Mbda: mille occupati in cinque anni. Il sindaco Russo: «Ripudiamo la guerra, ma è doveroso proteggerci»
di Paolo Picone - Il Corriere del Mezzogliorno
Da Pomigliano d'Arco non usciranno più soltanto fusoliere e componenti aeronautici. All'interno del perimetro dello stabilimento Leonardo prende forma il nuovo polo campano dell'industria della difesa di Mbda, con attività dedicate ai Weapon Systems e in particolare ai lanciatori di missili, alle lavorazioni ceramiche per i radome dei missili e alla produzione meccanica. Oggi vi lavorano oltre 60 persone, ma l'obiettivo è raggiungere circa 250 addetti entro il 2030. Il sito opererà in complementarità con lo storico stabilimento del Fusaro, a Bacoli, dove oltre 700 addetti lavorano su ricerca, progettazione e tecnologie avanzate, dalla seekeristica ai sensori in radiofrequenza fino alla microelettronica. Insieme formeranno da oggi il Polo campano di Mbda, destinato a raggiungere complessivamente circa mille occupati nei prossimi cinque anni rispetto ai quasi 800 attuali. Una scelta che rafforza ulteriormente Pomigliano e il peso dello stabilimento Leonardo, uno dei capisaldi dell'aeronautica nazionale, dove vengono realizzate tutte le fusoliere ATR e produzioni ad elevata specializzazione. Per non dimenticare l'Aerotech Campus dove si formano i giovani ingegneri aerospaziali.
Ora quello stesso perimetro industriale si apre alla diversificazione nella difesa. A rivendicare il valore dell'operazione per il territorio è il sindaco Raffaele Russo. «Questa azienda si inserisce in un territorio altamente industrializzato, il più industrializzato del Mezzogiorno. Accogliamo con grande piacere una realtà ad alta tecnologia». Ma Russo affronta anche senza ambiguità il tema della produzione militare: «Molti storcono il naso di fronte a un'azienda che produce sistemi di difesa richiamando l'articolo della Costituzione con cui l'Italia ripudia la guerra, dimenticando però che ce n'è un altro che sostiene il dovere sacro di difendere i nostri confini. Se chiudiamo l'ombrello della difesa, l'Italia e l'Europa restano allo scoperto». Una questione, quella della difesa, ripresa dal viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli: «Produciamo sistemi d'arma non semplicemente perché vogliamo guadagnare, ma perché vogliamo avere un'autonomia di difesa». Cirielli ricorda inoltre i vincoli italiani sull'export verso paesi coinvolti in guerre di aggressione. Per il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, gli investimenti militari sono «a presidio degli altri grandi diritti fondamentali, dall'educazione alla sanità». E aggiunge: «Investire in sicurezza significa investire in deterrenza, tecnologia e occupazione», richiamando anche le ricadute civili che storicamente derivano dall'innovazione sviluppata nel settore militare. Sul piano industriale, l'amministratore delegato di Mbda Italia Renzo Tosini lega l'espansione all'aumento della domanda internazionale: «Il Polo campano rappresenta una grande opportunità per valore industriale, tecnologico e prospettive occupazionali». La complementarità tra Fusaro e Pomigliano, sostiene, «consoliderà ulteriormente il ruolo della Campania come polo di eccellenza per Mbda». Circa il 50% delle produzioni è destinato a paesi alleati e clienti internazionali. Determinante anche la scelta di Leonardo, azionista al 25% di Mbda, di mettere a disposizione gli spazi. «Avevamo immediatamente disponibile uno spazio qualificato e pronto per essere attrezzato», spiega l'amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani. «Credo nella diversificazione dello stesso sito di Pomigliano: manterremo i settori storici dell'aeronautica civile, introducendo altri settori in crescita». Una strategia che consente di liberare aree al Fusaro per attività di ingegneria e ricerca a maggiore contenuto tecnologico. Il vicepresidente della Regione Mario Casillo parla di una realtà «all'avanguardia dal punto di vista tecnologico», capace di offrire opportunità ai giovani qualificati e contrastare la fuga delle competenze. Positivo il giudizio della Uilm. Ciro Cierro, segretario generale Uilm Napoli e Campania, e Pietro Liguori, segretario regionale e responsabile di settore, definiscono l'investimento «un segnale importante per l'industria campana, l'occupazione e la valorizzazione delle competenze»
.jpg)
Nessun commento:
Posta un commento