Vico Equense - L’albo pretorio del Comune di Vico Equense non è solo un archivio digitale di atti amministrativi, ma lo specchio fedele della vita della nostra comunità. Quando questo strumento si riempie di delibere che non trovano alcun spazio nei canali di comunicazione istituzionale dell'ente, si palesa un limite strutturale nell'azione amministrativa: una distanza netta tra il palazzo e i cittadini che trasforma il principio cardine della trasparenza in un puro, freddo adempimento burocratico. Basta farsi un giro sulla piattaforma digitale del Comune per rendersi conto di questo freno all'azione pubblica, in cui l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Aiello produce delibere, ma sbatte contro l'incapacità o la mancata volontà di tradurle in informazioni reali per la cittadinanza. Se la trasparenza formale è garantita dalla pubblicazione a norma di legge, il non comunicare rappresenta un limite invalicabile per il coinvolgimento dei vicani, che rimangono i grandi assenti. L’albo pretorio si trasforma così in una sorta di cassaforte informatica, dove i provvedimenti ci sono ma restano invisibili a chi non mastica il linguaggio tecnico-giuridico o non ha il tempo di navigare quotidianamente tra codici, registri e allegati. Dando uno sguardo approfondito agli atti pubblicati, emerge chiaramente una miniera di informazioni sepolte che meriterebbero una diffusione tempestiva, chiara e soprattutto accessibile. Questo silenzio digitale costituisce un limite ancora più grave se si considera che la macchina comunale di Vico Equense non è affatto priva di risorse dedicate.

























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