venerdì 25 settembre 2026

Il fascino sospeso del “Varraturo”: l’antica anima pedonale di Vico Equense che sfida il tempo

Un maxi-intervento da 255mila euro per mettere in sicurezza le pareti rocciose di via Vecchia Marina di Vico e restituire a residenti e turisti la storica discesa a mare

Vico Equense - Il futuro di via Vecchia Marina di Vico sembra finalmente pronto a svoltare. La Giunta Comunale del Sindaco Giuseppe Aiello ha recentemente approvato il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica per candidare l'antico percorso pedonale ai fondi messi a disposizione dall'Avviso Pubblico della Città Metropolitana di Napoli per la messa in sicurezza delle coste. L'intervento, dal valore complessivo di 255 mila euro (pari alla quota massima ammissibile per l'Ente), prevede lavori mirati di rafforzamento corticale e consolidamento del versante costiero. Il piano si concentrerà sulla bonifica delle pareti rocciose e sull'installazione di opere di contenimento, procedendo anche attraverso accordi di collaborazione con i privati per regolare l'accesso temporaneo alle aree di cantiere. L'obiettivo è chiaro e indifferibile: restituire stabilità alla roccia ed eliminare il pericolo di caduta massi, permettendo così di revocare la chiusura al transito che da tempo priva la comunità di questo storico passaggio. Ma che cos'è, per Vico Equense, questa via? C’è una parte della città che non si scopre dai finestrini di un’auto in corsa lungo la Statale Sorrentina, ma che si rivela solo a chi accetta il ritmo lento dei passi. È la Vico verticale, quella delle rampe storiche e delle antiche mulattiere. Tra queste, una delle più celebri e amate dai residenti, ma spesso sconosciuta al turismo di massa, è proprio via Vecchia Marina di Vico, storicamente e affettuosamente ribattezzata dal popolo “Il Varraturo”. Un nome antico, che profuma di dialetto, di storia marinara e di quotidianità passata. Per generazioni, il Varraturo ha rappresentato il cordone ombelicale tra il centro cittadino arroccato sul costone di tufo e il borgo marinaro sottostante. Prima che le moderne strade rotabili facilitassero i collegamenti, questa ripida e suggestiva discesa pedonale era la via percorsa all'alba dai pescatori che salivano in paese con il pescato fresco, e dai cittadini che scendevano al mare.

 

Il termine stesso evoca la fatica, la pendenza e la struttura stessa del percorso, una ferita naturale e antropica nella roccia che regala, a ogni curva, scorci mozzafiato sul Golfo di Napoli, con l'imponenza del Vesuvio a fare da sfondo costante. Camminare lungo il Varraturo significa immergersi nell'identità più profonda della Penisola Sorrentina, tra muri a secco, profumo di macchia mediterranea e il suono del mare che si fa via via più vicino. La bellezza del luogo, purtroppo, ha dovuto fare i conti con la fragilità intrinseca della costa. Essendo sovrastato da imponenti pareti rocciose, il percorso è stato esposto a estesi fenomeni di dissesto idrogeologico, costringendo le autorità a interdirne il transito per tutelare l'incolumità pubblica. Una ferita profonda per il comparto turistico e per la memoria locale. Ora, grazie a questo stanziamento mirato, residenti e viaggiatori vedono più vicino il momento in cui potranno tornare a calpestare quelle storiche rampe, riconnettendo il cuore di Vico Equense al suo mare nel segno della sicurezza e della valorizzazione del paesaggio.

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