suo nome continua a risuonare con forza nella memoria collettiva della Penisola sorrentina e nel mondo dello shipping marittimo. Il tempo non ha attenuato il dolore, ma ha reso ancora più nitido il ricordo di un uomo che ha saputo coniugare mare, lavoro e famiglia con rigore, competenza e profonda umanità. Era il 20 febbraio 2023 quando un drammatico incidente stradale sul Viadotto San Marco, lungo la strada statale 145 “Sorrentina”, tra Gragnano e Castellammare di Stabia, spezzò improvvisamente la sua vita. Michele Lauro, 59 anni, di Piano di Sorrento, stava raggiungendo il posto di lavoro quando rimase vittima di un violento scontro frontale. Un evento che la magistratura ha qualificato come omicidio stradale: Michele non ebbe alcuna responsabilità nell’accaduto e, secondo quanto emerso nel procedimento penale concluso con una condanna, tentò in ogni modo di evitare l’impatto. Una verità giudiziaria che non lenisce il dolore, ma restituisce dignità ai fatti. Resta, tuttavia, l’amarezza per una giustizia che appare incompiuta: il responsabile, pur condannato a due anni e tre mesi, non ha ancora scontato un solo giorno di pena, in qualunque forma. Un dato che alimenta interrogativi e frustrazione in una comunità che chiede rispetto e certezze. A rendere ancora più complesso il quadro, l’assenza di telecamere attive sul viadotto: dispositivi che avrebbero potuto documentare l’accaduto non risultavano funzionanti allora e non lo sono tuttora.
Sorrento riscopre il fascino della camelia
Sorrento riscopre il fascino discreto della primavera che sboccia in anticipo e celebra l’eleganza senza tempo della camelia con la XVIII edizione della Mostra delle Camelie, in programma sabato 21 e domenica 22 febbraio 2026 nello scenario di rara suggestione del Chiostro di San Francesco. Domani, venerdì, dalle ore 10 alle 16, le socie del Garden club Penisola Sorrentina saranno nel Chiostro di San Francesco per l'allestimento della mostra e accogliere i fiori recisi di tutti coloro desiderano partecipare; i fiori possono essere consegnati semplicemente in fascio che poi sarà sistemato dalle socie o già in composizione artistica in vaso, in vetro o in ciotola; in ogni caso i fiori devono essere accompagnati da un biglietto con il nome della famiglia per una corretta dicitura sul cavaliere. L'appuntamento, con cadenza biennale, un classico nel calendario culturale cittadino è promosso dal Garden Club Penisola Sorrentina, presieduto da Pia Ruoppo, con il patrocinio del Comune di Sorrento. L’inaugurazione è fissata per sabato alle ore 10, l’apertura al pubblico attivata dalle 10 alle 19 in entrambe le giornate, con ingresso libero. La mostra rappresenta un omaggio raffinato a un fiore che, pur essendo “immigrato”, ha trovato nella Terra delle Sirene una seconda patria naturale. La camelia, originaria del Giappone e legata secondo la leggenda all’isola sacra di Honsu, giunge in Europa nel XVIII secolo e in Italia intorno al 1760. La sua acclimatazione nel Mediterraneo appare quasi predestinata: il terreno acido, il clima mite e la perfetta armonia con gli agrumeti – le cui foglie ricordano quelle della camelia – ne hanno favorito una diffusione straordinaria, soprattutto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Nel Chiostro trecentesco, la raccolta e la catalogazione dei fiori recisi provenienti da giardini privati e storici restituiscono una vera e propria vetrina botanica di primavera.
Geopolitica, Stati Uniti ed Europa: a Sorrento il confronto con Giuseppe Scognamiglio, Ceo di Eastwest, ex diplomatico e capo dei rapporti internazionali di Unicredit
Sorrento - Le trasformazioni dell’ordine internazionale, la nuova stagione politica statunitense ed il ruolo dell’Europa negli equilibri economici e strategici globali saranno al centro dell’incontro in programma sabato 21 febbraio 2026 alle ore 18.30 a Villa Fiorentino. L’iniziativa, promossa dal Rotary Club Sorrento e dalla Fondazione Sorrento, vedrà protagonista Giuseppe Scognamiglio, fondatore e Ceo di Eastwest, ex ambasciatore con un lungo trascorso nella finanza internazionale, in dialogo con il giornalista de Il Mattino Antonino Pane. Manager e analista di scenari internazionali, Scognamiglio è alla guida di Eastwest, piattaforma globale attiva in oltre 50 Paesi che opera nei campi della diplomazia economica, dell’internazionalizzazione delle imprese, dell’analisi geopolitica e della formazione strategica. Il progetto integra attività editoriale, advisory e think tank, creando un ecosistema che connette imprese, istituzioni, mondo finanziario e accademico sui grandi temi della competizione globale. Attraverso la rivista internazionale EastWest - il cui ultimo numero è appena stato pubblicato - i programmi di alta formazione ed i servizi di consulenza strategica, la realtà guidata da Scognamiglio è oggi un luogo di confronto tra leadership economiche e decisori pubblici sui processi che stanno ridefinendo commercio, tecnologia, sicurezza energetica e governance multilaterale. Nel corso dell’incontro saranno affrontati temi come la visione geopolitica degli Stati Uniti nella fase attuale, l’impatto dei conflitti sugli assetti economici globali, le prospettive dell’Europa nel nuovo contesto internazionale ed il posizionamento dell’Italia nelle catene del valore e nelle relazioni transatlantiche. “Portare a Sorrento una realtà come Eastwest e il suo fondatore – sottolinea il presidente del Rotary Club Sorrento Claudio de Vito – significa offrire al territorio una chiave di lettura autorevole e contemporanea dei fenomeni globali che incidono direttamente anche sulle nostre economie locali”. “La vocazione internazionale della città – aggiunge l’amministratore delegato della Fondazione Sorrento Gaetano Milano – trova in questo appuntamento un momento di confronto di alto profilo su temi che riguardano da vicino imprese, istituzioni e cittadini”. L’incontro è aperto al pubblico fino a esaurimento posti.
Cani, gatti e principesse: quando l'amore supera ogni confine
Una favola divertente contro i pregiudizi e l’intolleranza, in scena il 20 e 21 febbraio al Teatro dei Piccoli di Napoli
Napoli - L’amore che sfida le convenzioni è il cuore pulsante di "Cani, gatti e principesse", lo spettacolo del Teatrino dei Fondi atteso venerdì 20 e sabato 21 febbraio, alle ore 11, presso il Teatro dei Piccoli nella Mostra d’Oltremare di Napoli. Attori e pupazzi animati sono i protagonisti del nuovo appuntamento della programmazione per famiglie curata da Le Nuvole/Casa del Contemporaneo, I Teatrini e Progetto Sonora, in sinergia con il Comune di Napoli e la direzione della Mostra. Una originale fiaba moderna, scritta e diretta da Enrico Falaschi e portata in scena da Serena Cercignano, Simone Martini e Alessio Martinoli, che si riallaccia alla nobile tradizione del racconto allegorico. Sebbene richiami l'eredità intramontabile delle “favole con animali” di grandi autori del passato come Esopo, Fedro o i fratelli Grimm, il testo si distingue per una scrittura contemporanea che utilizza l'ironia per affrontare temi profondi come l'accettazione dell'altro. La messa in scena si avvale inoltre della cura di Federico Biancalani per scene e oggetti e di Giovanni Mancini e Simone Ferretti per disegno luci e allestimento. Al centro della vicenda troviamo la principessa Giulia, sovrana dei cani dal cuore puro e dalla bellezza luminosa. Nonostante i numerosi pretendenti che affollano il suo fantastico regno, nessuno sembra capace di conquistarla finché il destino non le fa incontrare il principe Felix Mau.
mercoledì 18 febbraio 2026
La rivoluzione digitale fa tappa a Vico Equense: Derrick de Kerckhove presenta “L’uomo quantistico”
Vico Equense - Dove ci sta portando l’accelerazione tecnologica? Quali sono i nuovi confini tra mente umana e intelligenza artificiale? A queste domande cercherà di rispondere uno dei massimi esperti mondiali di cultura digitale, Derrick de Kerckhove, che venerdì 20 febbraio alle ore 18:00 sarà protagonista a Vico Equense.
L’appuntamento è fissato nella suggestiva cornice della Sala delle Colonne del Complesso della Santissima Trinità e Paradiso, dove l’illustre sociologo — recentemente diventato cittadino italiano — presenterà il suo ultimo lavoro: “L’uomo quantistico. Mente, società, democrazia: dove ci porterà la prossima rivoluzione digitale”.
Il volume si pone come una bussola per orientarsi in un’epoca di mutamenti radicali. Secondo de Kerckhove, l'erede intellettuale di Marshall McLuhan, l’avvento del digitale non è un semplice progresso tecnico, ma una vera e propria scossa tellurica capace di scardinare i paradigmi esistenti e scuotere le fondamenta stesse della società e della democrazia. Il concetto di "uomo quantistico" esplora proprio questa nuova condizione umana, sospesa tra identità fisica e connessioni virtuali permanenti.
All'incontro, che promette di essere un momento di alta riflessione filosofica e sociale, prenderanno parte Giuseppe Aiello, Sindaco di Vico Equense, e Nino Pace, Vice Presidente e Amministratore Delegato di CGI Italia. Il compito di stimolare il dibattito e coordinare gli interventi sarà affidato alla giornalista Ilenia De Rosa.
L'evento rappresenta un’occasione imperdibile per dialogare con un pensatore di fama internazionale in un contesto di grande prestigio storico, per riflettere insieme sulle sfide che il futuro digitale pone alla nostra quotidianità e alle istituzioni democratiche.
Il Sindaco Giuseppe Aiello e Derrick de Kerckhove
Candida Aiello a "La volta buona": la nutrizionista che riporta il gusto (e i dolci) nelle diete
Vico Equense - Esiste una nuova frontiera della nutrizione che rifiuta la privazione come unico strumento per il benessere. Oggi, mercoledì 18 febbraio, negli studi di Rai 1, la nutrizionista Candida Aiello di Vico Equense è stata ospite di Caterina Balivo nel programma "La volta buona". Un’occasione importante per raccontare una visione rivoluzionaria: quella di un futuro alimentare dove il piacere della tavola e la salute non sono più in conflitto. Candida Aiello ha condiviso con il grande pubblico la propria esperienza personale e professionale, spiegando come sia nato il progetto FuturEat. Al centro del suo intervento, la ferma convinzione che un percorso di dimagrimento non debba necessariamente passare per il sacrificio dei sapori più amati. "Scegliere consapevolmente il buono che fa bene": è questo il mantra che guida il lavoro della nutrizionista. Secondo la Dottoressa Aiello, l'equilibrio nutrizionale si raggiunge attraverso la conoscenza e la qualità, non attraverso l'esclusione punitiva dei cibi. Il punto più dirompente della sua filosofia riguarda il ruolo dei dolci. Nella visione di Candida Aiello, questi piatti possono tornare a essere protagonisti dell’alimentazione quotidiana. Attraverso il metodo FuturEat, la nutrizionista dimostra scientificamente come sia possibile integrare la pasticceria e le eccellenze del gusto anche durante una dieta volta alla perdita di peso.
Effetto incompatibilità: Cirielli lascia la Regione e punta tutto sul ruolo nazionale.
Napoli - Non è stato un semplice passaggio burocratico, ma un momento di forte significato politico. Edmondo Cirielli ha rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni dalla carica di consigliere regionale della Campania. L’annuncio, arrivato in apertura della seduta presieduta da Massimiliano Manfredi, chiude la questione dell’incompatibilità tra il seggio regionale e gli incarichi di parlamentare e Viceministro degli Esteri. «Compio questa scelta con una certa sofferenza», ha dichiarato Cirielli davanti all'assise, ricordando il legame profondo con la sfida che lo aveva visto candidato alla presidenza della Regione per il centrodestra. Tuttavia, il pragmatismo istituzionale ha prevalso: l’esigenza di garantire stabilità al suo incarico governativo e la necessità di rispettare la legge hanno dettato il percorso. Optando per Roma, Cirielli definisce chiaramente le priorità del centrodestra campano: la tutela del territorio non passa più solo dall'opposizione in aula, ma dai corridoi del potere nazionale. Nel suo discorso di commiato, il Viceministro ha usato toni pacati e istituzionali, rivolgendo auguri di buon lavoro non solo ai colleghi della minoranza, ma allo stesso presidente della Giunta, Vincenzo De Luca. Un segnale di distensione in un momento che Cirielli definisce "difficile" per la Campania. In questo scenario, l'esponente di Fratelli d'Italia si propone come l'anello di congiunzione tra Napoli e la Capitale, assicurando che il Governo Meloni non farà mancare il supporto necessario alla regione.
L’anima di Vico riabbraccia la sua storia: il ritorno della targa a Villetta Palmizio
Vico Equense - Il recente restyling di Villetta Palmizio non ha solo rinnovato uno spazio, ma ha restituito alla città un pezzo della sua anima. Con il riposizionamento della storica targa in maiolica accanto alle ringhiere del 1931, Vico Equense ritrova un simbolo che unisce le generazioni. "La cultura e l'arte vivono a Vico anche per te amale!". Questo messaggio, voluto circa quarant'anni fa dall'ex sindaco Tommaso de’ Gennaro, torna a splendere. Come ricordato con commozione dalla figlia Giorgia, queste maioliche non sono semplici decori, ma un richiamo alla responsabilità collettiva: la bellezza della nostra terra è un bene comune che tutti siamo chiamati a proteggere. Il restauro ha portato con sé anche una novità: una seconda targa con una citazione di Goethe: "Senza nuovi orizzonti l'anima appassisce". Se il monito di de' Gennaro ci sprona all'impegno civico, le parole del poeta tedesco ci ricordano il valore della contemplazione. Davanti al mare di Vico, l'arte e il paesaggio diventano l'antidoto contro l'indifferenza. "Le nuove targhe a Villetta Palmizio sono un monito costante: la bellezza di Vico Equense richiede cura e protezione quotidiana. Il messaggio 'Amale!' non è un semplice invito ai visitatori, ma rappresenta l'impegno concreto della mia amministrazione verso la comunità. Grazie all'abbattimento delle barriere architettoniche, abbiamo finalmente reso accessibile a tutti un luogo che prima non lo era" il commento del Sindaco Giuseppe Aiello. Questa operazione dimostra che il vero progresso non cancella il passato, ma lo integra. Vedere queste targhe di nuovo al loro posto significa scegliere di non dimenticare le proprie radici mentre si guarda al futuro. Vico ci offre la sua storia e la sua bellezza; a noi spetta il compito di accoglierle e, come suggerisce la pietra, di amarle per non lasciar appassire l'anima.
Vico Equense. Passerella al Pezzolo: tra l'indignazione "social" e il coraggio dell'azione politica
Vico Equense - C’è una data che continua a tornare come un’ossessione nei documenti del Comune di Vico Equense: il 9 maggio 2025. È il giorno della delibera numero 86, l’atto di nascita della controversa passerella in legno larga un metro e mezzo alla spiaggia del Pezzolo. A distanza di quasi un anno, il 17 febbraio 2026, il Comune torna a "chiarire nuovamente" i termini dell’accordo. Ma in politica, quando si è costretti a spiegare troppe volte la stessa cosa, il problema non è più tecnico: è di consenso. L’ultimo chiarimento sul cosiddetto Lotto AF-03 suona come un disco rotto: l’opera è a spese del privato, la manutenzione è del privato, la pulizia è del privato. Eppure, la vera notizia non risiede nel ribadire clausole già note, ma nel modo in cui questa battaglia viene combattuta. In un’epoca in cui il dissenso si consuma spesso nello spazio sterile di un "mi piace" o di un post indignato — sfoghi necessari ma che raramente spostano gli equilibri del potere — i consiglieri di “Un’altra Vico è possibile” hanno tracciato un confine netto tra il rumore e i fatti. Mentre il "popolo del web" si limitava alla protesta virtuale, il movimento portava lo scontro nell'unico luogo dove le decisioni possono essere davvero ribaltate: il Consiglio Comunale. Lo scorso giugno, i consiglieri non si sono fermati alla denuncia: hanno preteso la revoca formale della delibera. È stato quello il momento della verità. È stato lì che la maggioranza del sindaco Giuseppe Aiello ha rischiato lo schianto, salvandosi per un solo voto — quello del Presidente del Consiglio Andrea Buonocore. Un voto che ha sollevato dubbi sulla natura super partes della carica e che ha certificato la profonda solitudine del Primo Cittadino. Quando gruppi interi come Fratelli d’Italia, Forza Italia e UdC scelsero il silenzio e l'assenza, il messaggio fu inequivocabile: su quella passerella la maggioranza non voleva camminarci. Se oggi quella crepa politica è visibile a tutti, lo si deve esclusivamente alla determinazione di chi ha saputo trasformare il malumore dei vicoli e delle piazze in una mozione istituzionale.
martedì 17 febbraio 2026
Vico Equense. Il Carnevale non si ferma: la pioggia non spegne il sorriso e rilancia la sfida a domenica mattina
Nonostante il meteo avverso, l'entusiasmo della comunità resta intatto. L'appuntamento per il gran finale è fissato per domenica 22 febbraio alle ore 11:00 in Piazzale Siani
Vico Equense - È stata una festa bellissima, di quelle che lasciano il segno per l’energia e la partecipazione, nonostante le nuvole abbiano provato a dettare il ritmo. La pioggia, è vero, ha complicato i piani e costretto a una parziale riorganizzazione, ma c’è qualcosa che l’acqua non può bagnare: la voglia di una comunità di ritrovarsi, ridere e onorare le tradizioni. Il Carnevale, quest'anno, ha dimostrato di avere radici profonde nel cuore dei cittadini. Sebbene il maltempo abbia imposto una pausa forzata, l’entusiasmo non è affatto svanito. Al contrario, si è trasformato in attesa per quello che promette di essere un "atto finale" ancora più sentito.
La festa non è finita: è solo rimandata
L’appuntamento per recuperare le celebrazioni e chiudere in bellezza il periodo più colorato dell’anno è già fissato. Domenica 22 febbraio, alle ore 11:00, la comunità si ritroverà in Piazzale Siani. Sarà un momento per riprendere il filo interrotto: la musica tornerà a risuonare, i colori dei vestiti e dei carri riempiranno lo spazio e la gioia di stare insieme farà il resto. "Abbiamo ancora voglia di festeggiare e di stare insieme", dicono gli organizzatori. E la risposta dei cittadini non si è fatta attendere, con una mobilitazione spontanea sui social che conferma come il calore umano sia il miglior antidoto a qualsiasi temporale. Sarà una domenica mattina dedicata alle famiglie, ai bambini e a chiunque abbia voglia di vivere un momento di spensieratezza. Piazzale Siani si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto dove il Carnevale riceverà l'addio che merita: tra sorrisi, musica e una pioggia — questa volta — solo di coriandoli. Non resta quindi che preparare nuovamente le maschere e darsi appuntamento a domenica mattina.
“Premio Biagio Agnes” annunciati i vincitori 2026
Roma - La giuria del Premio Internazionale di Giornalismo, Informazione e Comunicazione “Biagio Agnes”, presieduta dal dottor Gianni Letta, ha decretato i vincitori della XVIII edizione. La Cerimonia di premiazione della manifestazione - promossa dalla Fondazione Biagio Agnes - è in programma a Roma, in Piazza di Spagna, giovedì 25giugno, e sarà condotta, come ormai da tradizione, da Mara Venier e Alberto Matano. Dall’analisi economica allo sguardo internazionale, dalla trasformazione digitale all’intrattenimento televisivo, dalla divulgazione scientifica alla creatività fino all’impegno per la libertà di stampa e l’attenzione ai giovani: un riconoscimento che celebra i valori del giornalismo, della comunicazione e dell’informazione nel segno del rigore, della passione e della responsabilità. A Paolo Bricco, inviato de Il Sole 24 Ore va il Premio Carta Stampata per la capacità di approfondire l’economia e la politica industriale con rigore analitico e profondità storica. In un mondo in cui l’informazione attraversa confini e crisi, il Premio Inviati è stato assegnato a Giovan Battista Brunori, responsabile dell’Ufficio Rai per il Medio Oriente a Gerusalemme e ad Andrea Nicastro del Corriere della Sera, esperto di scenari di guerra e fronti sensibili. Il Premio Corrispondenti va a Rosalba Castelletti de la Repubblica e a Leonardo Panetta di Mediaset: voci che testimoniano la forza di un racconto lucido e accurato, nei luoghi cruciali.
Vico Equense disegna il suo futuro: martedì l’incontro pubblico sul nuovo PUC
Appuntamento il 24 febbraio presso la Sala delle Colonne. L’amministrazione comunale incontra cittadini e associazioni per illustrare i dettagli del Piano Urbanistico Comunale
Le Axidie: dove l’amore si fa rito e il sapore diventa memoria
Vico Equense - Esiste un luogo, sulla costa di Vico Equense, dove il tempo sembra rallentare, lasciando che siano il respiro delle onde e il vento tra i pini a scandire i momenti più preziosi della vita. Al Resort Le Axidie di Marina di Aequa, il matrimonio si spoglia della forma per diventare un viaggio sensoriale: un cammino che attraversa la luce vivida del giorno per tuffarsi, infine, nel mistero della notte. Il sipario di questo racconto si apre nella quiete dell’anfiteatro, un tempio naturale immerso nel verde dove il rito civile ritrova una sacralità autentica. Qui, tra le essenze del Mediterraneo, il "Sì" non è solo una parola, ma un’eco che si propaga tra foglie e fiori, in un'atmosfera di rara sospensione. Il percorso degli sposi evolve poi verso l’area wellness, in un passaggio simbolico che conduce dal calore della terra all'infinità del mare. Mentre lo sguardo si perde verso l'orizzonte del Golfo, le promesse si caricano di una forza nuova, unendo il benessere del corpo alla gioia dello spirito. Ma è al calar del sole che la struttura rivela la sua magia più profonda: quando le luci si accendono e il cielo si tinge di cobalto, Le Axidie si trasforma in uno scrigno di luce, accompagnando gli ospiti verso l'atmosfera intima e soffusa della notte. Questo viaggio trova il suo coronamento naturale a tavola. La proposta gastronomica, curata dallo Chef Peppe Guida, consulente d’eccezione della struttura, nasce da un dialogo incessante con il territorio. È una cucina che onora la stagionalità e il legame profondo con le materie prime della terra, per poi protendersi verso il mare e raccoglierne la ricchezza. Per gli eventi al Resort e al ristorante Punta Scutolo, vengono proposti piatti essenziali, autentici e unici, lavorati con l’equilibrio di chi sa che la vera eccellenza non ha bisogno di artifici. Alle Axidie, gli eventi non sono semplicemente organizzati, ma accompagnati. Ogni storia viene vissuta passo dopo passo insieme agli sposi, dall’emozione vibrante del primo istante fino alla quiete incantata della notte. Perché ogni unione merita un luogo capace di accoglierla e trasformarla in un percorso che va dalla terra al mare, fino alla meraviglia di un ricordo indimenticabile.
Carmine Pellone ospite di Saporì: a Seiano va in scena la Pizza d'Autore
Vico Equense - Il Golfo di Napoli fa da sfondo a un appuntamento imperdibile per i gourmet: mercoledì 18 febbraio alle 20:00, la terrazza di Saporì – Pizza e Qualcos’Altro (Grand Hotel Angiolieri, Seiano) ospita una cena a quattro mani tra creatività e tradizione.
Protagonista della serata sarà Carmine Pellone, l' "artigiano dell’impasto" di Fonderì Pizza Glamour e recente Premio "Pizza dell’Identità". Insieme a lui, i padroni di casa: il pizzaiolo resident Fernando Speranza e lo chef Fabrizio De Simone (del ristorante L'Accanto, segnalato Michelin), sotto il coordinamento di Fabio Disanto. Un percorso degustazione che fonde la visione contemporanea di Pellone con le eccellenze del territorio sorrentino. Una serata dove impasti d'autore e ingredienti ricercati si incontrano su una delle terrazze più suggestive di Vico Equense, trasformando la pizza in un’esperienza di alta cucina accessibile e panoramica.
Fernando Speranza e Fabrizio De Simone
Vico Equense, dove il teatro si fa comunità: il plauso del Sindaco Aiello alla realtà di Fornacelle
Vico Equense - Ci sono serate in cui il sipario non si alza solo su una scena, ma su un intero territorio. È questo il senso profondo del messaggio che il sindaco di Vico Equense, Giuseppe Aiello, ha voluto dedicare alla recente messa in scena della commedia “Mettimmece d’accordo e ce vattimme”, ospitata presso il Centro Parrocchiale di Fornacelle. L’opera, un classico della tradizione comica, ha saputo andare oltre la semplice rappresentazione. Per il primo cittadino, assistere allo spettacolo è stata un’esperienza capace di regalare quella rara sensazione di “identità condivisa”. “Ne sono uscito con il sorriso che resta e la leggerezza che fa riflettere”, ha dichiarato Aiello, sottolineando come il teatro autentico sia, prima di tutto, la consapevolezza di partecipare a qualcosa di vivo e pulsante. La realtà di Fornacelle non è un caso isolato, ma rappresenta la punta di diamante di un fitto sottobosco di associazioni e presìdi culturali che operano a Vico Equense. Queste strutture, spesso silenziose ma dalla qualità straordinaria, svolgono un ruolo sociale fondamentale: avvicinano i giovani e i cittadini all'arte. Trasformano i centri parrocchiali e i piccoli teatri in luoghi d’incontro generazionale. Rendono le frazioni collinari centri nevralgici di creatività. Il Sindaco ha definito queste realtà come una vera e propria “fucina creativa”, capace di generare energie positive che si riflettono in ogni settore della vita cittadina. Il ringraziamento finale va a chi, con passione e sacrificio, lavora dietro le quinte per rendere possibili questi momenti di aggregazione. In un’epoca dominata dal digitale, il successo di Fornacelle dimostra che il calore del palcoscenico e l’applauso sincero di una comunità restano strumenti insostituibili per costruire il futuro di Vico Equense. Quando il teatro chiama, la città risponde con il cuore.
I due migliacci di Peppe Guida
di Antonino Siniscalchi
Vico Equense - Quest’anno Carnevale arriva subito dopo San Valentino e, a sentire lo chef stellato Peppe Guida, la cosa non può che avere un senso: «Per la giornata dell’amore cosa c’è di più amorevole che preparare i dolci di Carnevale? Sono un romanticone, lo so…». Tra ironia e passione, il Maestro della cucina di Vico Equense rilancia uno dei riti più veri della tradizione campana: la festa che si celebra in cucina, con le mani in pasta e la casa che profuma di burro, agrumi e fritto. E se il Carnevale è da sempre il regno delle chiacchiere e delle castagnole, Peppe Guida porta in primo piano un protagonista spesso sottovalutato: il migliaccio, proposto in due versioni – dolce e salata – che diventano due occasioni perfette per vivere la festa a tavola, dalla merenda alla cena, dal dessert al rustico.
Il migliaccio salato, quello “da impazzire”
«Chi conosce il migliaccio salato? Vi piace? Io esco pazzo e a Carnevale non può mancare». È un piatto che racconta la cucina popolare campana, quella generosa, sapida, fatta di pochi ingredienti ma con un carattere fortissimo. Una torta rustica di semolino, arricchita con salame, pecorino e aromi: un’idea che nasce per nutrire e per condividere, ideale da portare in tavola a fette o da tagliare a quadrotti per l’aperitivo. La ricetta dello chef parte da 1,8 litri d’acqua portati a bollore, in cui vengono aggiunti 100 g di sugna, 50 g di burro, 120 g di salame a cubetti, circa 10 g di sale, un pizzico di finocchietto selvatico, pepe e, per chi lo gradisce, una punta di peperoncino. Quando il tutto bolle, si versa 600 g di semolone a pioggia, mescolando energicamente con una frusta. La cottura è rapida: bastano 4-5 minuti per ottenere un composto compatto. Una volta raffreddato in ciotola, si aggiungono 3 uova e 100 g di pecorino, amalgamando fino a ottenere una massa omogenea. Il composto si stende in una teglia rivestita con carta forno, si spolvera la superficie con altro semolino e si inforna a 180-190°C per 45 minuti (forno ventilato). Il risultato è un rustico che si può gustare in ogni modo: caldissimo, caldo, tiepido o freddo. E qui arriva la “mossa da festa”: se si vuole esagerare davvero, una volta freddo si può tagliare a pezzetti e friggere, trasformandolo in un boccone croccante fuori e morbido dentro, perfetto per un buffet di Carnevale.
Povertà in Campania: a Moiano si presenta il Dossier Regionale 2025: il 13,5% dei cittadini rinuncia a curarsi
Vico Equense - Non è solo una questione di reddito, ma una vera e propria crisi dei diritti fondamentali. Dopo il debutto istituzionale dello scorso 9 dicembre presso l'Università "Luigi Vanvitelli" di Caserta – alla presenza del neopresidente della Regione Roberto Fico e del vescovo Monsignor Antonio De Luca – il Dossier Regionale sulle Povertà approda a Vico Equense per un incontro di cruciale importanza. Sabato 21 febbraio 2026, alle ore 18:00, la sede de "La Casa di tutti" a Moiano (Via Raffaele Bosco 505) ospiterà il terzo appuntamento del ciclo organizzato dal Progetto Pronto Soccorso Sociale ideato da Salvatore Buonocore. L'invito è esteso ufficialmente a tutte le parrocchie, ai centri Caritas locali, alle associazioni del terzo settore e agli amministratori comunali, chiamati a un confronto diretto sulle fragilità del nostro territorio. Il dibattito sarà guidato da Ciro Grassini, sociologo, giornalista e coordinatore scientifico dell'Osservatorio delle Povertà e delle risorse e Don Mimmo Leonetti, Direttore della Caritas diocesana Sorrento-Castellammare di Stabia, che accompagnerà l'analisi calandola nella realtà locale della nostra Diocesi. Grassini, figura centrale per l'analisi dei fenomeni migratori e della povertà nel Mezzogiorno, illustrerà i numeri di un fenomeno che, come evidenziato dai recenti dati Caritas, vede la Campania affrontare sfide sempre più complesse legate alla rinuncia alle cure mediche e alla fragilità economica. Il Dossier 2025 scatta una fotografia impietosa della regione.
A Villa Fiorentino in mostra le opere di cinque artisti di diverse discipline
Sorrento - Una mostra collettiva di pittura, scultura e fotografia. Si intitola (R)Esistenze Creative l’evento in programma nelle sale della Villa Fiorentino di Sorrento dal 20 febbraio al 15 marzo 2026. L’esposizione, che si inaugura venerdì prossimo, 20 febbraio, alle ore 17.30, propone un percorso artistico articolato, che mette al centro la creatività come forma di resistenza culturale e contemporanea. Il progetto espositivo a cura della Fondazione Sorrento nasce con l’idea di offrire uno spazio di confronto tra artisti e linguaggi differenti, all’insegna di una visione ampia ed inclusiva dell’arte contemporanea. Le opere in mostra dialogano tra loro attraverso temi legati all’identità, alla memoria e alla trasformazione. “Villa Fiorentino, con questo nuovo appuntamento, si conferma luogo di riferimento per la promozione artistica e culturale del territorio - puntualizza il ceo di Fondazione Sorrento, Gaetano Milano -. Le sale espositive accolgono il pubblico in un contesto storico che valorizza l’esperienza della visita”. Cinque gli artisti che espongono i loro lavori all’interno di (R)Esistenze Creative: Julsip, Juliana Moura, Ruben Staiano, Tony Celentano e Francesca D’Esposito. Una breve scheda per conoscere i protagonisti della kermesse. JULSIP Giovane artista sorrentina, Julsip concentra la sua ricerca sull’anima come dimensione libera dai vincoli materiali del corpo. Il suo lavoro si muove verso la dissoluzione della forma, l’eliminazione dei contorni e dei limiti fisici, per restituire una visione fluida e immateriale dell’esistenza. Attraverso segni che si espandono nello spazio come battiti cardiaci, le sue opere evocano il conflitto tra corpo e spirito, tra materia e infinito. Le linee si spezzano, si allontanano, si ricompongono, dando forma a una riflessione intensa sull’identità umana come anima intrappolata nei contorni. La partecipazione a (R)Esistenze Creative rappresenta per Julsip un’importante tappa di crescita artistica, inserendola in un dialogo contemporaneo che valorizza la ricerca interiore e la sperimentazione visiva.
La lasagna sorrentina. La ricetta di Paolo De Gregorio dello Stuzzichino
di Antonino Siniscalchi
Massa Lubrense - La lasagna sorrentina, ricca e avvolgente, costruita con pazienza e rispetto dei gesti antichi. Un piatto che non è soltanto cibo, ma rito domestico, presenza irrinunciabile nelle case e nelle cucine che custodiscono l’identità locale. A firmarne una versione “da manuale” per Carnevale e non solo è Paolo De Gregorio, chef di lunga navigazione e anima silenziosa che accompagna l'esuberanza di Mimmo De Gregorio che spazia tra lo Stuzzichino e l'Orto Ghezi a Sant’Agata sui Due Golfi. La sua lasagna al forno è un racconto in più capitoli: il ragù nasce da un soffritto di cipolla, sedano e carota, innaffiato con vino rosso e lasciato evaporare prima di accogliere la carne di manzo e la polpa di salsiccia, ingrediente segreto che dà rotondità e carattere. La cottura prosegue a recipiente scoperto, con piccole aggiunte di vino rosso quando tende ad asciugarsi, poi arriva il concentrato di pomodoro, che si amalgama lentamente fino a trasformare il sugo in una crema densa e vellutata. A fuoco basso, il ragù deve “pippiare” dolcemente, come si dice qui, mentre in cucina si prepara la sfoglia all’uovo: farina, uova, un pizzico di sale, impasto sodo e riposo, poi sfoglie tirate e tagliate in quadrati da circa dieci centimetri. Il rito continua con la teglia imburrata e la pasta sbollentata poche sfoglie per volta, raffreddata e asciugata sul canovaccio. Poi gli strati: un mestolino di sugo sul fondo, sfoglia, formaggio, ragù, fiordilatte massese a cubetti, quindi ancora pasta. Si va avanti così fino a riempire la teglia, richiudendo le sfoglie iniziali e completando con ragù e provolone grattugiato. Quaranta minuti in forno a fuoco medio e la lasagna diventa il cuore del pranzo di festa: un profumo che, a Sorrento, è quasi una campana.
Fisco locale: Aicast Vico Equense chiede al Comune l’attivazione della Definizione Agevolata 2026
Una mano tesa a cittadini e imprese: la proposta punta ad abbattere sanzioni e interessi sui tributi arretrati, sfruttando le novità della Legge di Bilancio.
Vico Equense - Alleggerire la pressione fiscale e favorire la regolarizzazione dei pagamenti senza il peso soffocante di multe e interessi di mora. È questo l’obiettivo della proposta formale avanzata da Aicast Vico Equense, che ha inviato una PEC ufficiale all'Amministrazione comunale per richiedere l’attivazione della Definizione Agevolata 2026.
Cos'è la Definizione Agevolata 2026?
La recente Legge di Bilancio (L. 199/2025) ha concesso ai Comuni la facoltà di introdurre una sorta di "rottamazione" locale. A differenza dei tributi erariali gestiti dallo Stato, per le entrate comunali la misura non è automatica: spetta alla singola Amministrazione decidere se aderire, tramite un’apposita delibera di Consiglio.
Cosa potrebbe cambiare per i cittadini di Vico Equense?
Se il Comune accogliesse la proposta di Aicast, i contribuenti potrebbero sanare i propri debiti pagando solo l’imposta dovuta, ottenendo lo stralcio totale o parziale di sanzioni e interessi. Il perimetro dell’agevolazione è ampio e tocca la quotidianità di famiglie e aziende.
lunedì 16 febbraio 2026
A tavola, ma altrove
di Filomena Baratto
All’ora di pranzo, a tavola, nasce spontanea la voglia di parlare: raccontare la giornata, ascoltare gli altri, condividere pensieri. Potrebbe essere un momento ricco, e invece lo abbiamo quasi cancellato. Spesso ci si rifugia in convenevoli o in argomenti tecnici che interessano solo alcuni. Il dialogo diventa unilaterale, centrato su sé stessi, senza vero ascolto. Il vero problema è che la conversazione, che un tempo aveva nella famiglia il suo momento a tavola, ormai non c’è più. Il nemico numero uno è il telefonino, che fa soccombere ogni tipo di scambio. E non c’è regola di galateo che tenga, né a casa né altrove. A un certo punto si avverte una necessità impellente di prenderlo per sondare le ultime novità. Se la conversazione si profila noiosa o da evitare, il telefono diventa l’alleato perfetto in cui rifugiarsi per schivare qualsiasi situazione spiacevole. Ma dovremmo ricordare che la persona di fronte è più importante di chi ci chiama al telefono. Quando la conversazione non è di gradimento, si viene subito gratificati dalla visione delle notifiche, che spesso portano buone notizie. Si avverte l’urgenza di sapere cosa scrivono gli altri, cosa ci siamo persi, se c’è qualcosa di nuovo da scoprire. È anche uno strumento di lavoro, per cui ogni momento sembra quello giusto per scrivere a un contatto o anticipare qualcosa. Molti non sanno stare in modalità rilassata: passano da un’app all’altra, da un pettegolezzo a una notizia, da un messaggio a un’email. Sono mossi dalla curiosità di sapere cosa fanno gli altri, senza accorgersi che, in quel momento, sarebbe più importante dedicarsi a chi siede con noi a tavola.
Rifiuti a Vico Equense: tra sfide gestionali e necessità di competenza
Vico Equense - L’immagine degli autocompattatori e dei container posizionati lungo la strada d'accesso alla città è lo specchio di una fase di transizione estremamente complessa. Quello che appare come un vulnus al decoro urbano è, in realtà, il segnale visibile di un sistema che sta cercando faticosamente nuovi equilibri dopo il trauma del sequestro dell’isola ecologica di Massaquano. L'impasse di Massaquano rappresenta una sfida amministrativa e giudiziaria senza precedenti per il nostro territorio. Se da un lato l'azione della Procura impone un rigoroso ripristino della legalità e della sicurezza ambientale, dall'altro l'amministrazione si trova a dover gestire quotidianamente i volumi di rifiuti di una città vasta e morfologicamente difficile. È una situazione d'emergenza in cui i cittadini, pur continuando a garantire alti livelli di raccolta differenziata, avvertono il peso di disagi logistici e tempi di attesa prolungati. In questo delicato contesto, il ritiro delle deleghe alla giunta annunciato dal Sindaco Giuseppe Aiello non può essere letto solo attraverso le lenti della politica locale. È, piuttosto, l’occasione strategica per dotare la città di quegli strumenti tecnici necessari a superare la crisi. La gestione del ciclo dei rifiuti oggi richiede molto più della buona volontà: richiede una profonda conoscenza dell'ingegneria ambientale, dei complessi quadri normativi e delle dinamiche legate al rientro nel SAD (Sotto Ambito Distrettuale) Penisola Sorrentina. Scegliere una figura di alto profilo tecnico per la delega all'Ecologia non significherebbe sminuire il ruolo della politica, ma rafforzarlo.
Penisola Sorrentina: la bellezza che scaccia i suoi figli. L’allarme: "Non siamo privilegiati, stiamo perdendo casa"
Penisola sorrentina - "Siamo disperati. I nostri figli non riescono a trovare casa. A chi dobbiamo rivolgerci?". In questa domanda, affidata da una madre a Rosario Lotito (Europa Verde), è racchiuso il dramma di un intero territorio. La Penisola Sorrentina, la "terra delle sirene" celebrata in tutto il mondo, sta vivendo una crisi abitativa senza precedenti che rischia di trasformare i suoi borghi in eleganti ma vuoti dormitori per turisti. Per decenni, nascere tra Vico Equense e Massa Lubrense è stato considerato un colpo di fortuna sfacciato. Ma oggi, quella stessa bellezza è diventata un ostacolo insormontabile. Il mercato immobiliare, drogato dall’esplosione degli affitti brevi e delle piattaforme come Airbnb, ha reso la vita impossibile ai residenti. "Da troppo tempo ci dicono che siamo privilegiati", attacca Lotito nel suo appello. "Come se vivere qui fosse un lusso e non un diritto. La verità è che siamo cittadini che stanno perdendo casa". Le cifre, sebbene non citate esplicitamente, parlano chiaro: i canoni di locazione hanno raggiunto vette inaccessibili per una famiglia media, mentre gli sfratti per "fine locazione" aumentano per far posto a case vacanza più redditizie. Il rischio non è solo economico, è sociale. Se i giovani non trovano casa, la comunità invecchia e si svuota. A rimetterci sono i servizi essenziali: "Parliamo di lavoratori che tengono in piedi turismo, scuole e ospedali, ma che non riescono più a vivere dove sono nati", sottolinea il referente di Europa Verde.
A Seiano, il concerto-racconto “Anna e le altre”
Vico Equense - Domenica 22 febbraio, alle 18.00 , presso l’Arciconfraternita “Morte e Orazione” di Seiano, a Vico Equense, si terrà la cerimonia di adesione alla campagna nazionale “Posto Occupato” – iniziativa ideata da Maria Andaloro per contrastare la violenza contro le donne e promuovere la cultura del rispetto. Alla cerimonia seguirà il concerto/reading “Anna e le altre” – progetto musicale del Trio Voce Libera , costituito da Cecilia Manganaro, Flavia Flaminio e Anna Manganaro. L’evento è stato fortemente voluto dal priore della Confraternita – Salvatore Volpe , supportato dagli amministratori e dai confratelli della storica congrega, che hanno aderito alla campagna nazionale e sono sensibili alle iniziative che promuovono la parità di genere e il contrasto alla violenza. Le tre giovani artiste - Cecilia Manganaro, Flavia Flaminio e Anna Manganaro - proporranno un percorso musicale dedicato alla memoria delle donne vittime di femminicidio. La performance è nata grazie alla sinergia tra l’Associazione Amici della Musica “Santa Cecilia” e il Comitato Una e Centomila, all’indomani del femminicidio di Anna Scala, nell’agosto 2023. All’evento saranno presenti Maria Andaloro, ideatrice della campagna “Posto Occupato” , e Ilaria Perrelli, Presidente della Consulta per la condizione della donna della Regione Campania. “Anna e le altre” vuole fare memoria, ma rappresentare soprattutto un momento di partecipazione collettiva e condivisione, per favorire l’incontro e dare voce a donne e storie che hanno il diritto di non essere dimenticate.
Domani a Vico Equense la grande parata di Carnevale
Vico Equense - Cresce l’attesa per l’evento clou del Carnevale 2026. Domani, martedì 17 febbraio, le strade di Vico Equense si trasformeranno in un set a cielo aperto per la Grande Parata di Carnevale, che quest'anno promette di stupire migliaia di visitatori con il tema "Jurassic Park & Safari".
L'iniziativa, che rientra nel progetto metropolitano "Art & Fun", non è solo uno spettacolo visivo, ma un profondo momento di aggregazione. A sottolinearlo è lo stesso Sindaco di Vico Equense, Giuseppe Aiello, che ha commentato così lo spirito della manifestazione: “Il Carnevale è uno dei momenti più autentici di condivisione per una comunità. È il tempo in cui una città si riconosce, si racconta e si apre, soprattutto ai bambini. Con il tema Jurassic Park abbiamo voluto unire immaginazione, gioco e partecipazione, trasformando Vico Equense in uno spazio di meraviglia e allegria collettiva”.
Il cuore della manifestazione sarà il corteo allegorico. Grandi installazioni in cartapesta rappresentanti i giganti della preistoria sfileranno tra le vie del centro, accompagnate da centinaia di figuranti in maschera: dagli esploratori in tenuta kaki ai dinosauri ruggenti, fino agli animali della savana. L'appuntamento è fissato per le ore 15:30. La parata seguirà l'itinerario tradizionale, trasformando il centro cittadino in una grande area pedonale. Il raduno avverrà in Piazza Marconi. La sfilata attraverserà le arterie principali, con il passaggio clou in Piazza Umberto I, dove si attendono le coreografie più spettacolari. La festa si concluderà in Piazzale Siani, con musica, animazione e la premiazione delle maschere più originali.
Con il Martedì Grasso, Vico Equense chiude in bellezza un programma che ha saputo coinvolgere con successo sia il centro che le frazioni collinari, regalando un'esperienza indimenticabile a grandi e piccini.
Ieri in Piazza Marconi
Vico Equense, scontro sui rifiuti: tra il "ritorno a casa" del Sindaco e le accuse di caos del PD
La città approda ufficialmente nel SAD 1 della Penisola Sorrentina, ma la politica si spacca: successo amministrativo o rimedio a un errore del passato?
Vico Equense - Quello che dovrebbe essere un passaggio tecnico sulla gestione del ciclo integrato dei rifiuti si è trasformato in un acceso scontro frontale a Vico Equense. Al centro del dibattito c’è l’ufficializzazione del passaggio della città nel SAD 1 (Penisola Sorrentina), il distretto che raggruppa i comuni della costiera, dopo una parentesi che l'aveva vista accorpata d’ufficio all'area di Castellammare e Torre Annunziata. Per il primo cittadino, Giuseppe Aiello, il passaggio al SAD 1 è il compimento di un percorso naturale. Il Sindaco rivendica con fermezza la volontà politica di legare Vico Equense ai comuni peninsulari (Meta, Sorrento, Piano, Sant’Agnello e Massa Lubrense), sottolineando come la città sia stata pioniera della raccolta differenziata "porta a porta". "Abbiamo intrapreso un percorso chiaro e coerente con la nostra storia", spiega Aiello. "La nostra richiesta nasce da ragioni di omogeneità territoriale e continuità amministrativa con realtà che condividono i nostri stessi modelli gestionali". Secondo la versione dell'amministrazione, il via libera ottenuto dall'ATO (Ente d'Ambito) e il nulla osta unanime degli altri sindaci della penisola confermano la solidità del progetto, finalizzato a garantire standard elevati in un territorio a forte vocazione turistica. Diametralmente opposta la lettura del Partito Democratico locale. Per l’opposizione e l'ex consigliere Giuseppe Alvino, il ritorno in Penisola non sarebbe un successo, ma la tardiva correzione di un "pasticcio" amministrativo. Secondo il PD, l'esclusione iniziale dal SAD 1 fu causata dalla decisione del Comune di "non decidere", portando all'accorpamento d'ufficio nel SAD 2 con comuni dell'area vesuviana. "L'amministrazione ha dato l'idea di avere idee confuse", attacca il PD. "Per rientrare nel SAD Penisola siamo stati costretti a ricorsi e inutili spese giudiziarie, finendo per rientrarci senza aver partecipato alle riunioni chiave e senza una strategia condivisa".
I (quasi) cento anni della pizzeria da Pasqualino 1931
Presentato il nuovo libro di Luciano Pignataro “Le pizzerie storiche di Napoli - Viaggio nell’anima della città”
di Harry di prisco
Napoli - Fra le zone più caratteristiche della Napoli di una volta vi è il borgo Loreto, chiamato un tempo bùvero, raffigurato in dipinti del XVII secolo, famoso nel Seicento per la ceramica, era noto infatti come il borgo dei vasai, e successivamente per l'ospedale e il conservatorio. Durante la seconda guerra mondiale è stato quasi interamente distrutto a causa dei bombardamenti nel porto, unico riferimento il nome dell'Ospedale Loreto Nuovo. Era un quartiere in cui abitava il ceto borghese: militari, cavalieri e nobili. In questo luogo suggestivo sorge una delle pizzerie e trattorie più antiche di Napoli: “Da Pasqualino 1931”, in questa cornice storica nei giorni scorsi è stato presentato dal giornalista Renato Rocco , direttore del magazine La Buona Tavola, il nuovo libro del giornalista enogastronomo e scrittore Luciano Pignataro: “Le pizzerie storiche di Napoli - Viaggio nell’anima della città” undici firme, ventitré pizzerie. Rocco ha introdotto l’intervento di Gennaro Luciano presidente dell’Unione Pizzerie Storiche Napoletane "Le Centenarie" il quale ha ricordato come al Vomero non c'è persona che non ha varcato almeno una volta la porta della sua pizzeria Gorizia. Ha raccontato poi dei simpatici aneddoti. ≪Una volta, vennero dei signori che volevano un particolare tavolo, al momento occupato.
Vico Equense. Riaperta la Statale 145 a senso unico alternato
Vico Equense - Dopo la frana di fango e detriti causata dalle forti piogge di questa notte, l’intervento incessante dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile, delle Forze dell’Ordine e dei tecnici comunali ha permesso di ripristinare le condizioni di sicurezza necessarie. "Desidero ringraziare tutti gli operatori e i tecnici impegnati nelle operazioni, che con professionalità e dedizione hanno lavorato incessantemente per la nostra comunità. La riapertura, seppur con limitazioni, rappresenta un risultato importante per il territorio e per la sicurezza della nostra viabilità”, ha dichiarato il Sindaco di Vico Equense Giuseppe Aiello. La circolazione resta dunque regolata e monitorata, in attesa del completamento degli interventi definitivi di consolidamento, mentre proseguiranno nei prossimi giorni ulteriori verifiche tecniche per garantire la piena stabilità dell’area.


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