di Antonino Siniscalchi
Penisola sorrentina - Quattro ore per percorrere venti chilometri. La pioggia manda in tilt la viabilità tra Castellammare, Vico Equense e la Penisola Sorrentina. Frane, detriti, la galleria di Pozzano allagata e chiusa, traffico paralizzato. Per migliaia di automobilisti una giornata da incubo. Il vecchio tracciato tra Scrajo e Seiano è stato riaperto per alleggerire la pressione sul centro di Vico Equense, trasformato in un gigantesco imbuto. Auto, autobus e mezzi pesanti bloccati per ore. Disagi anche per gli scuolabus e interruzioni dell’energia elettrica in alcune frazioni collinari. Una giornata di maltempo, dunque, è bastata per mettere nuovamente a nudo la fragilità del sistema dei collegamenti in Penisola Sorrentina. E qui la cronaca diventa anche una domanda: come si può continuare a promuovere un territorio che vuole consolidare la propria immagine turistica sui mercati internazionali se bastano alcune ore di pioggia per mandare in crisi la viabilità? La chiusura della galleria di Santa Maria di Pozzano, resa necessaria dagli allagamenti e dalla presenza di detriti sulla carreggiata, ha riversato il traffico sulla viabilità ordinaria di Vico Equense. Una situazione che ha richiesto l’intervento dell’Anas per la pulizia, la rimozione dei fanghi e la messa in sicurezza della galleria prima della riapertura.
Il problema non è la pioggia. Le emergenze meteorologiche possono verificarsi e nessuna infrastruttura è immune. Il problema è quanto rapidamente un territorio riesca a reagire senza paralizzarsi. La Penisola Sorrentina vive di turismo, mobilità e collegamenti. Ogni giorno migliaia di residenti, lavoratori, studenti e visitatori utilizzano una rete stradale che, in alcuni tratti, non dispone di alternative sufficienti. Quando un’arteria principale viene chiusa, l’intero sistema entra immediatamente in sofferenza. Il risultato è quello visto oggi: pochi chilometri trasformati in ore di attesa, centri abitati congestionati e cittadini costretti a fare i conti con un’emergenza che diventa rapidamente ordinaria. La riapertura del vecchio tracciato Scrajo-Seiano rappresenta una soluzione utile nell’immediato. Ma resta una soluzione d’emergenza. Il nodo è strutturale e riguarda manutenzione, prevenzione, sicurezza del territorio e soprattutto la capacità di garantire vie di comunicazione alternative quando la principale direttrice della Penisola diventa impraticabile. Perché una destinazione turistica internazionale non può essere efficiente soltanto quando splende il sole. La qualità di un territorio si misura anche nei giorni difficili. E quello vissuto oggi tra l’area stabiese e la Penisola Sorrentina è un altro campanello d’allarme che sarebbe un errore ignorare.

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